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L’Italia e l’Open Budget Index. Trasparenza, partecipazione e...open data?

E' legittimo che, come sembrano suggerire anche i risultati in progress del sondaggio su opengov.it, in vetta alle urgenze di trasparenza sui dati pubblici ci siano i bilanci delle pubbliche amministrazioni. L’iniziativa legata all’OBI - Open Budget Index, la cui rilevazione su scala mondiale ha portato allo Studio sulla trasparenza del Bilancio 2010, non arriva a “reclamare bilanci aperti” ma si pone l'obiettivo di bilanci conoscibili e partecipati. Pur rimanendo a questo stadio di trasparenza, si scopre che c’è moltissimo da lavorare in tutto il mondo. Molto da lavorare in Italia. Vediamolo insieme.

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Anche in Italia il civil haking è possibile: Linked Open Camera

La discussione italiana sugli open data e sul loro utilizzo si è arricchita, da un paio di settimane, di un nuovo progetto che ha suscitato curiosità e aspettative. Si tratta di Linked Open Camera il portale che riorganizza i dati del bilancio della Camera e li rende disponibili per un nuovo utilizzo. Dopo gli USA e la Gran Bretagna anche l’Italia ha il suo portale dedicato ai Linked Data pubblici. Ne abbiamo discusso con l’ideatore dell’iniziativa Michele Barbera.

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Google finanzierà la pa trasparente.

Google ha pubblicato la lista dei 5 vincitori del concorso 10^100 (si legge dieci alla centesima), un concorso di idee che ha l'obiettivo di cambiare il mondo. Nella lista anche un progetto per garantire l’accesso ai dati e ai documenti delle pubbliche amministrazioni.

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Gov 2.0, facciamo il punto

Il vantaggio per un paese come il nostro che sui temi dell’innovazione insegue, un po’ arrancando, gli altri è che ha la possibilità di arrivare sulle cose quando in altri paesi già si fanno bilanci. E così, mentre in Italia stanno arrivando i primi evangelisti dell’open government, proliferano i post e si rivendicano improbabili primogeniture sui temi emergenti, negli Stati Uniti è tempo di fare il punto sulle cose fatte. Approfitto allora di due eventi recenti per cercare di interpretare lo stato dell’arte.

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Quali leggi sono ingiuste? Continua l'avanzata della Gran Bretagna verso l'e-democracy

Continua il percorso della Gran Bretagna in direzione della e-participation. Dopo la presentazione del sito "Spending Challenge" dedicato a raccogliere suggerimenti su cosa e come tagliare per ridurre la spesa pubblica, il vicepremier Nick Clegg ha presentato ieri mattina YourFreedom, per chiedere l'abolizione delle leggi ingiuste.

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Tagli alla spesa pubblica: il governo inglese chiede idee via web

Come tagliare la spesa pubblica senza abbattere il livello dei servizi? Per rispondere a questa domanda, il governo britannico chiede aiuto ai dipendenti pubblici e, in generale, a chiunque pensi di avere una buona idea da condividere. Così, quasi in contemporanea al varo di una dura manovra finanziaria, il governo ha dato il via a una consultazione on line attraverso il sito "Spending Challenge".

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Verso l'open government che parla italiano?

Il 2010 sarà l’anno degli Open government data anche per l’Italia? Arrivano le prime pratiche, con la Regione Piemonte che apre il portale dati.piemonte.it. Crescono le voci, gli argomenti e i punti di vista a favore della PA aperta. Attorno ai lavori dell’Amministrare 2.0 ne abbiamo raccolto alcuni, a partire dalla convinzione condivisa che “l’accesso al patrimonio informativo della PA è pubblico".  Si apre così la strada (forse un po’ meno in salita) per l’item n. 6 del Manifesto Amministrare 2.0: “Open government data”.

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Goverment 2.0: perché non in Italia? Risposte e proposte a FORUM PA 2010 con David OSIMO

Il web 2.0 sta entrando di prepotenza nella gestione della cosa pubblica: il government 2.0 ha ormai un ruolo centrale nelle politiche di innovazione. Negli Stati Uniti, Obama ha fatto della trasparenza la sua bandiera, ed i cittadini sembrano rispondere.

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L'amministrare 2.0 e l'open data. Come e perché si può fare

Come e perché una pubblica amministrazione dovrebbe rendere i propri dati in formato aperto? In una chiacchierata via skype, Simone Cortesi, esperto di open source e rappresentante della OpenStreetMap Foundation, apre ad un approccio molto operativo, da sviluppare insieme il 18 maggio alla non-Conferenza Amministrare 2.0.  “Il dato liberato diventa base per il lavoro creativo di sviluppatori ed utenti e porta un vantaggio alla stessa PA che lo ha generato. E’ forse una perdita  di possesso, ma è un po’ come mettere al mondo un figlio: non è una tua proprietà, lo metti al mondo e gioisci dei suoi successi”. Dunque, come si libera il dato pubblico? Iniziamo a ragionarci su.

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David Osimo e l'innovation without permission. Il government 2.0 a FORUM PA 2010

"Il modello del government 2.0 è quello dell'innovation without permission, innovazione senza permesso. Il government 2.0 permette agli innovatori di realizzare le cose senza dover aspettare e bypassando i filtri della burocrazia. (...) La crisi è una grande occasione per liberare le energie delle persone che in Italia fanno la differenza. (...) Il punto è incontrare non tifosi del gov 2.0 ma persone interessate a migliorare la pubblica amministrazione". David Osimo, via skype da Bruxelles, presenta l’evento sul government 2.0 del 18 maggio a FORUM PA 2010, aperto al co-design in rete. Raccogliamo domande su “tutto quello che vorreste sapere sul government 2.0 e non avete mai osato chiedere”. Su Google moderator fino al 30 aprile.

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