Cerca: Efficienza, Atti FORUM PA 2010, valutazione e misurazione

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I compiti del sistema informativo nella valutazione delle performance

Il sistema direzionale svolge un ruolo strategico nell’attuare quanto previsto dalla normativa in tema valutazione delle performance. Deve essere in grado di recepire il modello, farne delle analisi, rappresentarle per aiutare il management. Ciò implica misurare e gestire le diverse variabili coinvolte in una rappresentazione che sia ad un tempo coerente, sintetica, veloce ed efficace in modo da consentire la comprensione dei meccanismi e l’adozione tempestiva di comportamenti correttivi.

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La definizione degli obiettivi e degli indicatori nel ciclo di gestione della performance: un processo complesso

Il ciclo delle performance si colloca all'interno di un processo decisionale articolato e complesso. Della riforma Brunetta, un aspetto di grande rilievo e importanza è quello di connettere il tema delle politiche e delle scelte degli obiettivi alla dimensione gestionale. L'innovazione parte dalla capacità di introdurre e definire gli obiettivi politici e di raccordare la pianificazione strategica e la programmazione operativa all'interno di un disegno di un ciclo complessivo in cui bisogna interpretare e definire i bisogni e stabilire gli indicatori.

La valutazione della performance organizzativa nel decreto 150/2009. L'impegno dell'ANCI dalla definizione dei modelli alla sperimentazione per una efficace attuazione della riforma

Gli articoli 16 e 31, a chiusura dei Titoli II e III del d.lgs. 150/2009, rappresentano le norme fondamentali nella lettura e nell'applicazione del testo: definiscono i criteri applicativi delle parti più innovative del decreto e individuano le norme direttamente applicabili e le norme ai cui principi le amministrazioni locali e regionali devono adeguarsi.

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Valutazione: nuove responsabilità e nuovi poteri per il dirigente nelle PA

Michel Martone analizza le innovazioni del D.lgs. 150/09 inquadrando la riforma Brunetta all’interno del processo evolutivo della privatizzazione del pubblico impiego. Finalmente – spiega Martone – ai dirigenti vengono affidati i famosi “poteri del privato datore di lavoro” in maniera che essi possano contribuire all’aumento di produttività ed emanciparsi dalla tenaglia tra potere politico e potere sindacale in cui sono stati costretti negli ultimi decenni.

La relazione tra l’assegnazione degli obbiettivi e le condizioni di programmazione nelle PA

Giuseppe Lucibello manifesta nel suo intervento un’aperta condivisione dei principi contenuti nel D.lgs. 150/09, ma esprime serie preoccupazioni riguardo alle condizioni della sua applicazione. Senza la possibilità di partire dalla programmazione economica e finanziaria tutto il processo di valutazione della performance viene compromesso.

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Fonti e conseguenze giuridiche della nuova responsabilizzazione del dirigente pubblico

Comparando il D.lgs. 150/09 con gli ultimi vent’anni di produzione legislativa per la riforma della PA, Simonetta Pasqua analizza nel dettaglio le fonti normative della nuove funzioni disciplinari e dirigenziali introdotte dalla riforma Brunetta, si focalizza sulla nuova configurazione della responsabilità disciplinare del dirigente, e analizza la questione dell’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione disciplinare mettendola in relazione con i processi di valutazione del personale.

Il performance auditing in contesto dirigenziale

Giuseppe Cogliandro presenta l’“Analisi sul costo del lavoro pubblico”: relazione svolta ogni anno dalla Corte dei Conti raccogliendo i dati di tutte le diecimila Amministrazioni Pubbliche italiane. Partendo dai risultati dell’Analisi, Cogliandro offre un panorama dell’evoluzione storica delle responsabilità dirigenziali, ne evidenzia le criticità, e suggerisce i benefici che si posso trarre nel passaggio dalla cultura della circolare ministeriale e dei controlli preventivi a quella degli obbiettivi e della valutazione di risultato.

Il nuovo dirigente pubblico: un responsabile datore di lavoro

Carlo Deodato anima il convegno sulla dirigenza pubblica presentando i passaggi chiave della riforma Brunetta dedicati alla responsabilizzazione del dirigente per l’esercizio puntuale ed efficiente dei suoi poteri di governo del personale. Il mancato esercizio di questi poteri viene individuato infatti dallo staff del Ministero come uno dei fattori critici della scarsa produttività del lavoro pubblico; una criticità risolvibile solo con una riforma in senso meritocratico.

La manutenzione della riforma Brunetta: saldezza dei principi e piccole limature.

Andrea Simi conclude il convegno dedicato a una prima ricognizione sull’attuazione della riforma Brunetta affermando che la macchina ha bisogno di qualche messa a punto, ma è tranquillamente in grado di fare il lungo viaggio che la aspetta. Tra i punti su cui sono ipotizzabili degli interventi, Simi cita il parere non più vincolante del Comitato dei Garanti in tema di responsabilità dirigenziale, la copertura di posti di prima fascia mediante concorso, le modalità di applicazione nelle realtà regionali e l’attribuzione in capo al dirigente di sanzioni conservative forti.

Note per l’applicazione della riforma Brunetta al sistema dei Comuni

I Comuni italiani hanno voluto accettare la sfida della valutazione e della trasparenza attraverso la costituzione della Commissione Nazionale ANCI per la Valutazione. Il suo Presidente Graziano Delrio evidenzia i meriti e le criticità della riforma in relazione alla sua applicazione al sistema delle Autonomie.

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