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Le novità introdotte dal Decreto Legge n. 78/2015: modifica del CAD e Carta d'Identità Elettronica

Da pochi giorni è entrato in vigore il decreto che dispone nuove regole in materia di Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente e Carta di identità elettronica, i cui maggiori interessati sono gli enti territoriali. A seguire il contributo dello Studio legale Lisi ne offre una chiave interpretativa.

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Riforma dell’art. 52 del CAD per una maggiore attenzione alla privacy nel riutilizzo di dati pubblici

Partiamo dalla distinzione tra "dati aperti" e "formato di tipo aperto" per chiarire, grazie al contributo delllo Studio legale Lisi, cosa si intenda per trasparenza dei dati e riutilizzo, evidenziando inoltre che i documenti contenenti dati personali non sono soggetti ad "apertura". Il legislatore, recepita la Direttiva Europea, renderà più evidente questa distinzione con la modifica del art. 52 del CAD

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Nuovi modi di collaborare nella PA attraverso l'adozione di software libero, in Academy #FPA2015

Come è noto, il Codice per l'Amministrazione Digitale prevede l'adozione da parte delle Pubbliche Amministrazioni di formati di dati aperti e software libero come strumenti di trasparenza e innovazione.

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Ancora poca chiarezza sulla verifica di sottoscrizione e provenienza delle istanze telematiche alla PA

Le istanze e le dichiarazioni allegate alla PEC, e non direttamente inserite nel testo della comunicazione, devono essere sottoscritte per avere validità? Il tema è ancora controverso. Prova a fare chiarezza questo articolo che pubblichiamo nell'ambito della collaborazione con lo Studio Legale Lisi. Gli autori sottolineano la necessità della firma perchè, essendo documenti informatici separati dalla comunicazione, non si dovrebbero ritenere sottoscritti elettronicamente tramite l'autenticazione/identificazione informatica delle credenziali di accesso alla PEC-ID. 

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Una triade perfetta per la trasparenza amministrativa: documenti, fascicoli e procedimenti

Grazie a una copiosa giurisprudenza, ad autorevole dottrina e, soprattutto, a coerente normativa italiana dal 2000 al 2014 in tema di trasparenza amministrativa le amministrazioni pubbliche devono descrivere e mantenere i legami tra documenti, fascicoli e procedimenti. Si tratta, in buona sostanza, di quanto diversi anni fa ho iniziato a chiamare la Regola del conte, su cui torneremo a breve dalle pagine di FORUM PA. Ogni documento, infatti, deve avere un conte-nuto, il quale per essere affidabile deve essere rappresentato in un conte-nitore, il quale per essere compreso appieno deve trovare luogo nel proprio conte-sto. Ciò significa che un documento isolato - cioè non classificato e non fascicolato, quindi decontestualizzato o non contestualizzabile - risulta scarsamente significativo. Anzi, peggio: latore di informazioni parziali. Infatti, per gli scienziati dell’informazione come per il diritto amministrativo, un’informazione parziale è spesso un garbuglio inestricabile.

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Tre innamoramenti dell’Amministrazione digitale

A voltarsi indietro a guardare l’evoluzione degli ultimi 20 anni di amministrazione digitale italiana si possono osservare, con giudizio più distaccato, alcuni fenomeni che hanno guidato il percorso del legislatore, dei cittadini e delle imprese. La madre di tutti gli errori è la convinzione di poter dominare con una legge l’introduzione della tecnologia nella vita quotidiana e nell’agire delle amministrazioni pubbliche. E allora? Serve ancora un Codice della PA digitale? Senz'altro sì, a patto di evitare gli innamoramenti tecnologici.

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La PA nel 2015 avrà l'agenda (digitale) piena!

Nei prossimi mesi dell'anno molti dei progetti avviati in materia di digitalizzazione dei servizi e dematerializzazione dovranno mettere un punto alla loro implementazione, almeno nelle loro prima fase. E' infatti un 2015 pieno di scadenze quello che si trovano davanti le nostre pubbliche amministrazioni. A segnare sul calendario gli appuntamenti della agenda digitale, ci aiuta il contributo a firma dello Studio Legale Lisi.

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La "carta della cittadinanza digitale" è in Senato

Mentre in aula si svolgono le votazioni per l'elezione del Capo dello Stato, le Commissioni parlamentari continuano a lavorare su riforme altrettanto importanti - anche se di minore interesse per i media tradizionali. E' il caso del disegno di legge delega "Madia" sulla riforma delle amministrazioni che, in base ad un emendamento del relatore, potrebbe rivelarsi un grande passo in avanti per quanto riguarda i diritti dei cittadini nel processo di digitalizzazione ed ammodernamento della PA. Il primo articolo diverrebbe di fatto una vera e propria "Carta della cittadinanza digitale".

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La PA deve avvisare il mittente se riceve un allegato PEC illeggibile

Si rinnova la collaborazione con lo Studio legale Lisi con un contributo che dà evidenza delle fonti giuridiche che hanno portato il TAR del Friuli Venezia Giulia ad esprimersi a favore di un privato, che ha fatto ricorso rispetto al diniego ricevuto dal Comune. Non basta ricevere gli atti tramite PEC, se questi non sono leggibili la PA è tenuta a chiedere delucidazioni al mittente.

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CEC-PAC, una storia non a lieto fine...

Dallo scorso dicembre il servizio di Postacertificat@ (CEC-PAC), che puó essere utilizzato solo per comunicazioni verso la PA, è progressivamente sospeso per far convergere tutte le caselle di posta certificata sul sistema PEC. Nell'ambito della collaborazione con FORUM PA, il contributo dello Studio legale Lisi illustra i limiti di un servizio che nei fatti non è mai riuscito a decollare.

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