Cerca: Atti FORUM PA 2007, relazioni sindacali

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Il punto di vista della CGIL per un'amministrazione più aperta al cittadino

Michele Gentile espone il punto di vista della CGIL in merito alla Ricerca Giannini; in particolare il suo discorso si basa su tre premesse: il forte interesse della CGIL per un’Amministrazione che funzioni sia per la crescita del Paese che per il rispetto dei diritti dei cittadini/utenti e dei servizi a loro spettanti, l’importanza di una ricerca che prenda in considerazione più elementi e fattori, la necessità di un piano di legislatura affinché la riforma della PA possa ripartire.

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Il punto di vista della magistratura amministrativa su dirigenza pubblica e privata

Manfredo Atzeni presenta il punto di vista della magistratura amministrativa sulla dirigenza pubblica e privata e sulle loro differenze. Esprime inoltre forti dubbi dello stesso Consiglio di Stato sul processo di riforma del pubblico impiego già dal momento di approvazione del DL n. 29 del 1993. Atzeni pone l’attenzione sull’importanza delle relazioni sindacali, sul Rapporto Giannini, secondo cui ciò che avviene nel settore pubblico è facilmente riproducibile in quello privato, e sulla dirigenza nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione.

Il Memorandum ed il percorso condiviso sulle riforme nella PA

Per Michele Gentile le preoccupazioni di una “co-gestione” da parte del Sindacato nei processi di riorganizzazione non sono fondate. La filosofia del Memorandum, in realtà, contiene il tentativo di costruire un piano di legislatura condiviso che permetta di riprendere il percorso di riforme avviato negli anni novanta con la riforma Bassanini e interrotto nel 2001. Lo scopo dell’intesa è quello di avviare una nuova stagione di cambiamento anche attraverso strumenti di valutazione e verifica dell’efficienza.Leggi tutto

Formazione e relazioni sindacali: definizione degli obiettivi e dei fabbisogni formativi e attuazione dei programmi formativi. Il ruolo delle relazioni sindacali

La formazione è oggi al centro dell’attenzione e investimento principale in sede alle Pubbliche amministrazioni. Ciononostante è ancora lungo il percorso per ottenere una definizione degli obiettivi e dei fabbisogni formativi. Secondo Del Bufalo il raggiungimento di tali obiettivi è possibile per mezzo di una condivisione partecipata tra la PA e l’organizzazione sindacale degli obiettivi strategici e degli strumenti della formazione in modo tale da ottenere una partecipazione più attiva del personale ed eliminare il gap tra fabbisogno formativo e professionalità presenti.

La situazione dei quadri nel pubblico impiego

Germani si sofferma ad evidenziare che i rapporti di lavoro dell’Amministrazione pubblica sono disciplinati dal libro V del Codice civile e dalle Leggi sul rapporto di lavoro subordinato nelle imprese. Dall’estensione al pubblico impiego della disciplina del rapporto di lavoro di diritto privato, deriva conseguentemente l’applicazione di quelle disposizioni che suddividono le categorie di lavoratori subordinati in operai, impiegati, quadri e dirigenti.Leggi tutto

Rappresentanza e leadership

Il sindacato è nato storicamente difendendo gli interessi e creando delle identità. Nel corso degli anni però gli interessi sono andati frammentizzandosi a favore di un meccanismo di autorealizzazione della collettività. Tale meccanismo ha generato una distruzione dell’identità di massa che ha portato alla crisi del sindacato il quale si trova nella impossibilità di coniugare i due elementi che di esso sono la base.

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Lo stato del sindacato italiano

Rembado imposta l’argomento del convegno effettuando una digressione sullo stato del sindacato italiano, auspicando che si possa giungere ad un modello diverso che promuova un equilibrato sviluppo del paese e ne valorizzi le energie. Anche in Italia può esistere un sindacato che rappresenti interessi professionali, che si faccia carico della domanda di qualità dei servizi avanzata dalla collettività, che difenda le categorie in quanto attrici dello sviluppo generale, ne promuova il merito e ne chieda il riconoscimento e la valorizzazione.

Il ruolo del funzionario pubblico

Zucaro effettua una riflessione che ruota attorno al nodo per cui la Pubblica Amministrazione oggi esiste più per generare lavoro che per dare servizi ai cittadini, assegnando così al sindacato il solo compito di migliorare il più possibile le condizioni dei dipendenti pubblici, si chiede se sia possibile, per il futuro, mediante una maggiore partecipazione del cittadino rispetto al funzionamento dell’Amministrazione e una riforma del sistema politico, riaprire quegli spazi per cui i pubblici amministratori elettivi o professionali ritrovino un ruolo di “datore di lavoro”.

Il ruolo del sindacato nella diffusione delle valutazioni del personale delle amministrazioni

Fadda effettua un’analisi della situazione riguardante le valutazioni dei risultati raggiunti dai pubblici dipendenti e quindi i premi di risultato, denunciando come attualmente l’Amministrazione tende ad assumere verso di questi un atteggiamento quasi omertoso, impedendo di fatto che i risultati delle valutazioni possano essere resi pubblici. Auspica pertanto che il sindacato si faccia parte diligente affinché l’Amministrazione diffonda i dati risultanti all’esito delle valutazioni e dei controlli sul personale.

Verso una coagulazione di identità

Corradini effettua una considerazione in merito all’attuale momento che il Paese sta vivendo in tema di rappresentanza degli interessi e dei valori della società. Il Paese ha bisogno che i sindacati, quali rappresentanti di interessi, facciano un salto di qualità che renda possibile il superamento della prevalenza della difesa di interessi particolari rispetto a quelli generali. Ciò che da Corradini viene auspicato è che si possa realizzare, attraverso uno sforzo congiunto, una coagulazione dell’identità con le altre realtà che rappresentano gli stessi valori.