Cerca: Atti FORUM PA 2007, lotta alla corruzione

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La Guardia di Finanza nella lotta alle irregolarità e alle frodi nell’erogazione di finanziamenti nazionali alle imprese ed in materia di spesa sanitaria.

Alberto Reda illustra il ruolo e le azioni della Guardia di Finanza quale forza di polizia economico-finanziaria a tutela del corretto impiego delle erogazioni pubbliche e in materia di contrasto alle frodi perpetrate a danno del Servizio Sanitario Nazionale. Afferma che nel settore degli incentivi nazionali nel triennio 2004-06 la presenza ispettiva si è consolidata intorno ai duemila interventi operativi per anno, molto più numerosi sono gli interventi nella spesa sanitaria. Reda si sofferma ad illustrare le principali fenomenologie fraudolente.

Proposte operative per la lotta alla corruzione: ancora molte ombre sulla penisola italiana

Locatelli chiede chiarimenti sull’opportunità di fare ricorso ad un denunciante civico per contrastare la corruzione, attraverso un sistema di premi. Nerozzi e Vicanolo, con alcune riserve, si dichiarano favorevoli. Iannantuono solleva alcune critiche sulla proposta. Davigo ritiene che pagare i denuncianti non sia una soluzione efficace e sottolinea come la repressione della corruzione in Italia non sia omogenea: in vent’anni a Reggio Calabria risultano due condanne per corruzione. Il sistema è più impermeabile dove è più pervasivo: si scopre meno corruzione dove ce ne è di più.

Il ruolo della Guardia di Finanza e gli strumenti operativi per la lotta alla corruzione

Giuseppe Vicanolo descrive le attività investigative condotte dalla Guardia di Finanza che, secondo il proprio ruolo istituzionale di polizia economica finanziaria, è coinvolta in prima linea nella lotta alla corruzione. Egli descrive i sistemi messi a punto dalla criminalità organizzata per sfuggire ai controlli fiscali. Vicanolo illustra i dati registrati dalla Guardia di finanza su reati commessi contro la pubblica amministrazione nel 2006 attraverso i quali si registra un aumento del 50%.Leggi tutto

Strategie per abbassare il tasso di corruzione nel nostro Paese: esperienze a confronto.

Davigo ritiene che non ci sia nessuna ragione per ritenere che il livello di corruzione nel nostro Paese sia diminuito dal momento che non ne sono state rimosse le cause. E’ ragionevole ritenere che questa sia aumentata a discapito della capacità repressiva. E’ pure vero, aggiunge, che gli indici di corruzione percepita sono un terreno scivoloso ma è il parametro utilizzato dagli investitori e dalle aziende per fare delle scelte. Studiare il fenomeno della corruzione è il primo passo da compiere.Leggi tutto

Meno denunce non sono sintomo di un livello di corruzione più basso

Pasquale Iannantuono ritiene che la diminuzione del numero delle denunce di danno a titolo della corruzione non siano sintomatiche di un reale livello di accresciuta legalità, piuttosto testimoniano che i canali informativi sono stati più avari dal momento che la comunicazione verso la Corte dei Conti avviene tramite le procure penali. Iannantuono segnala che i fenomeni corruttivi aumentano quando la spesa pubblica si indirizza verso alcuni settori. Egli riporta una serie di dati sui fenomeni corruttivi nel 2006 pervenuti alla Corte dei Conti.

Corresponsabilità storiche della pubblica amministrazione nella corruzione e nelle infiltrazioni mafiose in Calabria

E’ possibile vincere la corruzione in Calabria? E se sì occorre una strategia locale o lavorare centralmente? De Sena sottolinea come il centro senza un territorio non esiste e sostiene che, al contrario, il territorio senza centro vive meglio. Prima di corruzione, aggiunge, occorre parlare di corrosione: il mix devastante tra inefficienza della pubblica amministrazione ed efficienza della mafia. De Sena traccia le analizza le corresponsabilità storiche della pubblica amministrazione nella corruzione e nelle infiltrazioni mafiose.

Cultura della legalità e diminuzione dei costi della politica per combattere la corruzione.

Bruno Ferrante ritiene non sia semplice rilevare se oggi il livello di corruzione rispetto al 1992 sia cambiato. Ferrante commenta un’analisi di Stefano Rodotà sul costo della politica. Ferrante a proposito della decisione di Gherardo Colombo di lasciare la magistratura dichiara di comprenderne le ragioni e ritiene che nel nostro paese, in cui ristagna un basso livello di legalità e si addensano egoismi diffusi, ci sia bisogno di investire nella creazione di una cultura legalitaria.Leggi tutto

L'Iitalia e la lotta alla corruzione: una battaglia da vincere per il rilancio del Paese

Franco Locatelli introduce il tema della tavola rotonda: una strategia contro la corruzione. Nella memoria storica del Paese quando si parla di lotta alla corruzione si pensa a Tangentopoli, ci si chiede se rispetto ad allora qualcosa è cambiato. Locatelli ritiene che migliorare le infrastrutture e riportare un adeguato del livello di legalità sia fondamentale per riuscire ad attrarre investimenti, anche internazionali, nel nostro Paese. Nel suo secondo intervento fa riferimento ad una dichiarazione di Davigo in cui si cerca di capire dove risieda l’anomalia italiana.Leggi tutto