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Il riduzionismo normativo e comunicativo che blocca l’innovazione

Tre eventi sugli Open Data degli scorsi giorni, apparentemente slegati tra di loro, mi hanno fatto riflettere sui limiti e le possibilità delle politiche dell'innovazione in Italia. L'immagine che ci viene restituita è quella che conosciamo bene di un paese ricco di energie vitali, con singole eccellenze distribuite a macchia di leopardo, ma che non fa sistema, non ha una visione che lo porta a non reggere i confronti internazionali. Non possiamo continuare a considerare l'innovazione come uno slogan da usare a tempo debito, come la foglia di fico per coprire la vergogna delle nostre inefficienze.

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Per una seconda fase degli Open Data in Italia*

L’Open Data Day, celebrato a livello internazionale, è sicuramente l’occasione per una riflessione su quella che è stata in questi anni la via italiana agli Open Data e su quali siano le sfide da affrontare. Quella che possiamo chiamare, infatti, la prima fase degli Open Data è da considerare conclusa anche da noi. Una volta, parlando di questo processo, Tim Berners Lee scriveva che il percorso di liberazione degli Open Data deve partire dall’alto, dal livello intermedio e dal basso. Ed è quello che è successo negli ultimi tre anni anche in Italia.

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Smart City in dieta mediterranea

In questi giorni perdo spesso la pazienza: non c'è la faccio più ad aspettare i tempi della politica mentre vedo tanti giovani perdere la speranza di entrare nella vita attiva. L'unico antidoto che mi rimane contro la rabbia è provare a "prendere impegni e trovare soluzioni" come recita il nostro programma per il 2014. Con questo spirito abbiamo accettato l'invito del Comune di Napoli per realizzare lì, a fine marzo, una convention di tre giorni sulle Smart city del Mediterraneo, in occasione della manifestazione Energy MED, organizzata da ANEA. Parte così una nuova avventura: Smart City MED, che si svolgerà alla Mostra d'Oltremare dal 27 al 29 marzo prossimi e che radunerà le migliori esperienze di città intelligenti del Mezzogiorno del Paese con l'ambizione di essere un punto di riferimento per tutte le città mediterranee, in specie quelle della sponda Sud. Abbiamo accettato con entusiasmo questa sfida perché pensiamo che il Mediterraneo abbia molto da dire riguardo alle città. Esso è portatore infatti di un paradigma che si fonda su specificità storiche e culturali che riportano ad alcune parole d'ordine che mi piace ricordare.

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E se per caso il Governo durasse?

Se per caso le agitate acque della nostra politica di bottega concedessero comunque a questo Governo un tempo ancora sufficientemente lungo per portare a casa qualche risultato, cosa vorrei che mettesse in cima alle sue priorità per quanto riguarda il government? Difficile gioco della torre perché le cose da fare subito sarebbero tantissime, ma ci provo indicando cinque sfide che hanno anche la pretesa di suggerire al Governo di essere coraggioso e di uscire dalla vaghezza, perché è tempo per una agenda concreta e realistica, che cambi radicalmente le aspettative e dia fiato alla parte migliore della PA. Cinque sfide quindi, che si possono mettere sul tavolo e vincere nel giro dei diciotto mesi che i più ottimisti indicano come tempo massimo di scadenza dell’attuale esecutivo. Eccole...

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Cinque miliardi europei alle città italiane: una sfida che non si può perdere

Per invitarvi a venire a “Smart City Exhibition” che si apre a Bologna mercoledì 16 ottobre per chiudersi venerdì 18 vorrei condividere con voi la mia preoccupazione per un dato di fatto certamente positivo, ma che, senza interventi decisi, sarà foriero di grandi delusioni.
Nei prossimi sette anni arriveranno, dall’Europa direttamente sulle città italiane, almeno cinque miliardi di finanziamenti per l’innovazione. Una pioggia di soldi che è certo una grande opportunità, ma anche una sfida. Una sfida che perderemo certamente senza cambiamenti strutturali nel modo di progettare gli interventi, nella governance dell’innovazione, negli strumenti di partnership tra pubblico, privato e cittadinanza attiva; senza impostare infine una nuova sinergia che eviti frammentazioni egoistiche e promuova collaborazione, standardizzazione delle soluzioni, condivisione dei percorsi. Cosa possiamo fare subito e tutti insieme per non bruciare questa occasione?

