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Le sirene di Facebook e l’idea dell’amministrazione

Qualche giorno fa un autorevole gruppo di consiglieri regionali lombardi della Lega Nord, tra cui Bossi (Renzo) e Bossetti (Cesare),  ha presentato un’interrogazione scritta all’Assessore competente per chiedere che venga impedito a tutti i dipendenti della regione l’uso di facebook e dei social network. In sé non sarebbe una notizia e al massimo potrebbe far scuotere la testa l’ignoranza profonda che l’interrogazione rivela, lì dove mischia i social network con la pirateria, “emule” e “altri generi di software per il peer 2 peer”; potrebbe poi strapparci un sorriso l’evocata potenza ammaliatrice delle nuove sirene, quando si lamenta che “molti dipendenti non riescono a resistere alla tentazione di collegarsi ai social network del momento, Facebook e Twitter”. Purtroppo la cosa è più seria ed è per questo, non tanto per prendere in giro il folklore politico di certi consiglieri, che vale la pena di parlarne.

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A.A.A. disubbidienti cercasi

Chi si occupa di innovazione cita spesso la suggestiva definizione per cui l’innovatore è un disubbidiente, da cui discende che l’innovazione, organizzativa, culturale, scientifica, non è altro che una disubbidienza riuscita. Una disubbidienza alle procedure obsolete, ai modelli interpretativi dominanti, alle inefficienze in favore di nuove idee e soluzioni.
Ma è proprio perché l'innovatore è un disubbidiente che, spesso, all'interno delle organizzazioni, delle aziende e, soprattutto, della pubblica amministrazione, viene isolato: un visionario che può essere considerato pericoloso per il resto della struttura.

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Facebook, internet e social networking in ufficio, roba da fannulloni?

Un articolo interessante di Vittorio Zambardino ieri su Repubblica raccontava che qualche azienda e pubblica amministrazione italiana e straniera ha deciso di impedire ai propri dipendenti di usare Facebook in ufficio e ha anche chiuso o limitato molto l’accesso agli altri strumenti di social networking e, in alcuni casi, anche la libera navigazione su Internet. Motivo: distrae i dipendenti dal lavoro.
In questi giorni di discussioni sulle regole di base del comportamento nel pubblico impiego mi sembra un tema interessante.

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