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Amministrazione, i Comuni che costano di più

I costi di amministrazione rientrano in quelle spese che un Comune non può evitare di fare. Soldi da spendere per la gestione della Giunta, del Consiglio e del personale. Fra le grandi città, guidano Roma e Venezia, che spendono circa €700 pro capite all’anno.

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Periferie: margini che ribollono e brillano

Le periferie delle città italiane raccolgono un bacino demografico che supera il 60 percento della popolazione totale: masse inurbate che abitano margini di natura complessa. Sono realtà dense di problematicità ma anche di bellezza, come ha voluto sottolineare Renzo Piano. Ed è proprio sul destino di queste aree che oggi è necessario riflettere e investire perché rappresentano l’occasione di ripensare le città in tutta la loro interezza. Un’occasione unica per un paese che vive un momento di transizione istituzionale importante e non può permettersi di trascurare quanto già oggi sta accandendo di bello in questi luoghi sul confine. A seguire una riflessione che raccoglie spunti emersi dalle iniziative e dagli impegni degli ultimi mesi, di FORUM PA e non solo.

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Il costo dell’indebitamento per i Comuni italiani, la classifica da openbilanci

Non solo le nostre città accumulano debiti, ma soprattutto su questi debiti accumulano oneri finanziari non da poco. Fra le grandi città, Bari è di gran lunga quella che ne paga di più le conseguenze. A seguire Palermo e Catania. 

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The Future of Cities: tre passaggi per ri-generare il capitale sociale

Esistono ambienti e contesti che sono veri e propri ecosistemi in cui la crescita di capitale sociale viene stimolata e supportata. Il capitale sociale è un asset in grado di fare la differenza all’interno delle nostre città. Avremo quindi bisogno di nuovi strumenti e, necessariamente, nuovi meccanismi per misurare e accelerare la crescita di nuovo capitale sociale nelle realtà urbane del nostro Paese. Il primo passo da compiere è mettere a fuoco l’esistenza di “tre riduzionismi” che oggi ne compromettono lo sviluppo e la ri-generazione. In seguito, sfruttando la risposta innovativa e creativa che il momento attuale di crisi ci richiede, sarà necessario compiere “tre passaggi”, per cambiare paradigma ed abbracciare un altro orizzonte di significato della produzione del valore e dell’innovazione sociale in grado di generarlo. 

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Debiti dei Comuni, il macigno del passato

I debiti dei Comuni sono un peso enorme per i Sindaci di tutta Italia. Sono pochissime le città che riescono a smaltire con successo i residui passivi del passato. Fra le grandi città Torino e Padova le più efficienti, Napoli e Bari le meno virtuose. 

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E le città si coprirono di campagna...

L’edificazione spinta degli agglomerati urbani in cui viviamo sembra averci fatto perdere ogni relazione con l’ambiente naturale. L’impermeabilizzazione smodata del suolo urbano ha avuto e sta avendo importanti ricadute su innumerevoli aspetti del vivere in città. Secondo dati WWF in Italia l’urbanizzazione dal 1956 al 2001 è cresciuta del 500%. Tuttavia oggi assistiamo a un fenomeno interessante. Il verde sta lentamente tornando in città, anche in Italia. In alcuni paesi sembra addirittura che le città reclamino con forza il bisogno di stare in contatto con la campagna da cui, di fatto, dipendono intrinsecamente. OrtiAlti procede proprio in questa direzione: un progetto presentato a #SCE2014 che fa immaginare città più inclusive, vivibili e sostenibili.

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Comuni Stato-dipendenti, quelli che da soli non ce la fanno

Quanto i trasferimenti dallo Stato contribuiscono alle entrate totali di un Comune? Fra le grandi città, le siciliane sono le peggiori in Italia.  Messina, Palermo e Catania dipendono rispettivamente il 40%, 37% e 25% da soldi provenienti dallo Stato. 

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Open Street Map e lo Stivale: quanto sono collaborativi i territori in Italia?

Open street map, il progetto di mapping collaborativo completamente free ed open, può contare anche in Italia su una nutrita comunità di mappers che tengono aggiornati i dati della piattaforma e contribuiscono in modo collaborativo (e a volte creativo) al suo arricchimento. Grazie al contributo di Maurizio Napolitano (FBK di Trento e OKF) siamo andati a vedere come sono distribuiti sul nostro territorio i contributi di Open street map. Ne è uscita una curiosa classifica che mostra il valore che una communità attiva e partecipe ha per una città o un territorio su cui essa opera. Bologna e Roma al top.

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Collaborative mapping: se la mappa viene dal territorio…

In questi anni stiamo assistendo alla crescita di una nuova generazione di geografi, sono i mappers di OpenStreetMap: esperti GIS, informatici, ma anche ciclisti, blogger locali e semplici appassionati accomunati dal desiderio di collaborare alla più sorprendente mappa mundi di tutti i tempi. Il progetto raccoglie ogni giorno migliaia di contributi che permettono di dar vita a iniziative di empowerment della cittadinanza a progetti “umanitari” e anche prodotti commerciali. Maurizio Napolitano, tecnologo di FBK e ambasciatore della Open Knowledge Foundation (OKF), ci ha raccontato le peculiarità e potenzialità per i territori di questa mappa in fieri.

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Resilienza in città, ovvero della flessibilità urbana

Sentiremo parlare di resilienza dei sistemi urbani sempre più spesso perché è proprio in relazione a questo tema che si gioca la più grande sfida delle città intelligenti. Ma cosa si intende per resilienza? La cronoca di questi ultimi giorni ci mostra - se non ne avessimo già preso coscienza - che oggi dai cambiamenti climatici a quelli sociali, dalle pandemie alle carenze alimentari, i rischi da affrontare per le nostre città sono sempre più numerosi e complessi. In molte parti del mondo come anche nel nostro Paese, sono ormai diversi gli esempi in cui sono i cittadini a portare avanti azioni che, contribuendo al bene collettivo, li rendono attori di comunità resilienti. Una riflessione.

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