Cerca: Atti FORUM PA 2011, dirigenza pubblica

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Il filo rosso dell'innovazione nella riforma: a che punto siamo?

Stefano Sepe prova a rispondere alle domande da cui ha preso le mosse il convegno. Prima di tutto, la riforma Brunetta è collegabile al ciclo dei precedenti tentativi di riforma? Negli intenti certamente sì. Secondo Sepe, infatti, la continuità delle proposte di riforma che si sono succedute negli anni è evidente negli intenti complessivi, altra cosa invece sono gli strumenti e le modalità. La seconda domanda è: c’è un sentire comune sulla possibilità di cambiare l’amministrazione e sul fatto che le leggi possano fare traino per questo cambiamento? Oggi non più.

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Il ruolo della SSPA nel reclutamento della dirigenza pubblica come leva del cambiamento

Dopo aver commentato alcuni temi emersi nel corso del convegno (in particolare quello della trasparenza) e dopo aver sottolineato la necessità di un monitoraggio più pressante da parte del Dipartimento della Funzione pubblica sull’attuazione delle norme da parte delle amministrazioni, Danilo Festa si sofferma sul ruolo della Scuola superiore della pubblica amministrazione (SSPA) nel reclutamento della dirigenza pubblica. Il decreto legislativo 1 dicembre 2009, n.

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I provvedimenti attuativi della riforma

La riforma Brunetta è una riforma complessa, che non può prescindere da una attuazione attenta e partecipata da parte di tutti gli attori e i destinatari delle norme introdotte.

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Dalla riforma Brunetta alla manovra finanziaria: quale futuro per la dirigenza pubblica?

La relazione analizza gli elementi di continuità e discontinuità tra la “riforma Brunetta” (il decreto legislativo 150/2009 che attua la legge 4 marzo 2009, n. 15) e i precedenti processi di riforma della PA, in particolare per quanto riguarda il ruolo della dirigenza pubblica. Elementi di continuità: la riforma Brunetta si innesta per larga parte sul decreto legislativo 165/2001 (che aveva sistematizzato le precedenti riforme) conservandone l’impianto complessivo e i principi fondamentali, come la distinzione politica-amministrazione che è la base dell’autonomia della dirigenza.

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La figura del direttore generale nelle aziende sanitarie

Angelo Lino del Favero introduce il convegno facendo il punto sulla figura del direttore generale nelle aziende sanitarie,  sui suoi compiti e sulla sua evoluzione nel corso degli anni a partire dalla sua introduzione del 1991. In sintesi si può dire che la macro-sfida dell’aziendalizzazione sia stata vinta, con una forte trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale,  passato da una gestione “politca” ad una realmente manageriale, e lo sviluppo di una serie di casi di eccellenza diffusi a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale.

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L'impoverimento della figura del direttore generale delle aziende sanitarie

Mauro Barabino interviene su alcuni aspetti centrali relativi alla figura del Direttore Generale: la retribuzione, la mobilità, e l’esigenza di un albo. Per Barabino gli interventi normativi che negli ultimi anni hanno inciso sulla figura del Direttore Generale hanno causato un deciso impoverimento del ruolo ed un abbassamento della qualificazione.

Il tema della retribuzione incentivante nella dirigenza pubblica

Antonio Naddeo, intervenendo al convegno “La posizione apicale nelle aziende sanitarie ed ospedaliere: la responsabilità della direzione strategica aziendale tra professionalità e propensione all’innovazione” allarga la visione del convegno portando il discorso al di fuori del solo ambito sanitario e introducendo una riflessione sulla contrattazione della dirigenza pubblica in generale. L’intervento di Antonio Naddeo si concentra sulla necessità della valutazione, come una prassi diffusa nel sentire comune, ma ancora osteggiata nell’abito del lavoro pubblico.

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La normativa relativa alla dirigenza strategica delle aziende sanitarie

Giorgio Spadaro focalizza il suo intervento sulla normativa legata alla direzione strategica delle aziende sanitarie. Dopo un approfondito excursus storico sulla nascita della figura del direttore generale Spadaro si concentra sulle responsabilità giuridiche contabili, civili e penali sostenendo che l’attuale normativa, i ritardi da parte degli organi politici regionali nella definizione degli obiettivi, e il meccanismo dello spoil system pongono il direttore generale in una posizione estremamente debole.

PerformPA: il software innovativo per la programmazione e il controllo delle performance degli Enti Locali.

Fincons Group, realtà a dimensione europea, opera nel mercato dell'ICT Consulting dal 1983, come partner per le aziende che perseguono un allineamento tra strategia di business e i loro sistemi di Information Technology. Il Gruppo Fincons attraverso Nec, presenta la soluzione PerformPA: il software innovativo, pensato per semplificare e velocizzare i processi di programmazione, controllo, valutazione e comunicazione delle scelte e delle attività, nonchè dei risultati e degli effetti dell'operato delle Amministrazioni Locali.

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Valutare e monitorare la professionalità della dirigenza pubblica

Michele Bertola introduce alcuni elementi di riflessione sulla figura del Direttore Generale: la provenienza diversificata (da enti, aziende private, aziende municipalizzate, PA centrale); il fatto che l’esperienza come DG sia spesso solo una tappa di una carriera che contempla varie esperienze; il fatto che vengano richieste competenze molto varie, funzionali alle specifiche esigenze del singolo ente; il fatto che queste competenze non siano definite una volta per tutte, ma mutino nel tempo in relazione ai nuovi bisogni dell’ente.

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