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Open data anche in Lombardia

E' on line il  portale open Data di Regione Lombardia. Messo a punto da Lombardia Informatica, utilizza la stessa piattaforma digitale americana e lo stesso format di quello del Governo degli Stati Uniti. Milioni di dati posseduti dalla pubblica amministrazione messi a disposizione di cittadini, imprese e sviluppatori di App.

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Che ci fa la società civile con l’Open Government? Intervista a Tom Steinberg, mySociety

Avvicinandoci a FORUM PA 2012 (dal 16 al 19 maggio a Roma), cominciamo a preparare il terreno per rendere il più proficuo possibile ognuno degli incontri in calendario. Iniziamo ad alzare la palla a quelli che chiamiamo quest’anno i Maestri dell'Innovazione. Su scala internazionale, andiamo a conoscere e a intervistare quelli che sull’Open Government ci hanno scommesso, da prospettive diverse, con creatività e serietà. E hanno qualcosa da insegnarci. Per cominciare David Osimo ha intervistato per noi Tom Steinberg, che nel 2003 nel Regno Unito ha fondato mySociety. Per capirci, quelli di FixMyStreet e TheyWorkForYou.

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Open Data per il monitoraggio di appalti pubblici e conflitti d'interesse

Gli open data, l’abbiamo sottolineato in molte occasioni, possono diventare uno straordinario strumento di trasparenza, controllo sociale e partecipazione dei cittadini, oltre a fornire la materia prima (in quanto disponibili e accessibili direttamente on line in formati che ne permettono l’elaborazione e il riuso) per la creazione di applicazioni di pubblica utilità, alimentando così l’innovazione e la creatività che servono da stimolo alla crescita economica. Gli open data sono un punto centrale delle politiche di open government e saranno, quindi, uno degli argomenti centrali di FORUM PA 2012. Proprio all’interno del percorso di approfondimento su questi argomenti, che ci accompagnerà fino all’evento di maggio, vi presentiamo oggi un focus curato da Marco Fioretti che, a partire dal contesto italiano fino ad arrivare a casi internazionali, affronta il tema degli open data sotto un particolare aspetto: la prevenzione dei casi di corruzione nella PA e il monitoraggio dei conflitti di interesse, in particolare nel settore degli appalti pubblici. 

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Apps4Italy: c’è tempo fino al 30 aprile per partecipare al contest!

Ancora tre mesi di tempo per inviare al contest Apps4Italy le vostre proposte (idee, progetti, applicazioni e visualizzazioni) basate sull’utilizzo di dati pubblici. La scadenza del concorso, aperto a cittadini, associazioni, comunità di sviluppatori e aziende, è stata infatti posticipata al prossimo 30 aprile.

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Lo stato trasparente. Linked open data e cittadinanza attiva

“Nell’Open Government risiede oggi il pilastro più importante di una democrazia funzionante, capace di riconciliare i filoni, per anni infecondi, dell’e-government e dell’e-democracy”. Partendo da Platone, passando per Kant, arrivando alle tesi del wiki-government e della strong democracy (rispettivamente degli statunitensi Noveck e Barber) Francesca Di Donato spiega perché se lo stato trasparente è il modello, gli open linked data sono lo strumento e i cittadini informati e attivi i protagonisti. Invitandovi a leggere il saggio “Lo stato trasparente. Linked open data e cittadinanza attiva” (scaricabile gratuitamente) ve ne proponiamo un assaggio nell’intervista all’autrice, Ricercatrice all’Università di Pisa, Dipartimento di Scienze politiche e sociali e Community Coordinator di Linked Open Data Italia.

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Open data e giornalismo: questo matrimonio s'ha da fare

La rete si sta trasformando in un archivio sempre più ricco di dati di pubblico interesse, soprattutto da quando ha incontrato il movimento per l’open data. Set di dati pubblici, in formato aperto e senza restrizioni per il riutilizzo, sono già on line a disposizione di tutti. Ma, nel momento in cui questa mole di informazioni dovesse diventare davvero grande, a fare la differenza sarà probabilmente la capacità di ricercare, selezionare, analizzare, collegare e, infine, restituire i dati in modo leggibile ad un pubblico più vasto. Per questo Agorà Digitale, l’Associazione di Giornalismo Investigativo e Radio Radicale organizzano il primo corso di alta formazione in Open Data Journalism, che partirà a febbraio.

