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Questioni di metodo

Quando mi capita di trovarmi in uno stato di confusione (e in questo momento mi pare che non sia il solo), mi fermo e metto a posto, immagininando e sperimentando un metodo per riordinare tutto. Senza scomodare Cartesio un “discorso sul metodo” mi sembra oggi molto opportuno quando parliamo di politiche pubbliche, e di politiche pubbliche dovremo urgentemente occuparci quali che saranno gli equilibri di governo. Anche qui infatti si sono ammucchiate scadenze e programmi che non possono aspettare e a cui dovremo subito metter mano.

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Economia digitale: chi l’ha vista?

Ho letto con molta attenzione il puntuale resoconto dell’azione di Governo che Palazzo Chigi ha pubblicato sul suo sito, anche se poi è stato repentinamente tolto ed in questo momento (sono le 10.00 del 4 gennaio) è introvabile. In questo breve editoriale, il primo dell’anno nuovo, vorrei proporre un commento relativo esclusivamente all’economia digitale e alle politiche industriali che lo sviluppo di questo settore fondamentale per la ripresa richiedono. Sono infatti sempre più convinto, esaminando anche le azioni puntuali dei Governi delle principali economie mondiali, che la chiave della ripresa sia lì e che da parte nostra ci sia una radicata e tenace sottovalutazione di questo settore.

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Cronache di un anno bisesto

Sia la fine del mondo che stiamo aspettando, come dicevano i Maya, sia più semplicemente "L'anno che verrà" come diceva Lucio Dalla certo non vediamo l'ora che questo brutto anno bisesto-anno funesto che è stato il 2012 finisca e cominci un 2013 sperabilmente un po' meglio. Difficile sottrarsi dal fare consuntivi e rendiconti: io proverò a raccontare a modo mio l'anno che finisce stilando qualche elenco, ma per evitare il "ne ultra crepidam" che i latini intimavano a calzolaio presuntuoso, rimarrò nel campo dell'innovazione della PA.

Vi propongo quindi tre elenchi. Se avete voglia di giocare con me, magari aiutatemi ad arricchirli.

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La crisi, la PA, le prospettive del nostro lavoro

Oltre l’ottimismo della volontà ci vuole anche una grande pazienza per ripartire di nuovo a confrontarci con una crisi di Governo. In ventitré anni di FORUM PA di Governi ne ho visti nascere e spegnersi quindici, pochissimi di morte naturale alla fine di una legislatura, quasi tutti soppressi per l’affollarsi di contrastanti e provvisoriamente urgenti interessi. Ad ogni crisi il rimpianto per le cose non fatte si è confuso con la tenace speranza che con il prossimo esecutivo si sarebbe potuto contare su quel coraggio riformista che è stato il vero ingrediente mancante di tutte le nostre ricette politiche.
Oggi che alla crisi si accompagna anche la fine della legislatura e il rinnovo di importanti cariche, è più che mai necessario non perdere la bussola. Apriamo quindi un cantiere per confrontarci sui grandi temi che dovranno guidare un indispensabile ripensamento del settore pubblico.

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Perché le PA non stanno rispondendo al censimento ISTAT?

Il 20 dicembre prossimo scade il termine ultimo per rispondere al questionario (on line naturalmente) del Censimento delle Istituzioni Pubbliche. Purtroppo il numero dei rispondenti è ancora molto, molto basso nonostante rispondere non sia un’opzione, ma un obbligo di legge con tanto di sanzioni per i dirigenti responsabili e inadempienti. Le prossime due settimane sono quindi un’occasione da non perdere: rispondere al censimento può infatti voler dire non solo rispettare un obbligo, ma cogliere l’opportunità per ripensare a come le informazioni girano o non girano nell’organizzazione, a quali difese implicite o esplicite si sono strutturate nel tempo contro la trasparenza, a quanto i numeri fondamentali dell’ente sono noti al suo stesso interno. Una trasparenza interna che diventa premessa indispensabile per la trasparenza e l’accountability verso i cittadini e quindi per rispettare quella “total disclosure” che la legge ormai impone a tutte le amministrazioni pubbliche.

