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Poca meritocrazia, stipendi non adeguati ma forte senso di appartenenza: le valutazioni dei dipendenti della PA

L’ANAC – Autorità nazionale AntiCorruzione e per la valutazione e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche pubblica il rapporto sui risultati delle indagini, effettuate dagli Enti nel periodo 2013/2014, sul livello di benessere organizzativo, il grado di condivisione del sistema di valutazione e della percezione del proprio superiore da parte dei dipendenti della pubblica amministrazione. Un documento che dà conto, a sette mesi dall’avvio della procedura web di rilevazione, della situazione e rileva un diffuso interesse tra le amministrazioni per tali indagini, ma anche un disagio da parte dei dipendenti se si parla di equità della retribuzione, crescita professionale e meritocrazia.

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E se i fannulloni fossero persone sotto stress lavoro-correlato? La circolare del Ministero del Lavoro

Le risorse umane sono al centro. Dell’innovazione, del cambiamento organizzativo, dell’intero processo di riforma della PA. Così dicono, ultimamente un po’ tutti. Dai guru dell’economia a quelli del management pubblico. I tecnici e gli appassionati della materia concordano. Si tratta di un “trend da conferenza” o qualcosa succede negli uffici? Mentre sul tasso di “retorica frizionale” stendiamo un velo (pietoso), segnaliamo che dal 31 dicembre, di fatto, parte l'obbligo di valutazione dello stress lavoro-correlato per tutti i datori di lavoro pubblici e privati. Nei giorni scorsi il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha diffuso una Circolare per entrare nel metodo. Leggendola, scopriamo che qualcosa, negli uffici pubblici, potrebbe accadere.

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La centralità delle persone per la qualità dei servizi pubblici

La distinzione concettuale che maggiormente differenzia i servizi pubblici da quelli privati, indipendentemente da logiche meramente economiche o legate al profitto, è la loro “necessità sociale”: al di là di una buona o di una cattiva gestione, i servizi pubblici devono comunque esistere, finalizzando il facere, ovvero la produzione di beni e servizi, al soddisfacimento di un bisogno rilevante per la collettività.

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Valutare si può. Un'esperienza concreta

How long will it take?

Foto di MrClementi

Troppo poco spesso le risorse umane della PA sono ben gestite, ben motivate, ben valutate e valorizzate. Eppure le esperienze positive in cui una pubblica amministrazione è riuscita ad auto-organizzare le proprie strutture e a darsi degli obiettivi misurabili, raggiungendo risultati di miglioramento riconosciuti in maniera oggettiva, sono diverse, sia per quanto riguarda gli enti locali, uno su tutti il Comune di Bolzano di cui ci siamo occupati diverse volte, sia per quanto riguarda le amministrazioni centrali. Proprio su una di queste vorremo concentrare la nostra attenzione oggi: l’Ufficio Responsabile dei Sistemi Informativi Automatizzati della Corte dei Conti, protagonista di un’esperienza interessante condotta con estrema serietà e competenza di cui siamo venuti a conoscenza partendo da una segnalazione sul nostro sito.

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La (non)comunicazione nell’era dei fannulloni

speech

by Tim Morgan

Rovesciamo la prospettiva dell’editoriale: se chiarezza, tempestività e trasparenza di informazione sono fondamentali per i cittadini, quanto più – e prima - devono esserlo per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni? Il campanello d’allarme, ancora una volta, arriva dai commenti dei nostri lettori che aprono un altro fronte sul tema PA: per una volta non rapporto PA/cittadini, ma PA/impiegati, l’asse si sposta dalla customer satisfaction alla employee satisfaction.

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