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Quanto guadagna un deputato? Non è solo una questione di equità

L’interesse altissimo sul tema è stralegittimo. Parliamo dell’uso di parte (consistente) dei soldi di tutti noi e di persone da noi elette con un compito chiaro, per quanto non sempre semplice da giudicare negli esiti: governare salvaguardando l’interesse generale. Ieri la Commissione sul livellamento retributivo Italia-Europa ha pubblicato un Rapporto dove si trovano i dati sulle retribuzioni di deputati e senatori. Da cittadini viene da chiedersi se i dati  debbano arrivarci come una sorta di scoop giornalistico, come di fatto è avvenuto. Se infatti è vero che i dati sono stati pubblicati sul sito Dipartimento Funzione Pubblica è altrettanto vero che la trasparenza non può tradursi nel mettere le informazioni in uno scaffale altissimo, senza interrogarsi su chi possa arrivarci. Per rispondere alla domanda iniziale, intanto, pubblichiamo le tabelle con il dettaglio di spesa.

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Le emergenze al tempo dei social network: quando l’allerta viaggia in rete

È stata la tragica alluvione che ha colpito Genova dieci giorni fa ad accendere i riflettori, come mai era avvenuto nel nostro Paese, sul ruolo che la rete può ricoprire in una situazione di emergenza. Ma in Italia i tempi sono maturi per un utilizzo del web 2.0 e dei social network in situazioni di crisi? Ne abbiamo parlato con Elena Rapisardi, che dal 2005 si occupa di Comunicazione in Protezione Civile ed Emergency Management e, in particolare, di progetti per un utilizzo ad ampio raggio del web 2.0 in emergenza, e che è tra gli organizzatori del primo Crisis Camp Italy, in programma a Bologna il prossimo 19 novembre.

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#TwitterPA: on line l’aggiornamento del Rapporto sulle amministrazioni che cinguettano

E’ online il III Rapporto che fotografa i modi e le frequenze di uso di Twitter da parte delle pubbliche amministrazioni italiane, curato e reso disponibile in rete da Giovanni Arata. Il Rapporto, aggiornato al 27 Settembre 2011, propone un aggiornamento dello stato di impiego di di Twitter da parte di enti locali (Comuni, Province, Regioni) aggiungendo dati anche sull’uso da parte di Ministeri. Le precedenti edizioni – si ricorda nell’Executive summary - sono state rilasciate a Novembre 2010 e Marzo 2011. (v. l'analisi di Giovanni Arata del marzo 2011 "Gli enti locali italiani alla rincorsa di Twitter")

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Open data a pagamento. Il Regno Unito entrerà nel "secolo buio"?

Per l’open data britannico è una giornata importante. Si chiudono oggi ben due consultazioni pubbliche sul tema, intimamente connesse. La prima, dedicata alla politica "open data" tout court in elaborazione a Downing street, è quella del Making Open Data Real. La seconda riguarda un aspetto specifico ma,  a sentire gli attivisti dell’Open rights group, di massima centralità  per i destini dell’Open data. Si tratta della consultazione sulla Public Data Corporation (PDC), ente che raggrupperà le istituzioni “ricche di dati” fissandone le politiche di distribuzione e accessibilità. La creazione della PDC, annunciata lo scorso gennaio, porta con sé una questione non da poco: “se, quanto e come l’open data sarà a pagamento”. “Ernest Marples, (i.e. il direttore delle Poste britanniche che introdusse il codice postale) è molto triste nel vedere quanto l’utilità della sua invenzione stia per essere amputata”, assicurano gli attivisti on line, lanciando l'iniziativa ernestmarples.com.

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