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Incarichi fiduciari nella PA: sì o no?

Nella foga televisiva di una puntata di Ballarò, Matteo Renzi la settimana scorsa ha coraggiosamente affermato, nella forma tranchant che gli è propria, di immaginare nella Pubblica Amministrazione che tutti gli incarichi dirigenziali di vertice siano a termine e soggetti ad una valutazione di risultato. Immediata è stata la risposta delle associazioni di dirigenti che hanno ricordato al sindaco di Firenze la caratteristica costituzionale di imparzialità della PA e, rinvenendo nelle sue parole un evidente rischio di una PA ancella della politica, hanno rivendicato una volta di più la separazione della politica dall’amministrazione. È interessante che queste critiche siano arrivate più forti dalle associazioni dei dirigenti “più giovani”.

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Per ora 4.028 eccedenze nella PA: troppe o troppo poche?

Prima la comunicazione di Patroni Griffi in un incontro a porte chiuse ai sindacati, poi un twitter con la cifra, infine una tabella proposta sul sito istituzionale: cominciano ad uscire i numeri dei dipendenti pubblici in sovrannumero. Sino ad ora, esaminati 9 Ministeri (ma per es. non Giustizia e MIUR), 21 Enti di ricerca e 20 Enti non economici (ma non l’INPS che è il più grande), il Ministro ha annunciato che, su circa 93.000 dipendenti ci sono 4.028 impiegati di troppo (4,3%), mentre si parla di un eccedenza di 48 dirigenti generali e 439 dirigenti di seconda fascia. Come sempre annunci di questo genere suscitano molte reazioni, anche emotive. Noi però siamo gente appassionata, ma che cerca di ragionare a mente fredda e quindi vi propongo un’analisi che parte dai fatti, legge poi le reazioni, spiega le parole e alla fine, ma solo alla fine propone una provvisoria e personale valutazione.

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Chi ha paura dei numeri nella PA che cambia?

Gli impiegati pubblici italiani sono più o meno della media europea? Ci sono più uffici pubblici a Catania o a Venezia? Tutti i dipendenti delle amministrazioni hanno Internet? E lo usano? E per far che? Come sempre se cercate risposte difficilmente potrete basarvi su numeri certi e spesso le opinioni, e ahimè anche le decisioni, si basano così sulle impressioni piuttosto che sui fatti.Ora è il momento di fare chiarezza, anche a costo di dover dare l’addio a convinzioni di comodo. Parte infatti in questi giorni il Censimento dell’Industria e dei Servizi, realizzato dall’ISTAT, che coinvolge le istituzioni pubbliche attraverso una rilevazione esclusivamente on line.

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Le telefonate degli statali

La circolare del Ministro delle PA e semplificazione Filippo Patroni Griffi che prevede il taglio delle telefonate interurbane e verso cellulari per i dipendenti si presta a più di una considerazione. Non si può che convenire con lui sia sulla necessità del risparmio nelle spese di gestione delle amministrazioni, sia sull’opportunità di non trascurare nessuna spesa, neanche quelle che possono sembrare marginali. Entrando però nel merito sono molto perplesso e vi sottopongo tre riflessioni veloci sotto forma di domande: perché normare gli zombie? Chi governa oggi le spese in ICT delle amministrazioni? Che fine ha fatto l’autonoma responsabilità del dirigente e il “governo per budget”?

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I risultati di FORUM PA 2012: se c’è crisi, non è certo di iniziative e progetti!

Quello che si è chiuso sabato scorso è stato un FORUM PA del tutto particolare, pur nelle difficili situazioni in cui ci troviamo la 23^ edizione della manifestazione è stata infatti ricca come non mai di segnali di speranza, così necessari in questi tempi di crisi. Proviamo a leggerli insieme.

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