Cerca: Governance, governance dell'innovazione

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Sviluppare strategie smart city in città europee di grandi dimensioni: una possibile roadmap 
(Parte 3 di 5)

Terza puntata della riflessione di Luca Mora e Roberto Bolici su quale percorso intraprendere per una smart city. In questa "puntata" come costruire il framework della città. Avere una visione è infatti il punto di partenza per fissare obiettivi, stabilire le priorità e selezionare le azioni, perché collega i principi strategici e i valori fondamentali al processo decisionale. 

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Il Consiglio di Stato si pronuncia sulla comunicazione istituzionale via tweet: attenzione ai cinguettii inopportuni

Nell'ambito della collaborazione con il Digital&Law Department dello studio Legale Lisi presentiamo un articolo di Sarah Ungaro che tocca un tema ormai di gran moda: la comunicazione politica e i social media. Nello specifico l'articolo prende spunto dalla recente sentenza del Consiglio di stato che ha giudicato un "tweet" del Ministro Massimo Bray come "segnale" (spia) di abuso.

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Digital Champion e Digital Minion

Riceviamo e pubblichiamo volentieri un commento di Andrea Lisi sulla govenance e sul management dell'innovazione in Italia. Presidente di ANORC e Coordinatore del Digital&Law Department dello Studio Legale Lisi con cui FORUM PA collabora proficuamente da anni sui temi della digitalizzazione della PA, nel suo commento Lisi ci propone una riflessione sulla differenza tra comunicare la digitalizzazione e gestirla, perchè "Non possiamo più giocare a provare". La posizione di Lisi ci sembra intellettualmente onesta. Dobbiamo però, per altrettanta onestà, lasciare all'autore la responsabilità delle sue opinioni. Nel dargli spazio sul nostro sito speriamo di aprire un dibattito utile e saremo lieti di ospitare tutte le voci che vorranno intervenire scrivendo a redazione@forumpa.it, nella certezza che il dibattito aperto ed inclusivo sia il principio su cui costruire insieme il miglioramento.

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Per una amministrazione nativa digitale: come fare...a fare presto

Anche per la costruzione della “PA tutta-digitale”, tanto evocata quanto sinora inutilmente attesa, la necessità di fare presto non può mettere in secondo piano l’obbligo a fare bene. In questo illuminante articolo, pubblicato nella rassegna ASTRID, Giulio De Petra per "far presto e bene" rivolta il tavolo e propone un nuovo paradigma: provare a costruire una PA "nativa digitale" senza limitarci ad informatizzare l’esistente, neanche quando questo ci sembra immutabile legge di natura. Ce la possiamo fare? No se ci limitiamo a velocizzare gli adempimenti, a digitalizzare gli stessi fascicoli, a continuare ad affastellare norme; sì se usiamo un pensiero divergente, se usiamo meno diligenza e più immaginazione, se diamo spazio ai giovani di mente, ma anche ai giovani d’età, perché spesso, anche se non sempre, le due cose coincidono. Mi piacerebbe che su questa suggestione si aprisse non un dibattito, ma un gruppo di pensiero,  perché se l’immaginazione è spesso individuale, far sì che questa porti frutti qui e ora è sempre un lavoro collettivo.

Carlo Mochi Sismondi

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Mr. Agenda digitale: luci, ombre e crepuscoli

La notizia, data da Enrico Letta con un tweet, di aver arruolato Francesco Caio come “Mister Agenda Digitale” e insieme la nuova governance dell’Agenda digitale che riporta al diretto controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri tutto il processo di attuazione sono senz’altro due positive novità che non possiamo che accogliere con soddisfazione. Avevamo certamente bisogno di un coordinamento “alto” delle attività per l’Agenda e la figura e il curricolo di Caio ci lasciano ben sperare accanto a queste luci vedo però alcune ombre che rischiano di far fallire l’intera operazione.

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Capitolo 2. Il cittadino al centro

Articolo del dossier 2011, FORUM PA nella Rete

In termini programmatici è difficile trovare qualche amministratore pubblico che non metta al centro del proprio operato i cittadini a cui si dovrebbe riferire. In termini pratici, lo scollamento tra azione pubblica e popolazione amministrata è sempre più ampio. Anche la "speranza tecnologica" sembra tradita. Negli ultimi venti anni, infatti, in modo ricorrente, ci siamo appellati al presunto potere taumaturgico delle nuove tecnologie confondendo il fine con il mezzo, pensando che l'innovazione potesse essere relegata agli uffici dei sistemi informativi piuttosto che promossa e sostenuta dalle giunte politiche e dai decisori pubblici. E i risultati sono quelli che tutti possiamo vedere: la tecnologia, in Italia, non ha avvicinato in modo sostanziale i cittadini ai loro governanti, non ha sviluppato una nuova dimensione di cittadinanza (quella digitale), non ha arricchito le dinamiche della convivenza civile.

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La governance centrale della sanità digitale. Paolo Donzelli

Dopo la rilevazione, la misurazione e l'analisi dello stato attuale della sanità digitale in Italia, arriva il tempo delle politiche. Ma chi decide? Quale è la governance a partire dal livello centrale? Quali attori, quali metodi e quali rapporti? Nessuna criticità? La sintesi nel contributo video di Paolo Donzelli, direttore Ufficio Studi e Progetti per l'innovazione digitale, Ministero PA e innovazione, alla presentazione dell'indagine sui Livelli di Innovazione Tecnologica in Sanità, LITIS.

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Il moto circolare dell'innovazione nella sanità digitale

Un cosa è certa: o l'innovazione segue un moto circolare o non è sostenibile.
Questo è vero anche per le politiche di innovazione digitale in sanità. La tesi di Carlo Mochi Sismondi - Presidente FORUM PA, alla presentazione dei risultati dell'indagine LITIS - Livelli di Innovazione Tecnologica in Sanità, il 25 febbraio 2010, presso il Ministero della Salute a Roma.

 

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Un quadro futurista? Opinioni a confronto su un nuovo modello per la sanità digitale

Lo scorso 25 febbraio il Ministero della Salute ha ospitato un nutrito gruppo di rappresentanti della sanità italiana, dai vertici aziendali a quelli istituzionali, in un confronto sui risultati dell’indagine Livelli di Innovazione Tecnologica in Sanità – LITIS. Il quadro sintetico è “visivamente” sconcertante. Ciò che emerge dalla sua interpretazione lo è un po’ meno, ma non per questo può dirsi rassicurante. Carlo Mochi Sismondi ha così concluso: “Sanità digitale in Italia, avanti piano…ma con gli occhi aperti.”. Ripercorriamo i punti salienti di un’analisi a più voci.

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“Non chiamateci periferia”. I modelli delle Regioni meridionali al centro dell’innovazione?

A Napoli, i pubblici amministratori meridionali e i partner aziendali si sono confrontati su una tesi: la tecnologia è un fattore abilitante in un processo di riforma della PA orientato a merito e a trasparenza? Su questo punto tutti d’accordo. Ma la riflessione successiva ha fatto emergere posizioni decisamente più interessanti. Riconoscendo la responsabilità assoluta della PA nei processi di sviluppo del mezzogiorno, gli amministratori regionali si sono chiesti: quale è di fatto il relè che fa scattare la molla dell’innovazione? La risposta composita nelle strategie adottate da Calabria, Campania e Puglia.

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