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Creative Cities vs Smart Cities. Il ruolo delle tecnologie

L’urbanista  Charles Landry è uno dei maggiori esperti mondiali sull’uso della creatività e dell’immaginazione per la rinascita delle città, con lo scopo di aiutarle a scoprire le loro specifiche risorse e a raggiungere il loro potenziale, diventando così più resilienti, autostenibili e future proof. A Smart City Exhibition 2012 Landry ha tenuto il key note introduttivo all’interno dell’assemblea plenaria “Human-driven Smart Cities: le persone come elementi chiave per l’innovazione”. Pubblichiamo la registrazione integrale del suo intervento.

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Smart city: si ma come?

Nell’ambito della collaborazione con lo Studio Legale Lisi, presentiamo un articolo in cui viene esaminata la normativa predisposta per regolamentare lo sviluppo delle comunità intelligenti, attualmente in attesa di conversione. Una normativa che, sottolinea Simonetta Zingarelli, appare ambiziosa e dettagliata, sia nel disciplinare i compiti dell’Agenzia per l’Italia digitale sia nel descrivere le principali caratteristiche delle comunità intelligenti, ma di cui si deve ancora mettere alla prova l'effettiva realizzabilità in tutte le diverse realtà del nostro Paese.

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Human Smart City

Human Smart City è un concetto emergente che restituisce una visione della Smart City - attualmente dominata dalle infrastrutture tecnologiche – dal punto di vista dei cittadini e della comunità. Verrà presentato e discusso il 30 ottobre alla Smart City Exhibition 2012 durante due sessioni dedicate dal titolo: “Meet the Cities” (mattina) e “Human-driven Smart Cities: le persone come elementi chiave per l'innovazione”(pomeriggio).

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Dati territoriali come Linked Open Data: il modello Emilia-Romagna

Un ruolo rilevante nella Smart City è rivestito delle informazioni geografiche e dai sistemi a supporto dell'integrazione di fonti dati esterne ed interne alla pubblica amministrazione con il territorio. I dati geografici pubblicati dagli enti locali sono gli Open Data più utilizzati dalla rete perché permettono la geolocalizzazione di altre informazioni pubbliche, così come di dati provenienti da banche dati private. Per contribuire alla realizzazione del modello di Smart City, la Regione Emilia-Romagna, in collaborazione con Sinergis, società di Dedagroup ICT Network, e Planetek Italia, ha sviluppato GetLOD: una soluzione innovativa che consente, in maniera automatica, di rendere disponibili come Open Data e come Linked Open Data dati e metadati gestiti dall’infrastruttura di dati territoriali, facilitandone così l’aggregazione con altri dati, l’elaborazione e l’analisi.

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Conclusa la selezione dei progetti Smart Cities & Communities del MIUR: 200 milioni di euro per 8 progetti

Arriva a definitiva conclusione la selezione dei progetti presentati nell’ambito del bando Smart Cities and Communities dedicato alle Regioni del Mezzogiorno. Come promesso dal Ministro Profumo i tempi sono stati molto più brevi del solito e lunedì scorso (9 ottobre) i provvedimenti di assegnazione delle risorse sono stati consegnati agli otto progetti vincitori. Avviati, dunque, i finanziamenti per 200 milioni di euro.

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L’impegno del Governo per le città: piano città, smart city, città metropolitane e un ministro delegato. Parola di Monti

Il Presidente Monti, lo scorso 4 ottobre, nella riunione dell’Intergruppo parlamentare per l’Agenda Urbana, ha confermato il grande impegno del Governo per le politiche urbane, centrandolo sui tre pilastri del “piano città”, delle smart city e della costruzione delle città metropolitane e ha delegato il Ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca a coordinare le politiche per le città e a sovraintendere al neonato Comitato Interministeriale per le Politiche Urbane, istituito dal recente decreto sviluppo dell’agosto scorso. Ma leggiamo insieme le parole del Presidente del Consiglio così come le ho direttamente raccolte nella sala della riunione.

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Innovazione sociale: largo agli innovatori

Social innovation è un’etichetta che si mette convenzionalmente intorno a quelle strategie, quelle soluzioni, quegli strumenti che le persone stanno creando per rispondere alle grandi sfide del nostro tempo. La definizione data nel Libro bianco sull’innovazione sociale[1] dice: “definiamo innovazioni sociali le nuove idee (prodotti, servizi e modelli) che vanno incontro ai bisogni sociali e che allo stesso tempo creano nuove relazioni sociali e nuove collaborazioni. In altre parole, innovazioni che sono sia buone per la società sia che accrescono le possibilità di azione per la società stessa”.

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Diventare Smart? L’Italia non ce la farà se non investe (50 miliardi l’anno)

Quanto costa far evolvere il nostro sistema paese verso una modalità più intelligente? Tanto! Ma costerà sicuramente molto di più non cogliere questa opportunità. Un recente rapporto mette nero su bianco le cifre, proponendo anche qualche consiglio pratico per costruire una visione strategica nazionale.

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Smart city, dove i bit si fondono con gli atomi delle case e delle strade, ma gli uomini restano al timone

Cittalia - Fondazione ANCI ricerche ha appena pubblicato l’e-book “Il percorso verso la città intelligente”, un testo a molte mani che punta ad offrire uno spaccato dell’attuale dibattito italiano sul tema delle smart cities. All’interno del volume trova spazio anche il paper di Claudio Forghieri, Direttore di Smart City Exhibition (Bologna 29-31 ottobre), che presentiamo con piacere.

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Facile la vita in E-stonia!

Reduce da compilazioni di 730 & co, più di qualcuno di efficienza e qualità della vita legate alla “e” dei miracoli non ne vorrà sentire. Da più di un decennio, infatti, piani e promesse di e-gov si rincorrono e scivolano, spesso senza scandalo, attraverso i corridoi sovraffollati degli uffici pubblici. E ora che l’attenzione si sposta su città e intelligenza territoriale c’è il rischio di perdere completamente la visione nazionale dell'e-government italiano. Bene, se anche così fosse a guardare l’Estonia si direbbe che niente è perduto. In piena crisi anni ’90, la piccola Repubblica (ex sovietica) ha elaborato un modello "post-industriale" di e-gov. Così, assicurano a Tallin, è nata l’E-stonia, dove (per dirne una) il 94% dei contribuenti compila la dichiarazione dei redditi on line.

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