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Big Society o Big Government?

"Non c’è bisogno di citare l’Alexis de Tocqueville del viaggio americano per ricordare che in una comunità politica l’associazionismo, il capitale sociale, la trama di coesioni ne costituiscono la precondizione di unitarietà e di democraticità. Non c’è bisogno di citare il Robert Putman del “giocare a bowling da solo”, per ricordare la desertificazione dell’attuale contesto sociale. (...) Tutti fenomeni che indeboliscono l’unitarietà della struttura profonda della comunità politica. E in definitiva la sua democraticità. Come ricostruire il tessuto sociale precondizionante una democrazia?" Questo l'incipit del contributo di Andrea Manzella che ricompone i temi emersi nel convegno "Coesione sociale, Big society e sussidiarietà”, Camera dei deputati, 15 dicembre 2011. Vi proponiamo il testo integrale dell'interessante paper.

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Il vaso di Pandora della Big society e i nuovi modelli di pubblica amministrazione

Quando si parla di Big Society si sa da dove si parte ma non dove si arriva. Proposto in un momento di conclamata crisi economica e sociale e ripreso per aspetti diversi in molti discorsi, il programma di Cameron, a guardarci bene dentro, sembra accendere i riflettori su una crisi profondamente politica. Non fa eccezione l’Italia dei municipi e del mutuo aiuto, dove ad essere fortemente incrinato è proprio il rapporto di rappresentanza tra Stato e società, con il risultato di un inaspettato divario tra governo della cosa pubblica e bisogno sociale. Questa è l’analisi emersa dai lavori in tema di “Coesione sociale, sussidiarietà, Big society”, il 15 dicembre alla Camera dei Deputati, con il contributo di analisti di rilievo e la pregnante sintesi di Giuseppe De Rita.

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I civic entrepreneurs e l'open government in formato local

Per una strana sindrome delle parole può succedere che un’espressione, proprio quando prende piede, inizi ad aleggiare nei discorsi fino quasi a rarefarsi...con il risultato che, pur usata da tanti, non si capisce bene dove  e come diventi pratica. Mentre l’”open government” comincia a correre il rischio, dalla Gran Bretagna della Big Society arriva un modello che sembra far "atterrare" nei territori questo approccio di governo, sostenendo una figura chiave che per definizione " non è  pubblica né privata né sociale". Parliamo dei civic entrepreneurs, dei “Bill Gates e Steve Jobs della Big society”, di quelli che creano interfacce attraverso cui i cittadini possono partecipare, innovare e co-creare con facilità. Ne ha parlato Nat Wei, UK Government Chief Adviser on Big Society, recentemente a Roma.

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