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Formazione in Italia tra presente e futuro

Il mondo richiede sempre più spesso professionalità che l’Italia è raramente capace di offrire. I giovani emigrano per adeguare le proprie conoscenze ed esperienze alle richieste del mondo del lavoro, il quale ricerca più strette connessioni tra teoria e pratica. Nell’articolo si delinea, in sintesi, lo stato della formazione in Italia, offrendo dei punti di vista operativi e funzionali per adeguarla ai tempi. Continuiamo il nostro viaggio tra i modelli più adatti a formare le nuove generazioni di "cittadini digitali". Questa volta lo spunto ci viene da Pasquale Stefanizzi dell'Università del Salento e tra i responsabili dell'iniziativa "A scuola di impresa".

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Serve un nuovo modello educativo, l'educazione per la vita

È dal 1977 che in Italia non si registra un tasso di disoccupazione giovanile così elevato, oltre il 35 per cento. Il lavoro è finito? Come aveva predetto anni fa l’economista Jeremy Rifkin, c’è sicuramente un lavoro che è finito, quello legato alla carriera e agli scatti di anzianità, all’occupazione unica di tutta una vita. Insieme alle nuove generazioni, a partire dalla scuola, dobbiamo imparare ad essere job creator, il lavoro si crea. Ma come? Da dove cominciamo? Se è vero che i mestieri del futuro non esistono ancora, non bastono le competenze digitali. Serve un nuovo modello educativo e uno strumento per diffonderlo sul territorio, dal basso. Per questo abbiamo lanciato la Rete nazionale delle Palestre dell’Innovazione, per una cultura diffusa dell’educazione per la vita. Servono conoscenze, competenze e valori.

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Il pensiero computazionale tra i banchi di scuola: il progetto che ha coinvolto più di 200mila studenti

Programma il Futuro nasce a giugno 2014 come iniziativa di due docenti universitari, Enrico Nardelli dell'Università di Roma Tor Vergata e Giorgio Ventre dell'Università di Napoli Federico II, per fare entrare il coding in Italia nella Scuola dalla porta principale, ossia facendolo inserire nella normale pianificazione didattica delle classi. Il progetto è stato adottato dal MIUR nell’ambito del programma #labuonascuola e vede come partner ufficiale del Ministero il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, che unisce i docenti di Informatica di 39 università italiane.

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