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Fonti e conseguenze giuridiche della nuova responsabilizzazione del dirigente pubblico

Comparando il D.lgs. 150/09 con gli ultimi vent’anni di produzione legislativa per la riforma della PA, Simonetta Pasqua analizza nel dettaglio le fonti normative della nuove funzioni disciplinari e dirigenziali introdotte dalla riforma Brunetta, si focalizza sulla nuova configurazione della responsabilità disciplinare del dirigente, e analizza la questione dell’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione disciplinare mettendola in relazione con i processi di valutazione del personale.

Il nuovo dirigente pubblico: un responsabile datore di lavoro

Carlo Deodato anima il convegno sulla dirigenza pubblica presentando i passaggi chiave della riforma Brunetta dedicati alla responsabilizzazione del dirigente per l’esercizio puntuale ed efficiente dei suoi poteri di governo del personale. Il mancato esercizio di questi poteri viene individuato infatti dallo staff del Ministero come uno dei fattori critici della scarsa produttività del lavoro pubblico; una criticità risolvibile solo con una riforma in senso meritocratico.

Il performance auditing in contesto dirigenziale

Giuseppe Cogliandro presenta l’“Analisi sul costo del lavoro pubblico”: relazione svolta ogni anno dalla Corte dei Conti raccogliendo i dati di tutte le diecimila Amministrazioni Pubbliche italiane. Partendo dai risultati dell’Analisi, Cogliandro offre un panorama dell’evoluzione storica delle responsabilità dirigenziali, ne evidenzia le criticità, e suggerisce i benefici che si posso trarre nel passaggio dalla cultura della circolare ministeriale e dei controlli preventivi a quella degli obbiettivi e della valutazione di risultato.

Valutazione: nuove responsabilità e nuovi poteri per il dirigente nelle PA

Michel Martone analizza le innovazioni del D.lgs. 150/09 inquadrando la riforma Brunetta all’interno del processo evolutivo della privatizzazione del pubblico impiego. Finalmente – spiega Martone – ai dirigenti vengono affidati i famosi “poteri del privato datore di lavoro” in maniera che essi possano contribuire all’aumento di produttività ed emanciparsi dalla tenaglia tra potere politico e potere sindacale in cui sono stati costretti negli ultimi decenni.

La relazione tra l’assegnazione degli obbiettivi e le condizioni di programmazione nelle PA

Giuseppe Lucibello manifesta nel suo intervento un’aperta condivisione dei principi contenuti nel D.lgs. 150/09, ma esprime serie preoccupazioni riguardo alle condizioni della sua applicazione. Senza la possibilità di partire dalla programmazione economica e finanziaria tutto il processo di valutazione della performance viene compromesso.

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Performance organizzativa e People Strategy: un progetto innovativo del Comune di Cesena

Il Comune di Cesena, cogliendo le opportunità introdotte dalla recente riforma (D. Lgs. 150/2009), ha attivato un progetto di innovazione organizzativa, con l’intento di migliorare la performance dell’ente e renderla più facilmente rendicontabile, agendo sulla valorizzazione del merito e la motivazione del personale. Il  progetto, di durata triennale, è realizzato dal personale interno all’ente con il supporto dell’Organismo indipendente di valutazione. Due gruppi di lavoro affrontano separatamente ma in modo integrato il progetto.

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La valutazione integrata delle risorse umane per ridare slancio alla valorizzazione del merito

La valutazione delle performance è un tema noto agli operatori del settore, con approcci e accenti che rivelano, di volta in volta, gli orientamenti del dibattito sul cambiamento delle pubbliche amministrazioni.

Oggi il tema sembra salire di tono e livello, inserendosi nel più generale dibattito sulla crisi di merito dei sistemi pubblici. In questo contesto, il sistema di valutazione integrata dei dipendenti, (dirigenti, posizioni organizzative, ecc..) è stato adeguato alle prescrizioni del d.lgs. 150/2009.

L’applicazione della riforma Brunetta ai mondi della Scuola, dell’Università e della Ricerca

Germana Panzironi illustra le questioni aperte sul tavolo per l’applicazione delle norme del D.lgs. 150/09 in contesti così peculiari come quelli amministrati dal MIUR. La valutazione del personale docente, così come dei tecnologi e dei ricercatori, necessita una serie di interventi che amplino le modalità rispetto al ricorso ai soli parametri oggettivi. Il DPCM dedicato e il disegno di legge universitario in iter parlamentare hanno proprio lo scopo di introdurre la cultura della valutazione, della meritocrazia e della premialità nelle “amministrazioni del sapere.

La sperimentazione della riforma Brunetta in ambito sanitario

Leonello Tronti presenta la sperimentazione dell’applicazione della riforma all’ambito della valutazione del personale nelle aziende sanitarie, che offrirà i primi risultati entro settembre 2010. La legge prevede il recepimento da parte delle Regioni – competenti sulle materie sanitarie – entro il 31 dicembre 2010, la sperimentazione (assistita da Formez e Age.Na.S.) diventa quindi fondamentale per raccogliere indicazioni e raccomandazioni in vista del varo della legislazione regionale.

Riforma Brunetta e contrattazione collettiva

La riforma del pubblico impiego del 1993 introdusse il concetto di privatizzazione che mise in evidenza la necessità di modernizzare gli appartati pubblici e moderare i salari dei dipendenti per far fronte ai caratteri di antieconomicità e improduttività della PA. Quindici anni dopo, la riforma Brunetta riprende il concetto di privatizzazione.

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