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E-health: la strada per l’innovazione passa dall’incontro tra pubblico e privato

La Sanità elettronica è uno dei punti centrali dell’Agenda digitale europea, che fissa al 2015 il termine per mettere a sistema i principali obiettivi, come l’accesso on line da parte di tutti i cittadini ai propri dati sanitari. Finalmente anche in Italia, con il Decreto Crescita 2.0 è stato tracciato un percorso per l’Agenda Digitale, che potrebbe da un lato rappresentare una leva di straordinaria efficacia per semplificare e migliorare i servizi offerti ai cittadini, dall’altro per aprire nuovi spazi di mercato alle imprese innovative. Diventa quindi sempre più urgente l’avvio di un confronto organico e non occasionale tra domanda e offerta, tra pubblico e privato, tra aziende e decisori, tra centro e periferia. Proprio in quest'ottica si terrà il 5 dicembre a Torino la Conferenza dei direttori di Federsanità Anci: oltre 80 decisori della sanità pubblica incontreranno le aziende Ict del territorio all’interno di TOSM, evento della Camera di commercio e dell’Unione Industriale torinese, organizzato da Fondazione Torino Wireless con la collaborazione di Ceipiemonte e di FORUM PA.

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Patient empowerment attraverso la comunicazione web. Due buone pratiche

Come evidenziato da Thomas Schael nel contributo “Andare incontro ai bisogni del cittadino. Dalla Customer satisfaction al Customer power in sanità”, la comunicazione in sanità, se ben gestita e focalizzata sui reali bisogni dell’utente, può trasformarsi in un ottimo strumento di marketing della salute in grado di soddisfare le esigenze di informazione del cittadino, offrire un canale di dialogo e di ascolto, proporre un utilizzo trasparente dei dati del singolo utente orientato all’erogazione di un servizio di qualità e supportare il cittadino nelle scelte di tutela della propria salute. Gli esempi di come si possa tradurre in concreto tutto ciò non mancano e, anzi, sono i filoni principali su cui le strutture sanitarie si stanno muovendo grazie all’introduzione delle nuove tecnologie.  Ve ne proponiamo due, individuati da un confronto con lo stesso Schael.

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Il moto circolare dell'innovazione nella sanità digitale

Un cosa è certa: o l'innovazione segue un moto circolare o non è sostenibile.
Questo è vero anche per le politiche di innovazione digitale in sanità. La tesi di Carlo Mochi Sismondi - Presidente FORUM PA, alla presentazione dei risultati dell'indagine LITIS - Livelli di Innovazione Tecnologica in Sanità, il 25 febbraio 2010, presso il Ministero della Salute a Roma.

 

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Un quadro futurista? Opinioni a confronto su un nuovo modello per la sanità digitale

Lo scorso 25 febbraio il Ministero della Salute ha ospitato un nutrito gruppo di rappresentanti della sanità italiana, dai vertici aziendali a quelli istituzionali, in un confronto sui risultati dell’indagine Livelli di Innovazione Tecnologica in Sanità – LITIS. Il quadro sintetico è “visivamente” sconcertante. Ciò che emerge dalla sua interpretazione lo è un po’ meno, ma non per questo può dirsi rassicurante. Carlo Mochi Sismondi ha così concluso: “Sanità digitale in Italia, avanti piano…ma con gli occhi aperti.”. Ripercorriamo i punti salienti di un’analisi a più voci.

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Sanità elettronica: in Italia avanti piano

Molte potenzialità di sviluppo, ma ancora pochi effetti sulla vita quotidiana di pazienti e operatori. Questo il quadro che emerge dalla Ricerca sui Livelli di Innovazione Tecnologica In Sanità (LITIS), realizzata da Federsanità ANCI, su incarico del Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l'innovazione tecnologica della Presidenza del Consiglio, in collaborazione con FORUM PA e con il supporto metodologico del CNR.

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Cat@hospital. Il CUP telematico nella Provincia di Catanzaro

Oltre 160 postazioni di accesso alla rete, tra Comuni, strutture sanitarie e farmacie. 180 referenti comunali, 60 dipendenti delle strutture sanitarie, 60 farmacisti, un numero crescente di medici di base. Un totale di 4.200.000 prenotazioni in circa 5 anni. Questi i numeri di cat@hospital, il sistema telematico di prenotazione di prestazioni sanitarie messo a punto dall’amministrazione provinciale di Catanzaro per ridurre le difficoltà di accesso in un territorio difficile e frammentato. Vediamo se e come ci sono riusciti.

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L'azienda sanitaria virtuale. Il progetto Partout Sanità della Valle d'Aosta

Il clima, l’orografia e l’assetto demografico di una regione di montagna non favoriscono l’efficienza del Servizio sanitario. Complice l'incremento di una serie di variabili - quali l'incidenza della popolazione anziana, l'accentramento delle funzioni sanitarie, l'aumento della mobilità passiva e della spesa sanitaria a parità di livelli di assistenza - la Valle d’Aosta si trova a fronteggiare una domanda socio-assistenziale più complessa che altrove. La conseguenza è in un costo della “sanità strutturale” al + 20% rispetto alla media nazionale e in una difficoltà maggiore nell’assicurare continuità e appropriatezza della cura. Cosa fare? La Regione Valle d’Aosta è partita dalla banda larga. Vediamo dove vuole arrivare con il progetto Partout Sanità.

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La dematerializzazione di un Registro speciale. L'esperienza del Galliera di Genova

Con un bilancio di 700 vite salvate ogni anno, oltre 370mila volontari iscritti, quasi 2 trapianti al giorno da non familiare e circa 4.500 trapianti da donatore non consanguineo effettuati in Italia, il Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo – IBMDR (Italian Bone Marrow Donor Registry) compie 20 anni di attività e si regala un'importante innovazione operativa.

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L'innovazione è nel consorzio. Gli sviluppi di Arsenàl.IT

Dal confronto tra gli innovatori emerge che l’innovazione, per essere sostenibile, deve divenire un attributo del sistema.
Parlando di innovazione nel Nord est italiano, abbiamo chiesto a Claudio Dario, presidente del Consorzio Arsenàl.IT, di raccontarci gli ultimi sviluppi del modello consorziale adottato per la sanità digitale in Veneto. Un modello che si è dimostrato decisamente sostenibile e lungimirante.

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Telemedicina oggi in Italia

Nonostante i progressi della tecnologia che consente collegamenti a larga banda a basso costo in molte zone di Italia e la disponibilità di apparecchiature medicali digitali in grado non soltanto di trasmettere immagini e segnali vitali a distanza, ma anche in alcuni casi di essere controllate in remoto, la telemedicina in Italia non è ancora molto diffusa. Tecnologia a parte, le condizioni per un suo sviluppo non mancano: ci sono alcuni centri di eccellenza, la maggior parte nel nord Italia, cui si rivolgono molti pazienti di altre regioni; il territorio italiano comprende zone non facilmente accessibili e comunque lontane dai maggiori presidi ospedalieri; i nostri connazionali amano viaggiare anche all'estero, dove trascorrono le vacanze in località a volte esotiche ma prive di strutture sanitarie di eccellenza.

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