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Manovra finanziaria 2011: cosa cambia per il pubblico impiego

Il sito www.lavoce.info ospita questa settimana un articolo di Giuseppe Pisauro, Professore di Scienza delle finanze all'Università “La Sapienza” di Roma, che offre un utile specchietto su come il Decreto 75/2010 (la manovra correttiva alla Legge Finanziaria del 2010) influirà sul pubblico impiego: retribuzioni, assunzioni, tagli.

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Impiegati pubblici sempre più digitali: la ricerca presentata a FORUM PA

Per il 75,1% dei lavoratori del settore pubblico, il proprio lavoro dipende interamente dal computer e non sarebbe concepibile lavorare senza: un dato più basso rispetto a quello del settore privato, in cui a pensarla così è l’86,4% dei dipendenti, ma che rivela come anche i dipendenti pubblici siano sempre più “digitali”. I dati emergono da una ricerca realizzata da GPF Spa per la Camera di Commercio di Roma, con l'obiettivo di indagare la percezione dell’informatizzazione e dei nuovi media da parte dei dipendenti pubblici. La ricerca è stata presentata oggi a FORUM PA 2010 nell'ambito del convegno "L'innovazione comincia dalle persone. La gestione delle risorse umane nella PA". 

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Le fonti normative del rapporto tra legge e contrattazione nel pubblico impiego

Gianfranco D’Alessio analizza le fonti normative riguardanti gli ambiti del rapporto di lavoro del pubblico impiego regolati dalla legge e quelle che ridefiniscono il ruolo della contrattazione. La sua conclusione è che dopo il D.lgs. 150/09 rimanga un impianto complessivamente legato alla contrattazione, ma che i suoi confini siano più limitati sia in termini di principio che in concreto attraverso una serie di specifiche disposizioni.

Focalizzazione delle funzioni e reversibilità della spesa pubblica per la competitività

Partendo dall’esperienza della sua Regione, Andrea Garlatti propone di concentrarsi sulle condizioni operative abilitanti l’applicazione dei principi della riforma Brunetta, con l’obbiettivo di una maggiore competitività dell’intero Sistema Paese. Per evitare l’acuirsi della conflittualità, che porterebbe ad una mera applicazione formale dei principi di merito e selettività, Garlatti sottolinea l’importanza dei momenti di condivisione e composizione degli interessi dei diversi attori del pubblico impiego.

Il rafforzamento delle responsabilità datoriali dei pubblici dirigenti

Antonio Naddeo conduce il confronto tra esperti di dottrina, dirigenti, rappresentanti politici ed esponenti sindacali sui rapporti tra legge e contrattazione dopo la riforma del pubblico impiego introdotta dal D.lgs. 150/09. La sua analisi si concentra sul ruolo della legge nell’incentivare la dirigenza a svolgere correttamente le funzioni del datore di lavoro, considerando ancora, però, la contrattazione collettiva nazionale e la contrattazione integrativa come capisaldi della gestione del rapporto di lavoro.

L’indebolimento del ruolo della contrattazione per effetto del D.lgs.150/09

Michele Gentile sostiene che la riforma Brunetta ha reso del tutto residuale il ruolo della contrattazione ed evidenzia le contraddizioni di una riforma che presuppone i contratti collettivi nazionali senza che venga affrontata la stagione del rinnovo contrattuale. Più che di una ri-pubblicizzazione – dice Gentile – si tratta di una situazione nella quale sul rapporto di lavoro di natura “privatistica” vengono a cadere regole che impediscono la possibilità di definire in modo condiviso questioni che riguardano le condizioni del lavoro pubblico.

La contrattazione come elemento indispensabile per l’applicazione della riforma del pubblico impiego

Paolo Pirani riconosce al D.lgs. 150/09 il merito di aver introdotto il criterio della responsabilizzazione del dirigente, ma pone una serie di punti interrogativi sull’efficacia della sua attuazione. In primis invita a porre l’attenzione sulla sua perdita di valore in caso di blocco della contrattazione, poi sottolinea come l’inverarsi del processo di modernizzazione organizzativa e produttiva della PA sia condizione necessaria per un’effettiva riforma basata sulle performance.

Imparare dagli errori del passato per rilanciare il lavoro pubblico

Govanni Valotti, autore del libro Fannulloni si diventa, parte dai fattori di maggiore criticità del presente (scarsa produttività e problemi di distribuzione, qualità e intensità del lavoro pubblico) per analizzare le cause che li hanno generati e proporre una riqualificazione basata sulla selettività degli incentivi, sulla definizione dei compiti tra gestione e contrattazione e sull’utilizzo del contratto come strumento per attuare un'efficace politica del personale. 

Prevenzione del contenzioso: Gestione associata interprovinciale di funzioni- Disciplina relazioni sindacali, servizio ispettivo – 50 Comuni associati

Il Comune di Cesena è il capofila del progetto che ha portato alla creazione di un ufficio associato con il compito di prevenire e gestire i contenziosi di lavoro. Sviluppato da una proposta lanciata dall'Unione dei Comuni della Bassa Romagna, recepita e patrocinata da Anci Emilia Romagna, il nuovo ufficio è diventato operativo all'inizio del 2010 e offre già il proprio servizio a circa 50 enti locali del territorio compreso in sei delle nove province dell'Emilia Romagna, da Piacenza a Rimini.

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Fonti e conseguenze giuridiche della nuova responsabilizzazione del dirigente pubblico

Comparando il D.lgs. 150/09 con gli ultimi vent’anni di produzione legislativa per la riforma della PA, Simonetta Pasqua analizza nel dettaglio le fonti normative della nuove funzioni disciplinari e dirigenziali introdotte dalla riforma Brunetta, si focalizza sulla nuova configurazione della responsabilità disciplinare del dirigente, e analizza la questione dell’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione disciplinare mettendola in relazione con i processi di valutazione del personale.