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Per sbloccare i contratti l’unica strada è la riforma

Puntuale come le rondini ad aprile è arrivata anche quest’anno la solita e un po’ trita sceneggiata dei sindacati di base che hanno invaso il palco inaugurale del FORUM PA 2015 al grido di “contratti, contratti”, accusando il Ministro Madia di aver mentito nel promettere uno sblocco nell’anno e urlando anche, come novità 2015, “Fuori i privati dalla PA!”. Nulla di nuovo quindi, tranne forse un po’ più di rabbia del solito e un granchio preso nel considerare gli sponsor di FORUM PA, manifestazione privata, come “pirati della PA”. Ciò detto non possiamo cavarcela con un’alzata di spalle, ma dobbiamo invece cercare di dare una risposta puntuale proprio sui contratti.

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Dialogo tra il Presidente di FORUM PA e un buon conoscente un po' cinico

Siamo arrivati all’apertura di FORUM PA 2015 e come ultima comunicazione prima della partenza volevo raccontarvi di un dialogo avvenuto ieri con un buon conoscente un po’ cinico (BCC) che mi ha arpionato fermandomi mentre andavo al lavoro in bicicletta.

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Una dirigenza a rischio?

La prima impressione che ho avuto leggendo sia l’art. 9 del disegno di legge “Madia” che riforma la dirigenza, sia le reazioni dei dirigenti, è stata che è necessaria una robusta iniezione di fiducia. Il disegno di legge delega fa intravedere infatti in filigrana una scarsa fiducia della politica verso l’amministrazione, come se fosse composta tutta da conservatori, frenatori e burocrati; specularmente la reazione dei dirigenti alla riforma è improntata in generale ad una scarsissima fiducia nella politica, come se fosse fatta tutta di pirati che vogliono imporre solo yes man, veline o portaborse.  Ma la fiducia è necessaria per assumersi rischi e un dirigente che non rischia nulla non merita né di fare il dirigente né di guadagnare otto/dieci volte più di un suo dipendente. Ripartiamo quindi da qui: dal ripristinare le condizioni della fiducia, cominciando per prima cosa a guardare con onestà gli errori fatti, e non sono pochi.

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#sipuòfarese, #sipuòfarecon

Nel riformare la PA abbiamo bisogno di una dialettica vitale tra il “dentro” dell’amministrazione, ossia le donne e gli uomini che ci lavorano e che sono portatori di saperi, di competenze, di esperienze, ma anche spesso di “conservazione” e di tutele, e il “fuori” che è dato dalle esigenze a volte caotiche e contraddittorie di una società complessa e dalla politica, che è chiamata a leggerne e a soddisfarne i bisogni, ma non sempre riesce ad essere lungimirante e nello stesso tempo a tener conto di quanto già si è fatto. Siamo quindi condannati, tra due istanze che da sole sono due debolezze, a cercare la forza in un “dialogo” tra il dentro e il fuori. Da queste riflessioni nasce un secondo hashtag di FORUM PA 2015 che mette al centro la collaborazione, lo spirito di squadra, la condivisione. [vi segnaliamo che è on line un primo draft del programma della manifestazione e che è possibile iscriversi agli eventi]

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Nasce #RispondiPA per creare conoscenza tramite partecipazione

Ne siamo convinti da molto: una nuova PA, efficiente e in grado di gestire il futuro può solo nascere da un nuovo rapporto, radicalmente diverso, con i diversi attori che costituiscono il contesto delle sue azioni e i destinatari delle sue funzioni: cittadini, famiglie, imprese e gli stessi dipendenti pubblici. Non più semplicemente utenti, pazienti, clienti, fornitori, dipendenti, assistiti, consulenti, consumatori o, peggio, fannulloni e profittatori di una PA da mungere, ma partner di un nuovo modo di intendere l’azione pubblica e il bene comune da gestire e valorizzare insieme. E' su questa base che lanciamo oggi il progetto RispondiPA.

