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Dieci proposte per innovare la pubblica amministrazione (in modo rapido e fattibile)

Nell’attuale tempesta cerchiamo di non perdere né la calma né la rotta, ma anche di essere sufficientemente realisti da porci obiettivi raggiungibili in breve tempo e con le risorse che abbiamo, altrimenti non sono obiettivi, ma sogni.  Un aiuto a questo esercizio ce lo dà il contributo in dieci punti di Mauro Bonaretti che vi propongo come editoriale, a cui segue una mia breve postfazione. Questo ideale programma si pone nella linea della concretezza dell’innovazione che il contest “La tua idea per una PA migliore” ha inaugurato con le sue 185 idee, per la maggior parte concrete e “cantierabili” già pervenute.

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Dati aperti, politica e democrazia: il caso dei bocciati del MIUR

Se i dati dei bocciati nella scuola statale forniti dal Ministero dell’Istruzione sono taroccati come dice Repubblica o sono solo “parziali” come dice il Ministero è senz’altro importante, ma non modifica di una virgola il mio ragionamento. Ad oggi l’opinione pubblica non ha dati certi su un elemento così importante per un Paese come il risultato scolastico, non della tornata di scrutini appena finita, ma di quella dell’anno scorso, del 2010. I dati pubblici non sono del Ministero che li dà a chi vuole e come vuole, sono dei cittadini...

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Certificati sì, certificati no

“Entro massimo due anni spariranno certificati e anche autocertificazioni, a tutto vantaggio del tempo e delle tasche di cittadini e imprese”. “E’ vietato per tutte le amministrazioni chiedere ai cittadini ed alle imprese dati già in loro possesso”. “I certificati richiesti dalle amministrazioni ai cittadini certificano solo la loro incapacità di scambiarsi i dati”. “Basta ai cittadini-fattorini”.
Non si tratta di dichiarazioni di Brunetta a margine del suo discusso intervento sull’abolizione dell’obbligo di presentazione dei certificati antimafia (non si è mai trattato dell’abolizione dei certificati stessi beninteso): si tratta invece di titoli e di virgolettati di Bassanini sulla stampa della primavera del 2001...

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Legge 104, open data e controllo sociale

La legge 104, quella che prevede permessi per assistere familiari affetti da handicap o da malattie invalidanti, accende da sempre gli animi. Il tema ha totalizzato sul nostro sito già oltre 300.000 lettori, più di 3.000 commenti e un’attenzione sempre costante da quando tre anni fa Brunetta cominciò ad occuparsene. È una testimonianza certa che lì c’è un nervo scoperto: basta leggere  i vostri interventi per aver chiara la forte polemica che sussiste tra chi difende i propri diritti e rivendica un’attenzione dello Stato alla propria condizione di fragilità e bisogno e chi denuncia abusi e soprusi in nome di un’assistenza a volte solo evocata, più che effettivamente svolta. Di fronte a questo stato di cose vederci chiaro era difficile: i dati che c’erano erano nebulosi e aggregati in macro categorie di enti, i confronti erano impossibili. Ora la nebbia in buona parte si dirada e possiamo esaminare il fenomeno in ogni dettaglio. Il cosiddetto "collegato lavoro"della fine del 2010 ha, infatti, introdotto l'obbligo della comunicazione al Dipartimento della Funzione Pubblica dei dati relativi ai permessi fruiti dai dipendenti pubblici in base alla legge 104.

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Un new deal per progettare un nuovo ruolo del settore pubblico e una PA che funzioni meglio e costi meno

Ancora le cifre sono ballerine, ma si parla per il prossimo biennio di più di otto miliardi di tagli nelle spese dei Ministeri e di circa altrettanto per gli Enti locali e le Regioni. Forse alla fine qualche taglio sui tagli ci sarà, ma si tratta comunque di cifre enormi che vanno a gravare su bilanci già ridotti dalle precedenti manovre. Di fronte a questa debacle che fare? attendere passivamente che arrivi la falce tenendo il più possibile la testa bassa? provare a spuntare qualcosa a spese dei nostri vicini, come “polli di Renzo” tutti comunque destinati a una brutta fine? oppure provare a rilanciare, a prendere l’iniziativa, a immaginare un altro paradigma, un nuovo e diverso modo di intendere il settore pubblico, un new deal appunto, un “nuovo corso”, che si interroghi su quale modello di amministrazione pubblica serva ora al Paese e rifletta su un nuovo ruolo che il “government” può e deve avere nella società italiana per favorirne la ripresa e per contribuire a rimetterne in moto le energie vitali?

