Cerca: Sviluppo e Competitività, razionalizzazione della spesa

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Come affrontare il problema macroeconomico della spesa pubblica

Tria interviene su alcuni aspetti emersi dalla discussione e presenti nel documento AGDP: il concetto di cooptazione e corporazione e il ruolo della Scuola Superiore della PA in questo contesto; come affrontare il problema macroeconomico del taglio della spesa pubblica; l’espansione degli uffici di diretta collaborazione; i tagli lineari; la “lotta alle consulenze” e quanto queste pesino davvero sulla spesa pubblica o quanto, invece, l’uso del lavoro flessibile, se applicato in maniera corretta, possa costituire un risparmio; la razionalizzazione delle scuole di formazione pubbliche.

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MAE, PEC e Corriere Diplomatico

Il Ministero degli Affari Esteri, con le sue peculiarità e specificità, può rappresentare un paradigma del valore aggiunto apportato dall’innovazione. Occorre chiedersi cosa tiene insieme un’Amministrazione pubblica con forte proiezione sull’estero, la PEC e il Corriere Diplomatico che sembra evocare epoche ormai lontane.Leggi tutto

Riforma Brunetta, investimenti, risparmi

Risparmiare o investire? Sembra una domanda retorica parlando della riforma della PA, ma - come vedremo - non lo è poi tanto. Visto che si parla di soldi, partiamo dai numeri.
In questa fine giugno, improvvisamente divenuta torrida, docce fredde sono gradite, ma quella che ci ha propinato l’Eurostat è dura da sopportare: l’Italia si classifica terzultima nel PIL pro-capite tra i 15 Paesi della vecchia Europa, è sotto la media anche nell’Europa a 25 ed è appena sopra la media nell’Europa a 27.
Ci sono avanti tutti, tranne Grecia e Portogallo, con stacchi notevoli rispetto alle storiche economie concorrenti di Francia, Germania e Regno Unito, ma anche rispetto alla Spagna che ci supera di quattro punti.

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Incentivi all’energia, incentivi alla cultura energetica: l'energy manager.

forumpa2008

by tottarium

A FORUM PA 2008, in occasione di una OfficinaPA promossa dal Gruppo Italia Energia, abbiamo incontrato Guglielmo Ferrari, consulente ed esperto di energia, già responsabile della Segreteria Tecnica della Direzione Energia del Ministero dello Sviluppo Economico ed ex Segretario Generale FIRE – Federazione Italiana per l’uso razionale dell’energia. Ci ha parlato di una figura professionale probabilmente ancora poco conosciuta in Italia e che pure potrebbe rappresentare la leva strategica per l’efficienza e il risparmio energetico nelle economie famigliari.

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Cause normative strutturali del ritardo dei pagamenti della PA. Esigenze di un complessivo salto culturale

Aleardo Benuzzi individua le cause del ritardo nei pagamenti della PA in alcuni specifici fattori di carattere strutturale ed organizzativo, in alcuni processi normativi e in alcuni approcci culturali. A questi fattori Benuzzi aggiunge una causa di carattere politico generale individuabile nell’eccessiva dipendenza degli Enti Locali dai trasferimenti statali o regionali. Nel suo intervento l’Assessore della Provincia di Bologna approfondisce l’analisi di questi fattori e propone una serie di soluzioni integrate.

Antonio Marzano - Verso una politica energetica europea

Iron tower of power line

by kala-pattar

“L’ottimizzazione si trova solo lavorando congiuntamente” è l’ammonimento dell’economista Antonio Marzano, Presidente CNEL, già Ministro alle attività produttive, e “senza le liberalizzazioni l’aumento delle tariffe energetiche sarebbe stato sicuramente maggiore”.
L’invito al lavoro condiviso tra tutte le componenti della società: PA, imprese, popolazioni, per gestire il fondamentale problema dell’energia è l’estrema sintesi di questa intervista in cui Marzano delinea lo scenario energetico di riferimento per i convegni e i seminari che sull’argomento si terranno al FORUM PA 2008.

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La valutazione come strumento per garantire un PA per lo sviluppo

Giuseppe Pennella, nelle sue conclusioni, sottolinea come i soggetti che hanno a cuore la crescita debbano misurare a valutare in maniera precisa basandosi su elementi certi e inconfutabili. C’è bisogno di terzietà e di indipendenza perché ordinare le informazioni significa eliminare i condizionamenti cresciuti nel tempo: quando il dato è certo e condiviso le scelte irragionevoli sono più difficili. Forse è anche giusto ridurre i costi della politica e dell’Amministrazione ma il vero punto è garantire la tenuta della PA per lo sviluppo.

Il Rapporto DPS 2006 e il Mezzogiorno

Dal Rapporto DPS 2006 emerge chiaramente un problema di sovrapposizione di traguardi, sostiene Massimo Lo Cicero. Molto ancora rimane da spendere del ciclo 2000-2006, in particolare nel Mezzogiorno dove la macchina della distribuzione delle risorse appare più farraginosa, e, contemporaneamente, si pone la difficoltà di impiantare la spesa 2007-2013. Il Mezzogiorno, come evidenzia il Rapporto, è omogeneamente povero e ciò comporta – com’è naturale in una tale situazione di arretratezza - maggiore concentrazione del reddito e opportunismo politico, con conseguente fuga del capitale umano.

Aspetti positivi e negativi del Rapporto DPS 2006

Il Rapporto DPS rappresenta un documento di eccezionale qualità che affronta tematiche complesse, afferma Gianfranco Viesti. In alcuni ambiti, come la territorializzazione della spesa, ha fatto fare notevoli passi in avanti al nostro Paese, collocandolo al primo posto, tra quelli europei, per la capacità di osservare, misurare e valutare quanto è stato realizzato. È pensato per l’utente, che dal sito può scaricare file utili, ed è estremamente trasparente.Leggi tutto

L’utilità della condivisione dei dati del Rapporto DPS 2006

Tiziana Arista evidenzia la necessità che i dati del Rapporto DPS 2006, pur essendo accessibili a tutti, vengano maggiormente comunicati, soprattutto a coloro che amministrano e governano le Regioni e gli enti territoriali. Le sfasature informative, infatti, sono particolarmente evidenti per chi, in particolare nelle Regioni, ha un ruolo di coordinamento generale e si rapporta sia con le strategie di sviluppo regionale sia con le politiche ordinarie per il Sud.Leggi tutto