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Il grasso che cola

Il presidente Renzi ha recentemente dichiarato che “anche nella macchina della pubblica amministrazione alcuni tagli vanno fatti, c'è troppo grasso che cola…” La frase ha acceso ovviamente una polemica significativa, in cui però nessuno ha negato il fatto in sé, ossia che nella PA ci siano sprechi importanti da eliminare, ma ha precisato con forza dove questi sprechi non sono: non sono negli stipendi pubblici ridotti al lumicino dal blocco contrattuale; non sono nei bilanci dei comuni, strozzati dal taglio dei trasferimenti, dal patto di stabilità e dalla crescita dei bisogni sociali; non sono certo nei bilanci delle forze dell’ordine, presidio di democrazia; non sono negli investimenti pubblici, falcidiati drasticamente da una crisi drammaticamente lunga. E così via. Ma allora questi sprechi dove sono?

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Buone vacanze: ecco da cosa ripartiremo a settembre

Tempo di vacanze per questo agosto autunnale. Nell’augurare a tutti voi (e a tutti noi) il riposo che ci serve e la necessaria distrazione che ci permetta di riempire nuovamente il serbatoio di energia e di nuove idee, vi racconto brevemente le cose da cui ripartiremo alla ripresa il primo di settembre.

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Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche: cosa c’è e cosa manca nel disegno di legge delega

Ho avuto modo di vedere una bozza, ancora ufficiosa e non disponibile, del disegno di legge delega per la riforma della PA, che il CdM ha approvato lo scorso 10 luglio e che il Ministro Marianna Madia ha presentato in conferenza stampa il successivo 11 luglio. Ve ne do una prima impressione, riservandomi di approfondire quando sarà disponibile il testo ufficiale.

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Dare un senso alla riforma

Scrivere di una riforma quando è già sancita dalle norme è difficile, scriverne quando ancora non se ne conoscono i provvedimenti è temerario. Provo a farlo lo stesso spinto dalla cronaca di una corruzione che sembra una peste senza fine, in grado di infettare tutto e tutti: “a chi la tocca la tocca”.

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Prima giornata di FORUM PA 2014: per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche e costruire una pa che funziona

Grande successo per la giornata inaugurale di FORUM PA 2014. In questa newsletter trovate solo alcuni spunti delle tante cose che si sono succedute nelle scorse ore. Il convegno inaugurale con il nuovo format e la sala piena oltre l’inverosimile ad ascoltare le 12 proposte fatte da aziende, PA e cittadini al Ministro Madia; la ricerca sui dipendenti pubblici che ci mostra una PA “congelata”; gli eventi dedicati ai nuovi modelli emergenti di governo gestione dela cosa pubblica; il keynote internazionale di William Eggers; i tanti eventi legati alla digitalizzazione (identità digitale, scuola, big data, dematerializzazione, l’e-health); poi la trasparenza e la valorizzazione del merito, con l’intervento del Presidente dell’Autorità Antocorruzione Cantone; i dati di genere protagonisti dell’open talk delle WISTER e della call lanciata da FORUM PA e futuro@lfemminile in collaborazione con ASUS e Microsoft, per trovare progetti sulle smart communities in ottica di genere; le solzuioni del nostro FORUM PA Challenge presentate durante gli eventi in modalità “speed”; l’incontro sull’internazionalizzazione del sistema produttivo che non solo ha “misurato” le dimensioni della crisi, ma ha proposto strategie di uscita... e molto altro ancora.

Come scrivevamo in un editoriale di qualche tempo fa, questa edizione è dedicata agli innovatori che – nonostante tutto – hanno ancora voglia di impegnarsi e rimboccarsi le maniche… a giudicare dalle cifre di oggi siamo ancora un bel po’.