Per avere qualche speranza di spendere questi finanziamenti in modo strutturalmente utile per la nostra economia dobbiamo infatti cambiar passo, ma nessuno può farlo da solo. Governo centrale, Parlamento, governi locali, amministrazione pubblica, imprese, università e mondo della ricerca, forze sociali, terzo settore e cittadinanza attiva sono tutti coinvolti e tutti responsabili. Li abbiamo raccolti a Bologna per tre giorni a confrontarsi e a progettare il nuovo.  Vorrei che ci foste anche voi, qui trovate la pagina per accreditarvi all’ingresso e iscrivervi agli eventi congressuali e formativi. "Cominciamo con esaminare ora i finanziamenti in arrivo....

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SMART City Exhibition 2013: innovare le città per rilanciare il paese

“L’Italia è di per sé una nazione smart: la sua bellezza e le sue piazze generano relazioni e connessioni positive. Ma non deve accontentarsi e rinunciare alla possibilità di innovare. Questo Paese deve fare sistema appellandosi a tutte le sue forze”. Così il Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie, Graziano Del Rio, ha presentato la seconda edizione di Smart City Exhibition, la manifestazione promossa e organizzata da BolognaFiere e FORUM PA, che si svolgerà a Bologna dal 16 al 18 ottobre.

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Riprendiamo a costruire il futuro

In questo momento difficile per il Paese, sospeso tra barlumi di ripresa e morsi della crisi e confuso da una politica sempre meno comprensibile, bisogna avere il coraggio di non smettere di immaginare e operare per il futuro in cui vorremmo vivessero i nostri figli (stay hungry, stay foolish diceva Jobs). Noi ci proviamo cominciando a confrontarci su come costruire le città del futuro, perché è nelle città e nelle loro strade che che si sviluppano problemi e contraddizioni, ma si trovano anche soluzioni.

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Smart City Exhibition 2013: un appuntamento con i protagonisti dell'innovazione

La via italiana alla Smart Cities sembra ancora lunga e tortuosa per le difficoltà che il nostro paese sta ancora vivendo e per l'evidente mancanza di un forte impegno da parte dei nostri governi a condividere un progetto di futuro. Ma è una strada oramai tracciata, che dobbiamo inevitabilmente percorrere fino in fondo. In questo contesto come FORUM PA, insieme a Bologna Fiere, siamo impegnati a far sì che la seconda edizione di Smart City Exhibition sia all'altezza delle aspettative, qualificandosi come momento centrale di confronto, di approfondimento e di comunicazione. È grazie a questo impegno che possiamo presentarvi oggi la prima versione di un programma ricco di contenuti e di testimonianze nazionali ed internazionali.

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Una Smart City in Agenda

Tra le iniziative che il prossimo governo metterà con urgenza in agenda, speriamo che un posto importante sia destinato al tema delle smart cities. Quello che rileviamo è che se la discussione ha raggiunto un elevato grado di maturità, poco ancora è stato fatto per tradurre l'approccio alle smart cities in un percorso operativo concreto. Per aiutare questo percorso FORUM PA ha messo in campo una serie di iniziative, tra cui: Strumenti innovativi per la trasparenza e la gestione dei dati territoriali, un Accordo strategico con l’ANCI per la promozione del loro Osservatorio Nazionale sulle Smart Cities, un Percorso tematico di approfondimento dedicato nell’ambito della prossima Manifestazione.

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FORUM PA 2013: il Paese alla sfida della trasparenza e della verità

Tre sono le parole d’ordine dell’Open Government: partecipazione, collaborazione, trasparenza. In questo momento, però, la nostra attenzione si rivolge con la massima energia sulla grande domanda di trasparenza che leggiamo intorno a noi e che è giustificata e ragionevole. Se anche potessi svolgere qualsiasi adempimento online, potessi dimenticare per sempre l’indirizzo di qualsiasi sportello pubblico e potessi dialogare via Internet con qualsiasi ufficio, ma non sapessi esattamente come vengono spesi i miei soldi sino all’ultimo euro, sarei un cittadino a metà.

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