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Asili nido, i Comuni che spendono di più

Nel 2012 i grandi Comuni spendevano mediamente circa €70 per ogni cittadino in asili nido. Classifica guidata dal centro nord con Trieste, Roma e Venezia. Chiude il sud con Palermo, Napoli e Messina.

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Spesa sociale dei grandi Comuni: Italia a due velocità

Asili nido, ricovero per anziani, assistenza e riabilitazione: quanto si investe nei servizi sociali per i cittadini? Se al Nord si spendono intorno ai €300 pro capite, al Sud solo 100. Guida Trieste, chiude Napoli. 

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Welfare: scintille di cambiamento in casa nostra

In un momento di crisi e di cambiamenti radicali nel modo di gestire la cosa pubblica anche il sistema di welfare è chiamato a mutare. Il welfare prima inteso come spesa per un’assistenza passiva deve divenire un investimento sociale fornendo alle persone le risorse per re-inventarsi utilizzando la creatività, l’innovazione e la collaborazione civica. Nulla di impossibile, come dimostrano esempi avviati in ogni angolo del pianeta, dalla Florida a Milano.

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La diffusione del Compact inglese a livello locale

La versione originale del Compact - il documento che nel Regno Unito dal 1998 regola i rapporti tra terzo settore e pubblica amministrazione - si rivolgeva esplicitamente ai dipartimenti del governo centrale di Londra e gli uffici decentrati ad esso collegati presenti su tutto il territorio inglese. I governi locali non erano invece citati nel testo e, in linea teorica, non erano quindi interessati dalle previsioni inserite nel documento. Tuttavia è proprio a livello locale che si concretizzano la maggior parte delle relazioni intercorrenti tra organizzazioni del terzo settore e apparato pubblico – alcune rilevazioni parlano di una percentuale che oscilla tra il 70 e il 90% - ed è in questo contesto che le richieste provenienti dalla società civile possono essere percepite con maggiore chiarezza e immediatezza.

Con questo terzo contributo continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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Siamo a corto di risorse? C’è un Secondo Welfare che avanza

Da tempo si parla di crisi del welfare-state dovuta alla mancanza di risorse economiche e dalla difficoltà dello Stato di rispondere ai bisogni crescenti e diversificati dei cittadini. Il Secondo Welfare è la risposta a questa crisi perché è un terreno fertile di sperimentazione di modelli gestionali e finanziari nuovi, a partire dagli attori della società civile, che si mobilitano e si attivano a supporto dello Stato, e dalla collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore. Nei giorni scorsi è stato presentato il Primo Rapporto sul Secondo Welfare in Italia. Vediamo insieme i punti salienti.

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L’implementazione del Compact all’interno della pubblica amministrazione centrale

"Approvato nel novembre del 1998, il Compact rappresenta la realizzazione dell’impegno assunto da Tony Blair nel corso della campagna elettorale dell’anno precedente: coinvolgere attivamente il terzo settore nella realizzazione delle politiche sociali del Regno Unito. Per diversi anni, infatti, pur ricoprendo un ruolo socialmente ed economicamente importante, le organizzazioni del terzo settore (OTS) non hanno goduto di alcun riconoscimento formale da parte delle istituzioni pubbliche, rimanendo quasi sempre escluse dai tavoli decisionali legati allo sviluppo e implementazione delle public policies del Paese. Proviamo a comprendere come gli apparati del governo centraleabbiano progressivamente fatto propri i principi del Compact, sviluppando misure capaci di migliorare i rapporti istituzionali con le OTS e atti a sviluppare forme di collaborazione sempre più intense con tali realtà".
Continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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Il Compact inglese: obiettivi e principi dell'Accordo tra PA e terzo settore

Il Compact è un accordo che regola i rapporti tra pubbliche amministrazioni e organizzazioni del terzo settore (OTS) inglesi in tema di politiche sociali. Negli ultimi quindici anni, grazie alla sua natura flessibile e al pragmatismo degli attori coinvolti, ha contribuito ad un sostanziale miglioramento delle relazioni tra PA e OTS, favorendone la collaborazione in diversi ambiti e condizioni. Vediamo quali sono i principi stabiliti in questo documento e quali gli strumenti operativi predisposti per implementarli e farli rispettare.

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