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La PA, gli esuberi e il futuro incerto. Anzi: precario

Un articolo del professor Verbaro si presta ad alcune considerazioni, anzitutto quella che stiamo per avvicinarci ad un momento di cambiamento epocale per la Pubblica amministrazione italiana, alle prese – stavolta ineludibilmente – con le eccedenze di personale da risolvere. Saranno presto 15mila i dipendenti coinvolti: a loro potrebbero toccare due anni di mobilità, con lo stipendio ridotto all’80% del totale. E poi?

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Giovani, riforme e riformisti

Tra le tante notizie brutte o discrete (le buone sono veramente rare) che ci bombardano in questi giorni di bilanci di fine d’anno, una mi sembra più di altre meritare una riflessione approfondita: l’OCSE, nell’ultima rilevazione, indica per l’Italia una occupazione giovanile che cala ancora e ci pone al penultimo posto nell’area OCSE. Insomma l’Italia non è più un Paese per i giovani e quel che è peggio, ci stiamo rassegnando a questo. Credo che se al 31 dicembre vogliamo guardare al dibattito sulle riforme fatte o mancate dobbiamo ripartire da qui: dalle centinaia di migliaia di giovani che rischiano di essere derubati di un posto attivo, di un futuro dignitoso, di una speranza di inserimento.

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Il merito, l'innovazione e la PA dimenticata.

Un'interessante riflessione di Luigi Massa, già direttore generale del Comune di Napoli, sul lavoro pubblico: tra meritocrazia assente e mancanza di turn over, il quadro è desolante. Ma qualche possibilità per risollevare gli animi e la qualità del lavoro ci sarebbe, sempre che a qualcuno interessi.

 

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Ricambio generazionale e problemi di programmazione all’interno degli enti locali

Portando come esempio l’esperienza del Comune di Cagliari, la relazione si sofferma sul problema dell’innalzamento dell’età media dei dipendenti e sul tema del ricambio generazionale come strumento di innovazione all’interno della PA e analizza, in particolare, il problema della programmazione degli enti locali e degli ostacoli che questa incontra. Farris sottolinea come, a fronte di misure di contenimento e razionalizzazione della spesa pubblica sostanziate in un blocco delle assunzioni, non si sia offerto un modello organizzativo agli enti locali.Leggi tutto

Gli ostacoli al rinnovamento nella PA locale e i possibili rimedi

Come è nata l’idea di lanciare un progetto organico per il ricambio generazionale all’interno della PA locale del mezzogiorno, che possa dare il via a una stagione di riforme e innovazione? La riflessione sulla classe dirigente italiana (una delle più vecchie d’Europa, per non parlare poi del confronto con gli Stati Uniti) e sul fatto che in Italia i giovani non sono valorizzati si è accompagnata al bilancio dell’esperienza del Progetto RIPAM e alle istanze di chi ha partecipato a quel percorso formativo.Leggi tutto

Il ricambio generazionale come strategia per una PA più efficiente

Il vero problema della PA italiana è la sciagurata politica del blocco del turn over. A sostenere con forza questa posizione è Pasquale Chieco, che fa l’esempio della Regione Puglia, in cui ci sono poco più di tremila dipendenti e la spesa per il personale si colloca nella media nazionale, ma l’età media del personale è di 53 anni (più di 2000 unità hanno tra 50 e 60 anni). Ecco, quindi, che il problema non è tanto e soltanto la modalità di reclutamento del personale: il problema a monte è riuscire a consentire nuovi accessi all’interno della PA.Leggi tutto

Reclutamento e gestione del personale per una PA efficiente

Come reclutare il personale per rispondere all’obiettivo di una maggiore efficienza della Pubblica amministrazione? La ricetta, secondo Naddeo, è molto semplice: bisogna tornare al concorso pubblico. Questa è anche la ricetta del Progetto RIPAM, che si basa essenzialmente su un concorso pubblico e su una formazione iniziale. Una ricetta che negli ultimi anni è stata un po’ dimenticata, nonostante ci sia un principio costituzionale che garantisce la selezione e l’ingresso nella PA tramite concorso pubblico.Leggi tutto

Il piano di ristrutturazione aziendale del Comune di Napoli

Riduzione del numero dei dipendenti, riduzione dell’età media e aumento del livello di professionalità: questi gli obiettivi del piano di ristrutturazione aziendale del Comune di Napoli presentato dal suo direttore generale. Nella presentazione, i dati relativi alle fasce d’età dei dipendenti dell’amministrazione a fine 2008 (il 70 per cento sopra i 50 anni), alle categorie di impiego e alla spesa dell’amministrazione per il personale. Da qui, l’ipotesi di ristrutturazione che dovrebbe portare alla fine del processo (nel 2014) a una riduzione della spesa di oltre 85 milioni di euro l’anno.Leggi tutto

L’esperienza RIPAM nel Comune di Napoli

L’intervento è una testimonianza diretta dell’attività portata avanti all’interno del Comune di Napoli dal personale selezionato e formato attraverso il Progetto RIPAM. A dieci anni dall’ingresso di questo personale all’interno dell’amministrazione partenopea, si può constatare come i servizi più innovativi del Comune siano stati messi a punto proprio dagli uffici a più alta concentrazione RIPAM: per esempio il SISVAL - Sistema di valutazione delle prestazioni dirigenziali introdotto nel 2003, oppure il Sistema informativo territoriale SIRET creato nel 2006.Leggi tutto

Il Progetto RIPAM nel Comune di Napoli: bilancio e limiti di un’esperienza decennale

Nel 1999 entrano nel Comune di Napoli 218 persone selezionate e formate attraverso il Progetto RIPAM. In seguito, tra il 1999 e il 2009, con il Progetto Diogene vengono assunti altri 105 idonei ai concorsi RIPAM, attingendo dalle graduatorie aperte. Sono, quindi, in tutto 323 i ripam assunti dal Comune di Napoli in dieci anni: si tratta del 23% del totale dei ripam assegnati alle PA. Un numero che, tuttavia, non è stato sufficiente per trasformare in maniera radicale l’ente.Leggi tutto