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Dai brogli elettorali ai disastri naturali, ecco i “testimoni 2.0” delle crisi nel mondo

Ushahidi in lingua Swahili significa “testimoni” ed è anche il nome di una “piattaforma di informazione collettiva”, rigorosamente gratuita e open source, nata proprio in Kenya nel 2008, per rispondere al black out dell'informazione “ufficiale” e diffondere informazioni e denunce sui brogli e sulle violenze e gli scontri che si stavano verificando nel Paese dopo le elezioni presidenziali. Come funziona? In pratica, chiunque può segnalare attraverso diversi canali – via email, facebook o twitter, ma anche semplicemente via SMS – quello che sta avvenendo e dove; le testimonianze vengono poi raccolte dalla piattaforma, indicizzate e inserite su una mappa interattiva. Uno strumento che, quindi, favorisce l'informazione, ma anche la trasparenza e il controllo sociale e che, in questo senso, verrà nuovamente utilizzato domenica prossima, 23 ottobre, questa volta in Bulgaria, dove sono in programma le elezioni presidenziali e amministrative e dove, secondo un sondaggio dell'associazione Transparency international, un cittadino su 5 è disposto a vendere il proprio voto.

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Enrico Giovannini, ISTAT su Open data Italia

Quale è il cambiamento che ci aspettiamo in un Paese quando introduciamo una politica di questo tipo? “ Da questa domanda parte l’intervento di Enrico Giovannini, Presidente ISTAT, alla Conferenza stampa di presentazione del portale italiano dell’open data – dati.gov.it all’interno dell’Operazione Open Government, lanciata lo scorso 18 ottobre a Roma. Vi proponiamo il video dell’intervento, breve ma pregnante.

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Il Comune di Firenze apre i suoi dati sul web

Da ieri anche il Comune di Firenze rilascia i suoi dati in formato open, diventando di fatto l’amministrazione comunale più “avanzata” in questo senso, almeno per numero di banche dati disponibili. In precedenza, infatti, il Comune di Udine e quello di Faenza avevano già reso disponibili dei dati in formato open, ma limitandosi a quelli relativi al bilancio (un aspetto comunque molto rilevante).

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Dati.gov.it: nasce il portale italiano degli open data

La prima PA italiana a “liberare” i propri dati è stata la Regione Piemonte che, a partire dal 2010, li ha resi accessibili e riusabili dal sito dati.piemonte.it. Poi, nel febbraio scorso, è stata la volta del Comune di Udine, che ha pubblicato i dati di bilancio dell'Ente in formato open. Stessa cosa ha fatto il Comune di Faenza. La settimana scorsa la Regione Emilia-Romagna ha messo on line su dati.emilia-romagna.it una prima serie di dati aperti e, infine, ieri anche il Comune di Firenze ha fatto altrettanto. Queste importanti esperienze territoriali vengono ora riprese e valorizzate a livello nazionale: da oggi, infatti, è on line il portale italiano degli open data, www.dati.gov.it, che raccoglie i dati aperti del Ministero per la PA e l’Innovazione e di numerose amministrazioni centrali e territoriali.

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Open data, PA 2.0 e G-cloud: una strategia per l’open government italiano

Obiettivo open government: questa la strategia per una Pubblica Amministrazione che, di fronte a una crisi non solo economica ma anche di identità, deve trovare nuovi modelli operativi. In Italia, a livello locale, ci sono già esperienze importanti in questo senso. Valorizzarle e metterle a sistema è il passo successivo. Oggi il ministro Renato Brunetta ha presentato un programma che va proprio in questa direzione e inserisce nell’agenda politica nazionale le azioni necessarie per creare una “PA aperta”, sul modello di quanto stanno già facendo, ad esempio, Stati Uniti, Gran Bretagna, Canada. PA 2.0, G-cloud e Open data sono le parole chiave di questa strategia. Un portale che mette a disposizione i dati aperti della PA e un contest per progettare soluzioni utili e interessanti basate sull’utilizzo di dati pubblici sono le prime iniziative messe in campo.

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#opengovitalia. Oggi alle 12 la conferenza stampa su "Operazione Open Government: dati aperti e App"

Oggi alle ore 12, si terrà a Palazzo Vidoni una conferenza stampa dal titolo: “Operazione Open Government: dati aperti e App”.
Tra gli interventi, segnaliamo i Ministri Renato Brunetta, Michela Vittoria Brambilla e Mariastella Gelmini nonché i Presidenti di INPS Antonio Mastrapasqua, di INAIL Marco Fabio Sartori, di Istat Enrico Giovannini, di Formez Pa Carlo Flamment e il Direttore generale di INPDAP Massimo Pianese.

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Open Government e Open Data, la prospettiva e la speranza italiana

La diffusione dell'Open Data in Italia sta riproducendo dinamiche simili a quelle che hanno portato alla nascita della telematica pubblica. Un primo nucleo di sperimentatori, di innovatori, di associazioni e di volontari insieme, spesso, alla lungimiranza di alcuni enti locali, permise allora la realizzazione delle prime reti civiche creando la cultura e la prassi necessaria che poi hanno permesso la nascita e la diffusione della telematica pubblica nella forma che oggi conosciamo. Un analogo processo, seppur dai ritmi più sostenuti, sta finalmente portando anche l'Italia ad allinearsi con le esperienze internazionali volte a rendere accessibili e riutilizzabili i dati raccolti e prodotti dalle pubbliche amministrazioni.

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È on line il portale degli open data dell’Emilia-Romagna

Su dati.emilia-romagna.it è disponibile da oggi una prima serie di dati aperti, che verranno incrementati in maniera costante.

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Legge incontra codice. Un hackathon al Parlamento europeo

A Bruxelles tira aria di nuovo mondo. L’8 e il 9 novembre le porte del Parlamento europeo si spalancano agli sviluppatori di tutta Europa al grido di hackathon, o meglio EUhackahton. Il tema, neanche a dirlo, è la trasparenza e l’accesso a internet, il main sponsor Google. E, mentre oltreoceano gli analisti di TechPresident danno con soddisfazione segnalazione dell’evento, a queste latitudini la domanda è lecita: “cosa è un hackathon?”.

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Dalla rete più di 500 idee per Cagliari

L’Ideario per Cagliari è un’iniziativa nata dal basso dopo l’elezione a sindaco di Massimo Zedda nel maggio scorso, con l'obiettivo di dare un seguito alla grande partecipazione popolare che ha caratterizzato le ultime elezioni amministrative. Attraverso una piattaforma collaborativa si possono proporre le proprie idee per migliorare la città, ma anche commentare e votare le proposte degli altri utenti. E sembra proprio che i cittadini di Cagliari abbiano accolto con entusiasmo questo invito: dal 1° giugno ad oggi sono state inviate 530 idee, con 2.736 commenti, e più di mille utenti registrati.

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