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Il mercato illegale del software in Italia

Matteo Mille presenta le istanze degli operatori IT che in Italia stanno innovando il settore della distribuzione dei contenuti in rete e che ogni anno subiscono un danno ingente da parte della diffusione illegale del software in rete. Oltre il 49% del software in circolazione in Italia è contraffatto (15 punti sopra la media europea) e limitare questo fenomeno vuol dire favorire gli investimenti in innovazione del settore, ma anche contribuire allo sviluppo economico del paese.

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Semplificazione della PA: la visione di Confindustria

Il volto della PA è migliorato negli ultimi dieci anni, sono state prese importanti misure organizzative e di semplificazione. Lo sottolinea Ravazzolo nel suo intervento, portando alcuni esempi: la disciplina della Conferenza dei servizi, la riduzione dei termini di conclusione dei procedimenti, il riconoscimento del risarcimento del danno da ritardo e così via. Tutti interventi importanti, perché il sistema politico amministrativo è un fattore di competitività per le imprese.

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Riforma della PA: la visione delle imprese sul cambiamento

Nell’individuare le criticità presenti nel rapporto tra PA e imprese e nel tracciare proposte di miglioramento per favorire il recupero di competitività del sistema Paese, Grasso si sofferma sulla necessità di: individuare all’interno della PA le competenze necessarie per rispondere alle sfide crescenti e, in particolare, mettere i giovani e le donne nella condizione di dare il massimo per l’istituzione per cui lavorano e valorizzare il loro talento; favorire il confronto e il dialogo tra imprese e sistema pubblico, nella consapevolezza che ci sono peculiarità che la PA deve custodire gel

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Ridisegnare il settore pubblico: dall’AGDP alcune proposte operative

Non si può prescindere dalla PA se si vuole un recupero di competitività del sistema paese. Nella Pubblica Amministrazione italiana ci sono sacche di inefficienza, ma anche eccellenze professionali da valorizzare: occorre tagliare i veri “rami secchi” e non i “rami verdi” che in futuro potrebbero dare frutti importanti. Da queste premesse prende le mosse l’intervento di Giovanni Savini, che illustra alcune proposte operative contenute nel documento con cui l’AGDP traccia un percorso per “ridisegnare” il settore pubblico.

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Ridisegnare il settore pubblico: il punto di vista dell’AGDP

In un contesto economico come quello attuale - che reclama da una parte politiche per la sostenibilità dei conti pubblici, dall’altra azioni che favoriscano la crescita e il recupero di competitività del Paese - è necessario riorganizzare l’assetto complessivo della PA attraverso riforme strutturali e organizzative. Insomma, un ridisegno strategico del settore pubblico, che non può essere attuato attraverso la logica di indiscriminati “tagli lineari” ma deve tenere conto delle esigenze di cittadini e imprese.

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Quali sfide per un'Italia che vuole tornare a crescere

Oggi la situazione del nostro Paese è particolarmente difficile e chi fa parte della classe dirigente deve interrogarsi sul futuro e proporre la propria visione. Antonio Caponetto, nel riportare il punto di vista della AGDP, mette in evidenza alcune sfide prioritarie per il nostro Paese, prima fra tutte quella economica.

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Il patrimonio culturale italiano come vantaggio competitivo

Mario Resca sottolinea come sia finita per l’Italia l’epoca dello sviluppo manifatturiero, e come il Paese debba invece puntare sul più produttivo degli investimenti possibili: la tutela e la divulgazione del proprio patrimonio culturale e paesaggistico. Dopo aver letto un messaggio del Ministro Galan, Resca illustra l’azione della DG per la valorizzazione incentrata sul recupero di quote di mercato nella grande competizione turistica internazionale. Il 2010 ha visto un aumento del 16% dei visitatori nei musei statali, con un conseguente aumento dei ricavi del 7,5%.

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Passato e presente: animus loci e tecnologie per la promozione culturale

Prendendo come esempio il Museo del Vetro di Murano o la vendita on line di artigianato artistico dalle colline toscane, Scognamiglio sottolinea come sia fondamentale saper coniugare un’ottima valorizzazione dello spirito dei luoghi e un efficace sviluppo dei nuovi mezzi di comunicazione per promuovere veramente il patrimonio culturale italiano.

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La customer experience e la cura della fruizione culturale

Andrea Granelli concentra il suo intervento sul necessario dialogo tra tradizione e innovazione che si deve istaurare quando si parla di consumo culturale. L’attenzione a come il consumatore entra in rapporto con la cultura è un tema su cui non ci si interroga abbastanza, mentre invece è fondamentale studiarlo per elaborare nuove forme di mediazione e promozione culturale.

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A cosa serve la cultura?

Ernesto Galli della Loggia evidenzia come negli ultimi anni il MiBAC abbia subito un decadimento di immagine e si sia allontanato dai ceti colti del paese. Ciò è stato causato da una confusione tra cultura e turismo: è assolutamente legittimo cercare di trarre il massimo profitto dal consumo culturale, ma quella della rendita non può essere l’unica ideologia della valorizzazione culturale, altrimenti – ad esempio – dove andrebbero a finire strutture fondamentali seppur non redditizie come le biblioteche?

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