Cerca: Atti FORUM PA 2007, pianificazione territoriale

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Analisi statistica quale strumento di programmazione – Rapporto annuale della Provincia di Roma

L’intervento di Teresa Ammendola è teso a rendere note le modalità e scopo dell’ingresso dell’analisi statistica all’interno delle Amministrazioni locali.

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Analisi del Rapporto annuale statistico della Provincia di Roma

Aldo Santori, mostra in che modo e a quale scopo, all’atto pratico, i dati relativi ad una determinata popolazione vengano analizzati sotto l’aspetto demografico, lavorativo, economico e della mobilità. Analizzando, infatti i dati relativi alla popolazione della provincia di Roma e della Regione Lazio, relativi al periodo dal 1991 ad oggi, sono state elaborare previsioni e proiezioni dei possibili scenari futuri relativi all’incidenza della popolazione nel territorio.Leggi tutto

Le STU come esempio di partnership pubblico privato

Ezio Micelli illustra che modo è possibile per l’amministrazione acquisire le aree necessarie senza ricorrere all’esproprio, spesso inefficace per ragioni finanziarie e procedimentali. La perequazione, per esempio, è uno strumento di politica fondiaria molto utile per recuperare le aree necessarie a promuovere il progetto di “città pubblica”. Altri mezzi possono essere la programmazione complessa, il project financing .Leggi tutto

Strategie di realizzazione di sistemi di programmazione e controllo per la PA

Il percorso per giungere alla introduzione di sistemi di programmazione e controllo che permettano di ridurre i costi di gestione nelle PA è molto complesso, ma oggi c’è sicuramente una maturità delle stesse all’innovazione e tecnologie all’avanguardia e in grado di essere configurate sulle esigenza delle singole strutture.Leggi tutto

Evoluzione del sistema di controllo di gestione in INPS: L’introduzione della dimensione economica

Il sistema di programmazione progettato per l’INPS è stato strutturato al fine di sviluppare l’integrazione tra indirizzi e obiettivi tenendo costante l’attenzione alla dimensione economica dei controlli. In particolare, il modello ricerca l’allineamento e la coerenza tra linee strategiche, obiettivi direzionali e azioni operative. Il modello di pianificazione, programmazione e budget si avvale, per la misurazione delle performance dell’Istituto, di indicatori economici finanziari, di efficienza e di innovazione, di efficacia, qualità, di impatto e contesto.

Il passaggio dalla prima ad una seconda generazione dei Piani Strategici

Per Pasquale Persico la prima generazione di Piani Strategici ha fatto maturare la consapevolezza nelle città e nei territori, della necessità di concepirsi come organizzazioni complesse. Obiettivo dell’incontro, inoltre, è quello di valutare se sia possibile passare ad una seconda generazione di Piani Strategici, che faccia parte di una politica economica delle città e delle aree vaste. Il Relatore, quindi, propone ai partecipanti l’ascolto di un concerto per pianoforte, per far comprendere quale può essere il potenziale di un’area.Leggi tutto

Il ruolo della politica nella pianificazione strategica: l’esperienza di Bolzano

Renzo Caramaschi, citando l’esempio di Bolzano, afferma la sua contrarietà a ricorrere ad incarichi esterni quando si intraprende un processo di pianificazione strategica; è necessario, infatti, coinvolgere la struttura interna dell’ente: tutta l’Amministrazione deve partecipare in modo convinto, e la politica deve fare un passo indietro e lasciare che le diverse parti della società civile conferiscano il loro apporto.Leggi tutto

Presentazione dello studio “Monitoraggio e valutazione dei piani strategici” pubblicato dalla Recs

Turiddo Pugliese presenta il volume “Monitoraggio e valutazione dei piani strategici” pubblicato dalla Rete delle Città Strategiche; lo scopo dell’associazione è quello di incrementare il bagaglio scientifico di quanti sono impegnati in processi di pianificazione strategica, anche organizzando momenti di confronto tra tecnici ed esperti.Leggi tutto

Le caratteristiche della seconda generazione dei Piani Strategici in Italia

Raffaella Florio compie una panoramica sull'evoluzione della pianificazione strategica in Italia, sottolineando come questa, ormai, sia una pratica diffusa ed in continua espansione su tutto il territorio: dal 2000 ad oggi, infatti, oltre trenta città si sono avvicinate alla pianificazione strategica come strumento di governo.Leggi tutto

L’esperienza della prima generazione dei Piani Strategici in Italia

Carlo Alberto Donolo illustra gli aspetti positivi della prima generazione dei Piani Strategici. Innanzitutto, l’adozione di una prospettiva strategica è un forte elemento di novità rispetto alla tradizione amministrativa e politica del nostro Paese, soprattutto per quanto riguarda l’allungamento dell’orizzonte temporale delle scelte collettive. In secondo luogo, i primi Piani, spesso nati dall’iniziativa di singoli comuni, hanno mostrato la tendenza ad allargarsi assumendo il carattere di pianificazione d’area vasta.Leggi tutto