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Chi ha vinto (e chi ha perso) la scommessa di FORUM PA 2011?

Giovedì sera si sono chiusi i cancelli di FORUM PA 2011, il mio 22° FORUM PA, che ha tenuto banco alla Fiera di Roma dal 9 al 12 maggio e provo subito, ancora a caldo e senza le statistiche precise che arriveranno nei prossimi giorni, a darvene qualche impressione. Lo farò mettendo in evidenza tutte le “vittorie” che ho visto in questi quattro giorni, se possibile, più densi del solito.

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Una Pa digitale e senza carta: una bufala per sognatori o un’opzione possibile? la partita è in corso, il risultato incerto

Sono oltre 230 i progetti arrivati, ora in fase di valutazione, per il nostro premio “Meno carta, Più valore”, che sarà consegnato il 9 maggio a FORUM PA; sono oltre 500 i congressisti che sono intervenuti nel convegno che il Polo Archivistico Regionale dell’Emilia e Romagna ha realizzato da poco per raccontare un primo anno di attività nella conservazione sostitutiva; è già in testa, anche se siamo ancora all’inizio della nostra campagna di iscrizioni, il convegno sulla dematerializzazione, che si è dimostrato il più gettonato da chi si iscrive alla prossima edizione del FORUM PA. Tutti questi segni vorranno pur dir qualcosa? Testimoniano forte e chiaro che la PA ce la sta mettendo tutta per passare dalle parole ai fatti in tema di digitalizzazione. Ce la faremo? Non ne sono certo: per rispondere esaminiamo le forze in campo.

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La riforma Brunetta e le persone

Una delle critiche che è più frequente sentire contro la riforma della PA introdotta dal decreto legislativo 150/09 è che è fatta “contro” i dipendenti pubblici. Se dovessi esprimermi su questa opinione diffusa, che pecca comunque di eccessiva semplificazione, me la caverei salomonicamente dicendo che “dipende da come è attuata”.

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Siamo tutti nodi della stessa rete

Il nodo più classico per unire due corde (chi ha fatto lo scout come me riconoscerà un nodo “piano”) è l’immagine che abbiamo scelto tra le oltre 350 proposte che ci sono arrivate dal contest che abbiamo lanciato su Zooppa per l’immagine del prossimo FORUM PA. E l’invito che l’accompagna, ad essere tutti nodi della stessa rete, è proprio il claim giusto per questa 22^ edizione che si aprirà tra meno di un mese alla Fiera di Roma. Un’edizione certo particolare nella ultraventennale storia di FORUM PA, di cui voglio darvi qualche impressione in anteprima, con la mia consueta franchezza.

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Cloud per la PA: quattro domande sulla “nuvola”.

Durante il prossimo FORUM PA 2011 si svolgerà “CloudPA – 1^ Conferenza nazionale del Cloud Computing per la PA”. Sarà un’occasione congressuale ed espositiva per fare il punto sulla “strategia della nuvola” e per verificare insieme se e perché questa rivoluzione tecnologica è un’opportunità per l’amministrazione pubblica. Di nuovo quindi affermiamo con forza che la crisi è il momento delle svolte, delle innovazioni radicali di processo e di prodotto, del coraggio di innovare. Già hanno aderito le maggiori società ICT che operano in Italia e uno spazio particolare sarà dato alla nostra community dei responsabili dell’informatica pubblica. Nei prossimi giorni vi daremo i dettagli, ma già da oggi vorrei chiarire a voi e a me stesso qualche “fondamentale” del cloud computing. Forse voi sapete già tutto, ma visto che io invece ero abbastanza ignorante mi sono posto delle domande e ho cercato delle risposte nella nostra enciclopedia di SaperiPA.

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