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Che fine ha fatto la spending review?

Parola magica per almeno due anni, testimone delle nostre conversazioni a cena e dei discorsi in Parlamento e in televisione, la “spending review” scivola lentamente fuori scena, senza rimpianti e senza grandi applausi. Non è la sola, insieme a lei si eclissa la speranza, invero fallace, che tecniche raffinate di analisi della spesa possano portare a risparmi veri e duraturi senza una riforma sostanziale dell’apparato pubblico. Questa constatazione viene rafforzata in questi giorni da due documenti significativi. Il primo è il rapporto “Prospettive della finanza pubblica dopo la legge di stabilità”, approvato la settimana scorsa dalle Sezioni Riunite della Corte dei Conti; il secondo spunto è il libro di Marcello Degni e Paolo De Ioanna “Il vincolo stupido” in cui gli autori intrecciano l’analisi del panorama europeo, con le sue rigidità a volte “stupide”, con quella di una politica italiana che non riesce a ricreare le condizioni per la crescita.

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Essere vigili

E' più forte di me, appena vedo qualcuno buttato in pasto ad un giacobino giudizio popolare mi viene voglia di guardare dietro alla notizia, di essere attento, direi "vigile". Già vigili: brutta storia quella dei vigili l’ultimo dell’anno a Roma. Ma forse vale la pena di guardarla meglio prima di trasformarci tutti in saccenti censori che non vedono l’ora di trovare il colpevole. Forse così troveremo anche qualche cosa da imparare, che è sempre meglio che sparare nel mucchio. Non mi metto a fare le pulci ai numeri, anche se leggendo tutto quello che è stato scritto in queste due settimane non mi pare che ci sia chiarezza alcuna sulle cifre. Né mi interessa in questo momento ribadire nuovamente, e ovviamente, che chi ha dichiarato il falso o truccato le carte deve essere sanzionato. No, cerco invece di andare un po' dietro l’immagine che ci è stata raccontata e come prima cosa mi chiedo come è potuto succedere che una grande organizzazione, fatta di quasi 6.000 persone, come i vigili urbani di Roma, si sia potuta ridurre in questo stato miserevole e innegabile di malessere.

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Cosa c’è e cosa manca nel "Piano d’azione italiano per l’Open Government"

Il Governo Italiano, nell’ambito della sua adesione all’Open Government Partnership (OGP), ha recentemente elaborato con un processo partecipato, aperto anche ad alcune realtà della società civile, un piano di azione per l’Open Government che è attualmente posto all’attenzione dei cittadini e degli addetti ai lavori per una consultazione pubblica. Il piano, dopo una premessa di inquadramento, si articola in tre parti dedicate a partecipazione, trasparenza, integrità e accountability, innovazione tecnologica e in sei azioni specifiche. Leggendo il piano non si può che riconoscere che si tratta di sei azioni utili e importanti, allo stesso tempo la sensazione è che si poteva sfruttare questa occasione per un documento di insieme più vasto, più coraggioso e più inclusivo.

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Banche: terza gamba dell’innovazione della PA

Oggi si svolge a Roma la 6^ edizione del “Forum Banche e PA”, organizzato da ABI. E’ l’occasione per una riflessione su un pezzo a mio parere ancora fortemente carente dell’infinito processo di ammodernamento delle amministrazioni. Parlo del ruolo del sistema finanziario come terza gamba, per una vera partnership pubblico-privato.

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Cinque miti da sfatare per costruire una città intelligente

Finanziamenti, tecnologie, risorse, governance e una rivoluzione nel modo di essere della PA. Questi sono i cinque punti da cui partire per la costruzione di una città intelligente, secondo il Presidente di FORUM PA Carlo Mochi Sismondi, anzi, questi sono i cinque "miti da sfatare" come ben chiarisce in questo editoriale pubblicato sull'edizione on line del Corriere delle Comunicazioni e che riproponiamo su queste pagine.

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