Cerca: Atti FORUM PA 2008, valutazione e misurazione

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Politiche del personale nella Pa: ruolo e funzione dei dirigenti

Restituire alla dirigenza della Pa un reale potere disciplinare e gestionale nei confronti del resto del personale. Evitare lo spoil system, mettendo in primo piano la valutazione dei dirigenti, prima garanzia rispetto a decisioni ispirate da logiche di appartenenza politica o di altro genere. Infine, riconoscere il giusto valore ai quadri direttivi, che svolgono un ruolo fondamentale nella gestione del personale, con una funzione gestionale, di coordinamento e disciplinare che va ad affiancare quella dei dirigenti.

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La semplificazione come fattore di competitività, fra promozione della concorrenza e tutela del cittadino-consumatore

Di semplificazione si parla tanto e da anni, con conseguenze positive (il tema è ormai patrimonio comune e condiviso) e rischi (bisogna garantire effettività e risultati ed evitare che il tutto si riduca a slogan comunicativo efficace, ma privo di contenuti).Leggi tutto

Verso nuovi strumenti di Pianificazione e Controllo nella Pubblica Amministrazione: la Balanced Scorecard

All'interno della pubblica amministrazione sta diventando sempre più importante l'aspetto del governo strategico del sistema: una Pa moderna deve tenere conto delle esigenze dei diversi stakeholder (imprese, cittadini, etc) ed essere quindi in grado di valutare se le performance sono sufficienti e la strategia adeguata. Ancora oggi, tuttavia, quello che molto spesso manca nella Pa, quando si parla di ciclo di pianificazione e controllo, è proprio la parte relativa alla pianificazione e al controllo strategico.

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I cardini dei processi di valutazione e l’esperienza dell’ISTAT

Dopo un’introduzione sul complesso contesto in cui si inserisce la valutazione nella Pubblica Amministrazione il Presidente Biggeri articola l’esposizione dei tre cardini intorno ai quali essa deve ruotare: la pianificazione strategica, la diversificazione degli interventi e la trasparenza seguita come corollario dalla retroazione. Prima di esporre la sua personale esperienza nell’introdurre meccanismi valutativi nell’ISTAT Biggeri sottolinea come il vero problema politico sia quello di legare ai risultati della valutazione le scelte sulla ripartizione dei fondi.

Valutazione interna e valutazione civica al servizio dell’efficienza e dell’efficacia della P.A.

Pietro Ichino sottolinea come la situazione politica e l’evoluzione culturale siano giunte oggi ad un punto di svolta sulla questione della valutazione della dirigenza. Il Professore propone a questa materia un’applicazione del paradigma exit/ voice di Albert Hirschman giungendo ad affermare che la valutazione deve essere frutto di una dialettica tra valutatore interno e valutazione civica. Per aiutare questo processo Ichino propone un’Authority centrale snella e a costo zero che garantisca l’attivazione e l’indipendenza dei nuclei di valutazione.

Funzionalità organizzative del sistema di valutazione

Luigi Massa testimonia con la sua esperienza al Comune di Napoli come con l’introduzione del sistema di valutazione sia stato possibile riorganizzare i processi decisionali ed operativi: si sono raggruppati e selezionati gli obbiettivi e si sono introdotti gli standard e le fasi creando delle serie storiche e degli indicatori che producessero un monitoraggio dei risultati di outcome.

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I presupposti, gli obbiettivi e le metodologie di una buona e utile valutazione

Dopo aver analizzato lo stato dell’arte dei sistemi di valutazione all’interno delle PA italiane Giovanni Valotti ne individua le maggiori criticità e definisce i 5 step concettuali che ne dovrebbero costituire la struttura: per valutare è necessario definire la performance, per apprezzare la performance è necessario misurare, per migliorarla è necessario responsabilizzare, per responsabilizzare è necessario assicurare uno spazio d’azione e mettere a disposizione le leve per mobilitare l’organizzazione ed infine è importante

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La valutazione delle prestazioni dirigenziali

Michele Camisasca propone una riflessione sul tema e sui metodi della valutazione dei dirigenti, a partire dall’esperienza di Regione Lombardia. Punti cardine: centralità della persona e integrazione della funzione di Organizzazione del personale con la Programmazione degli obiettivi.

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Come attuare i principi della retribuzione di risultato

Massimo Massella Ducci Teri denuncia come per tanti anni il sistema della valutazione sia stato interpretato soltanto come un metodo per legittimare l’attribuzione a tutti della retribuzione di risultato. La riforma dunque è fallita nell’attuazione a causa della poca forza della classe dirigente, che deve essere supportata da un’adeguata formazione manageriale ed eventualmente da strutture di controllo sulla contrattazione di secondo livello.

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Confartigianato: criticità e proposte per gli strumenti di misurazione

Siamo in una fase in cui probabilmente le strategie dovranno essere rivisitate. Condividendo gli ambiti sui quali si intende intervenire con misure correttive, Confartigianato considera la digitalizzazione dei processi un aspetto significativo e prioritario. Nel processo di integrazione tra pubblico e privato ci vorrebbe maggiore coraggio per fare in modo che siano strumenti privatistici a certificare l’adeguamento dell’impresa agli adempimenti normativi e che la PA si dedicasse al controllo della sostanza, piuttosto che alla rilevazione delle informazioni.

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