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Apre FORUM PA 2014. La presentazione di Carlo Mochi Sismondi

Il 27 maggio prossimo a Roma si aprirà la 25^ edizione di FORUM PA, in un momento di snodo importante per il Paese, i tre giorni al Palazzo dei Congressi a Roma (27, 28 e 29 maggio) saranno l’occasione in cui politica, amministrazioni, imprese e cittadinanza attiva saranno chiamati a prendere impegni precisi e misurabili e, soprattutto, a presentare soluzioni concrete per l’innovazione e la costruzione del modello di Paese che vogliamo. Carlo Mochi Sismondi, nel suo editoriale video, ci spiega l'articolazione dell'evento.

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E se per caso il Governo durasse?

Se per caso le agitate acque della nostra politica di bottega concedessero comunque a questo Governo un tempo ancora sufficientemente lungo per portare a casa qualche risultato, cosa vorrei che mettesse in cima alle sue priorità per quanto riguarda il government? Difficile gioco della torre perché le cose da fare subito sarebbero tantissime, ma ci provo indicando cinque sfide che hanno anche la pretesa di suggerire al Governo di essere coraggioso e di uscire dalla vaghezza, perché è tempo per una agenda concreta e realistica, che cambi radicalmente le aspettative e dia fiato alla parte migliore della PA. Cinque sfide quindi, che si possono mettere sul tavolo e vincere nel giro dei diciotto mesi che i più ottimisti indicano come tempo massimo di scadenza dell’attuale esecutivo. Eccole...

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Riordino territoriale e dipendenti provinciali: attenzione a paralizzarci per false paure

Il ridisegno delle province come enti di secondo livello, presente nel ddl Delrio, trova importanti consensi, ultimo ieri quello delle Camere di Commercio che sono parte in causa nella governance territoriale, ma anche grandi opposizioni. Tra queste quella dei dipendenti provinciali mi sembra la meno giustificata. Se si riuscirà a fare una buona riforma essi non potranno che giovarsene, le funzioni di area vasta ne usciranno, infatti, rafforzate e il loro ruolo sarà più importante in un grande centro di servizi per i comuni che in un ente dal profilo incerto e guidato da una politica oggettivamente “minore”.

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Il topo che mangiava i gatti

Lettera aperta al nuovo Governo perché torni al piano della realtà. Ora che abbiamo visto di tutto nel teatro della politica, tutto diventa possibile. Persino rimettere mano alla macchina pubblica, ma dobbiamo avere idee chiare su dove vogliamo arrivare e su quale sia la PA che serve a far ripartire il Paese, zavorrato dalle sue enormi emergenze che si chiamano lavoro, diritti, sviluppo sostenibile. La storia ci insegna che se non ci facciamo guidare dai bisogni reali dei soggetti reali (cittadini e imprese) entriamo nell’iperuranio delle norme esteticamente apprezzabili e politicamente accettabili, che però moltiplicano adempimenti e scambiano la carta con la realtà, come il topo che mangiava i gatti della bella favola di Rodari che tante volte ho raccontato ai miei figli e, molti anni dopo, al mio nipotino Marco. Per questo provo a incitare, in una lettera aperta, il nuovo e ad oggi ancora non definito Governo a muoversi su alcune direttrici precise.

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Dirigenza pubblica: le tentazioni del nuovo Ministro

Caro Ministro, anche se ancora non ti conosco e neanche so a che schieramento politico farai riferimento, voglio bruciare i tempi e metterti da subito in guardia contro alcune delle principali tentazioni che aleggiano su Palazzo Vidoni, che io bazzico ormai da tanti anni, soprattutto quando si parla di dirigenza pubblica. Non è tutta farina del mio sacco: ieri abbiamo riunito proprio a Palazzo Vidoni un centinaio tra chi, professori e dirigenti della PA centrale e locale, ha passato tutta la sua vita lavorativa cercando di contribuire alla riforma della PA e gli abbiamo chiesto se aveva ancora un senso parlare di management pubblico. Ne è uscito un quadro di grande interesse che è alla base, caro Ministro, di questi mie considerazioni e che fa riferimento anche ad un documento di Mauro Bonaretti che trovi in questo stesso editoriale.

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