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Formazione, giovani e donne per rinnovare la PA

La relazione si sofferma su alcune proposte del documento AGDP che potrebbero dare il via a un reale processo di cambiamento all’interno della PA, mentre troppo spesso, sottolinea Carlo Poledrini, sono stati fatti più annunci che effettive riforme. I punti in evidenza sono: la promozione della formazione di eccellenza e il “rinnovamento” del personale della PA, favorendo l’accesso alla dirigenza di giovani e donne dotati di preparazione ed elevate capacità, ma troppo spesso non in condizione di dare pienamente il proprio apporto.

Valori, comportamenti, parallelo decreto 150 - 150esimo nazione

De Maria introduce la parte conclusiva del convegno “Movimentitaly: come aprire responsabilmente l'accesso ai vertici della PA” lanciando un tema particolare: un parallelo tra il decreto 150 e il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia. Come si collega questo argomento al progetto Movimentitaly, che si pone l’obiettivo di verificare le professionalità richieste ai dirigenti della PA e quindi contribuire alla scelta di figure davvero adatte a questo ruolo?

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Intervento al convegno B.10 "Movimentitaly : come aprire responsabilmente l'accesso ai vertici della PA"

L’importanza della formazione per la dirigenza pubblica

Marco Depolo sottolinea il peso che il capitale umano può avere sulla performance organizzativa e, di conseguenza, l’importanza della formazione anche per quanto riguarda i dirigenti, in particolare l’effetto combinato di buona formazione e buon assessment (per cui il percorso non finisce con un voto, ma con indicazioni di punti di forza e debolezza e con una discussione su quali potrebbero essere i percorsi di miglioramento) per superare qualunque difficoltà.

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Ridisegnare il settore pubblico: dall’AGDP alcune proposte operative

Non si può prescindere dalla PA se si vuole un recupero di competitività del sistema paese. Nella Pubblica Amministrazione italiana ci sono sacche di inefficienza, ma anche eccellenze professionali da valorizzare: occorre tagliare i veri “rami secchi” e non i “rami verdi” che in futuro potrebbero dare frutti importanti. Da queste premesse prende le mosse l’intervento di Giovanni Savini, che illustra alcune proposte operative contenute nel documento con cui l’AGDP traccia un percorso per “ridisegnare” il settore pubblico.

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Rapporto tra PA e aziende: criticità e obiettivi

Nadia Rollè, partendo dalla propria esperienza personale e quindi dal rapporto quotidiano tra una azienda multinazionale e la PA, accenna ai principali problemi incontrati dalle aziende: la “duplicazione” dei ruoli all’interno dell’amministrazione, per cui è difficile capire chi fa cosa; la forte ingerenza della politica all’interno della PA; la mancanza di certezza legislativa e regolamentare, un problema forte soprattutto per le imprese straniere.

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Dirigenza pubblica: come coniugare incarichi fiduciari e garanzia di professionalità

Carlo Mochi Sismondi introduce il convegno presentando premesse e obiettivi del progetto Movimentitaly, promosso da FORUM PA insieme ad Andigel e alla Fondazione Alma Mater dell'Università di Bologna, per trovare una metodologia in grado di risolvere il problema della modalità di accesso alla dirigenza pubblica. La premessa è che, a partire dagli anni Novanta, sostanzialmente con la riforma Bassanini, è stata riconosciuta al vertice politico di una organizzazione la potestà di scegliere con incarico fiduciario la dirigenza.

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Ridisegnare il settore pubblico: il punto di vista dell’AGDP

In un contesto economico come quello attuale - che reclama da una parte politiche per la sostenibilità dei conti pubblici, dall’altra azioni che favoriscano la crescita e il recupero di competitività del Paese - è necessario riorganizzare l’assetto complessivo della PA attraverso riforme strutturali e organizzative. Insomma, un ridisegno strategico del settore pubblico, che non può essere attuato attraverso la logica di indiscriminati “tagli lineari” ma deve tenere conto delle esigenze di cittadini e imprese.

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Le proposte dei giovani dirigenti pubblici: da proposta a realtà?

Se le proposte contenute nel documento della AGDP fossero attuate anche solo al 50 per cento, avremmo un’Italia  molto diversa da quella che abbiamo e molto simile a quella che i cittadini si attenderebbero.

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Il patrimonio culturale italiano come vantaggio competitivo

Mario Resca sottolinea come sia finita per l’Italia l’epoca dello sviluppo manifatturiero, e come il Paese debba invece puntare sul più produttivo degli investimenti possibili: la tutela e la divulgazione del proprio patrimonio culturale e paesaggistico. Dopo aver letto un messaggio del Ministro Galan, Resca illustra l’azione della DG per la valorizzazione incentrata sul recupero di quote di mercato nella grande competizione turistica internazionale. Il 2010 ha visto un aumento del 16% dei visitatori nei musei statali, con un conseguente aumento dei ricavi del 7,5%.

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