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Mio figlio ha occupato il suo Liceo

Mio figlio, quasi diciottenne, ha occupato il suo Liceo a Roma assieme ad un gruppo di studenti. Alla mia richiesta di spiegarmi le sue ragioni mi ha risposto che sono molto arrabbiati con il Governo, ma non sanno bene perché, tranne che gli sembra di non avere futuro, che gli abbiano “espropriato i sogni”. Io anche sono molto arrabbiato, ma a differenza sua il perché lo so, anche se sono dubbioso che l’occupazione sia la miglior cosa da fare. So infatti che, come diceva il mio compianto amico Paolo Zocchi, “l’Italia non è un Paese per i giovani”. Qualche dato, perché è bene partire dai fatti.

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INPS: dati, metadati e esodati.

Sul pasticciaccio dei dati relativi ai cosiddetti “esodati” è difficile aggiungere parole che non alimentino un’ulteriore confusione, mi pare però necessario che anche qui sfruttiamo l’occasione per imparare dall’esperienza. Voglio quindi ribadire alcuni concetti fondamentali che sono alla base dei nostri valori e del nostro impegno per l’open government e per la trasparenza. Provo a dirvi i miei punti chiave, che riguardano per prima cosa la proprietà dei dati, poi il diritto di accesso e il dovere della trasparenza, poi la cultura del dato e l’obbligo della chiarezza, infine i rapporti istituzionali tra amministrazione e politica. Attendo vostri commenti.

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Articolo 18 per gli statali: tanta confusione a chi giova?

Credo che sull’applicazione della riforma dell’art.18 dello Statuto dei lavoratori al pubblico impiego ci sia da fare chiarezza, ma nello stesso tempo domandarci perché c’è stata tanta confusione e a chi può giovare. Partiamo da un fatto indiscusso: l’art. 18 si applica già al pubblico impiego da almeno 10 anni e, a meno di deroghe esplicite, continuerà ad applicarsi nella forma che esso avrà dopo le modifiche della “Riforma del mercato del lavoro” approvata ieri in Consiglio dei Ministri. Insomma si applicava l’articolo di prima, si applicherà quello riformato.

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Sfigati, annoiati, viziati… disoccupati

Era un pezzo che non si parlava tanto dei giovani… no, non è che facciamo parlare i giovani, questo no, ma in compenso noi parliamo molto di loro. Spesso lo facciamo, basta leggere le cronache politiche, per stimolarli ed incitarli a prendere in mano le loro vite, e lo facciamo dando buoni consigli: prendere in mano le loro vite, non fare i bamboccioni, staccarsi dalle sottane di mamma. Consigli che possono anche suscitare reazioni di fastidio, ma a cui alla fine è difficile dar torto. Se tutto questo è vero perché allora questa saggezza dei nostri capelli grigi mi lascia così insoddisfatto? Se i consigli son giusti perché non riesco a sentirmi dalla parte della ragione?

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