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IODL - Italian Open Data License, un licenza per i dati pubblici italiani

Salvatore Marras presenta la IODL, Italian Open Data License , messa a punto da un gruppo di lavoro coordinato dal Formez. La IODL è uno strumento importante per le pubbliche amministrazioni che volessero aprire i propri dati - precisa - mettendo in chiaro come i dati possono essere riusati.  Va avanti, raccontando la genesi e i punti di maggiore criticità che si sono affrontati nel percorso di lavoro e confronto che ha portato alla versione attuale della Licenza.

Open data pubblici. Verso la Carta di identità del dato

Quanto è complicato dal punto di vista tecnico fare open data? Risponde Gianluigi Cogo, spiegando che “in realtà  l’open data elimina la complessità applicativa dalle strutture dell’amministrazione pubblica perché lascia che sia il mercato ad occuparsene”. In altri termini, la pubblica amministrazione ha il compito di raccogliere i dati, renderli disponibili in un formato che sia direttamente leggibile dall’uomo e dalla macchina e di definire la “carta di identità del dato”, ovvero quali sono le caratteristiche del dato che lo rendono relazionabile con altri dati.

Se la pubblica amministrazione apre i dati, cosa ci guadagnano i cittadini?

Rispondendo alla domanda “Cosa ne viene ai cittadini dal fatto che la pubblica amministrazione apra i dati?” , Guido Scorza risponde partendo dal concetto-guida dell’openess. “L’openess – spiega – è utile al cittadino in due modi: da una lato assicura trasparenza, dall’altro permettte lo sviluppo da parte di terzi di servizi a valore aggiunto per il cittadino stesso”. Per questo – sottolinea -  è importante che i dati siano accessibili a tutti gli operatori (aziende, sviluppatori e cittadini) su base non discriminatoria e non esclusiva.

Che se ne fa Google dei dati di un Comune?

"Scusi, ma Google che se ne fa dei dati di un Comune"? Alla domanda di un ipotetico funzionario pubblico alle prese con l’open data, risponde Laura Bononcini, con uno dei motti alla base del successo del business di Google:  put the user first. In altri termini, spiega “facciamo dei dati quello che l’utente vuole che ne facciamo. Rispondiamo al bisogno dell’utente di accedere ai dati della pubblica amministrazione, aiutando d’altro canto l’amministrazione a rendere i dati fruibili”.

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Come si misura il ROI - Return on investment dell'open data pubblico?

A rispondere alla domanda “Come si misura il ritorno sull’investimento in open data?” è Stefano Epifani che specifica che non esistono metriche per il ROI né per la performance in materia di open data. Ma aggiunge: “si può misurare quanto l’open data fa variare la performance della pubblica amministrazione”.

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L’open data, dalle parole ai fatti: un funzionario pubblico in cerca di risposte

Claudio Forghieri apre e modera il convegno che  - sotto l’innovativa formula del talk show e con il contributo di professionalità e voci diverse  – intende rispondere alla domanda di base “Cosa sono gli open data?” per poi passare alla questione operativa “ Come una pubblica amministrazione può iniziare a fare open data?”.

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L'open data dalle parole ai fatti. Ma cosa dice la norma?

Se un’amministrazione volesse aprire i propri dati, secondo le norme vigenti potrebbe farlo? Quali potrebbero essere limiti e tranelli da cui guardarsi bene? A queste domande risponde Elio Guarnaccia che chiarisce subito che sebbene la normativa in materia privacy sia spesso indicata come un ostacolo alla realizzazione dell’open data, nei fatti non è così. “Quella sulla privacy – sostiene – è una normativa a tutela  del cittadino e in questo senso va applicata. Dunque non si riferisce a quei dati aggregati per cui non c’è riferimento a un soggetto individuato o individuabile”.

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APPSFORITALY, il commitment di Consorzio Top IX

Lorenzo Benussi  spiega il commitment del Consorzio Top IX nell’iniziativa APPSFORITALY, il contest lanciato nel corso del convegno per lo sviluppo di applicazioni a partire dai set di dati liberati dalle pubbliche amministrazioni italiane. “A partire dagli esperimenti già fatti su Torino – spiega – siamo convinti che da questo contest verranno idee, applicazioni e nuove partnership interessantissime”. E apre l’invito per amministrazioni, aziende e singoli sviluppatori a partecipare.

Perché IWA Italy partecipa al contest APPSFORITALY

Roberto Scano spiega quale è il ruolo di IWA Italy nel contest APPSFORITALY, presentato nel corso del convegno. “Il contributo di IWA  - spiega - è importante perché parlando di open government data non si può prescindere dalla definizione internazionale degli standard, a cui IWA partecipa”. In particolare sottolinea il lavoro intrapreso dal gruppo di lavoro, in ambito W3C, dedicato al Government linked data, con l’obiettivo di produrre un dizionario comune a Paesi diversi, con  la possibilità di avere a disposizione una repository internazionale.

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APPSFORITALY, il contest sui dati liberati dalle amministrazioni italiane

L’Associazione Italiana per l’Open Government, dalla sua nascita, si è impegnata principalmente nell’”apostolato” dal basso dell’open data pubblico, in mancanza di una strategia nazionale.  Ernesto Belisario lancia ora la prossima iniziativa: un vero e proprio contest, un APPSFORITALY per vedere, seguendo la linea adottata dal sindaco di Toronto “cosa succede se metti i dati on line”. Per fare questo, però, spiega è necessario dare un tempo alle amministrazioni per mettere on line i dati, perché in Italia sono ancora pochi.

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