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Normattiva e attività di riordino normativo

 L’attuale qualità del prodotto normativo, avverte Zaccaria, confligge su più fronti con il modello creato e auspicato con il progetto Normattiva.  Se le due funzioni di Normattiva sono quelle di fornire conoscenza al cittadino ed essere strumento per l’attività di riordino normativo, sul secondo aspetto si è fatto meno che sul primo. Ciò è accaduto – dice Zaccaria – a causa dell’incrocio dei diversi orientamenti normativi che si sono applicati all’iter del Decreto Taglialeggi  e che hanno portato nel tempo anche a preoccupanti accelerazioni semplificatorie. 

L’implementazione di Normattiva

 Il Presidente Mazzei illustra la funzione dell’Istituto Poligrafico nella creazione e manutenzione di Normattiva aprendo alle sue prospettive di sviluppo. Se da una parte il portale potrebbe essere utilizzato in maniera anticipativa, guardando alle modifiche subite dai provvedimenti per ottimizzare i metodi di produzione normativa, dall’altra la creazione di motori semantici che aiutino la ricerca per concetti può aiutare a categorizzare gli atti anche per un successivo confronto con la normativa europea.

Normattiva: un servizio per i cittadini

 Pierfrancesco Attanasio sottolinea come un servizio quale Normattiva debba servire soprattutto ai cittadini, mentre per gli operatori del diritto ha senso che si continuino a sviluppare servizi e pubblicazioni dedicate da parte del mercato. Differenziando i target le prestazioni saranno di livello più alto e più rispondenti ai bisogni delle differenti categorie.

Decreto Taglialeggi e Normattiva, due strumenti per la buona legislazione

 Il Presidente Pastore illustra le relazioni tra il Decreto Taglialeggi e Normattiva, due iniziative parallele che insieme possono dare un contributo fondamentale alla better regulation. Pastore sottolinea anche i valori aggiunti di Normattiva rispetto alle altre banche dati: oltre all’affidabilità totale, essa permette anche collegamenti ufficiali con le banche dati di Camera, Senato, e soprattutto con il DAGL della PCM, organo di vocazione esecutiva, ma che in questo momento rappresenta il massimo produttore di norme.

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L’open data, dalle parole ai fatti: un funzionario pubblico in cerca di risposte

Claudio Forghieri apre e modera il convegno che  - sotto l’innovativa formula del talk show e con il contributo di professionalità e voci diverse  – intende rispondere alla domanda di base “Cosa sono gli open data?” per poi passare alla questione operativa “ Come una pubblica amministrazione può iniziare a fare open data?”.

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Il portale www.qualitanormazione.gov.it e l'open government

 

Massimo Collucciello illustra la piattaforma on-line che – utilizzando strumenti e metodologie open source – si propone di supportare la diffusione e condivisione delle conoscenze e delle prassi di better regulation e la digitalizzazione dei processi di analisi e valutazione d’impatto condotti dalle Amministrazioni.

L’analisi e la valutazione d’impatto della regolamentazione nell’ente Roma Capitale

 Di Gregorio illustra sinteticamente le fasi di applicazione dell’AIR nell’ente Roma Capitale, dove la procedura si è incentrata principalmente intorno a tre processi: le azioni di mobilità sostenibile a favore dei dipendenti di Roma Capitale, il servizio ChiamaRoma 060606 (Contact Center multicanale) e la regolazione e il funzionamento dell’Intranet.

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Esperienze regionali di politiche per la qualità della normazione. Il caso Toscana.

 La Toscana è stata all'avanguardia nelle iniziative regionali per la qualità della regolazione, tanto che il suo manuale “Suggerimenti per la redazione dei testi normativi” del 1984 precede di otto anni l'adozione del primo manuale a livello nazionale. La better regulation è rimasta una priorità della Regione, fino a sfociare nella legge Regionale n.55 del 2008, arrivata dopo il consolidamento statutario seguito alla riforma del Titolo V della Costituzione e il passaggio alla terza fase del processo (la “qualità sostanziale della normazione” con AIR, analisi di fattibilità e VIR).

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AIR, semplificazione e oneri della regolazione

 Martelli sottolinea come quello dell’analisi d’impatto della regolamentazione sia un fondamentale momento di accountability. Tutti, quando legiferano, fanno l’AIR – dice Martelli – il problema è che spesso il processo non è trasparente. Quindi in primis trasparenza e poi analisi costi/benefici, riduzione degli obblighi informativi inutili, coinvolgimento degli end users nel processo decisionale e momenti di apertura dell’azione amministrativa per raccogliere sempre maggiori indicatori utili alla valutazione.

AIR: un tassello del processo di normazione orientato alla qualità

 Il Prof. Zuliani approfondisce il ruolo dell’AIR all’interno del ciclo di vita della regolazione. L’AIR, nelle parole di Zuliani, si profila come uno strumento maggiormente evocativo ed efficace rispetto ad altri lungo l’intero processo: dall’agenda normativa alla progettazione, dalla consultazione all’individuazione delle opzioni, dalla scelta dell’opzione preferita alle fasi di attuazione, monitoraggio e valutazione.