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La valutazione nella pa non è morta, ma è molto grave

Che fine farà la Civit? La struttura esce profondamente cambiata dal Decreto approvato lo scorso 26 agosto dal Consiglio dei Ministri.  A tal proposito pubblichiamo una riflessione di Giovanni Urbani, esperto organizzazione e valutazione nella pa. In particolare Urbani si sofferma sullo spostamento di competenze dalla Civit all'Aran e sulle eventuali ripercussioni di questo cambiamento sul sistema di valutazione.

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Misurazione, accountability e crescita organizzativa

Misurare in una prospettiva organizzativa ampia. Valutare per ricostruire il senso dell’agire amministrativo. Nell’esperienza e nell’approccio di Vittorio Severi, Direttore Generale del Comune di Cesena il tema della misurazione è centrale nelle policy di governo del Comune. Un processo che ha molteplici interlocutori e che è anche una leva motivazionale importante se usata come mezzo per far riflettere le persone sul senso del proprio lavoro e sul contributo individuale alla qualità della vita sul territorio.

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La misurazione e i city managers

Misurazione e valutazione sono due cose diverse ed entrambi sono attuabili all’interno della pubblica amministrazione come hanno dimostrato in più occasioni gli enti locali. Questo è il concetto chiave dell’intervista a Michele Bertola, Direttore Generale del Comune di Imola e Presidente di ANDIGEL.

Il Decreto legislativo 150 da molto spazio al tema della valutazione, arrivando ad istituire un Autorità centrale per la valutazione, ma Bertola suggerisce di fare attenzione ai termini che si usano.

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Misurazione come cultura organizzativa. Gianfranco Baraghini ci racconta l’esperienza del Policlinico di Modena

“Misurare serve se c’è un centro di governo strategico. Dietro l’indicatore ci deve essere un progetto/obiettivo definito e pianificato. Occorre, in altre parole, avere un sistema di governo a partire dagli obiettivi”. Questa è una delle condizioni necessarie secondo Gianfranco Baraghini (Direttore dell’ufficio di Programmazione, controllo direzionale e sistema delle regole aziendali del Policlinico di Modena) affinché la misurazione delle performance sia davvero una leva di cambiamento e miglioramento organizzativo.

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Cento indicatori di performance. Renzo Caramaschi ci racconta il "caso" Bolzano

Il Comune di Bolzano ha avviato nel 2001 un percorso che ha portato, attraverso la definizione di un sistema di misurazione e di un set di indicatori, all’efficientamento dell’organizzazione e all’incremento della qualità dei servizi e della soddisfazione dell’utenza.

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Valutare si può. Un'esperienza concreta

How long will it take?

Foto di MrClementi

Troppo poco spesso le risorse umane della PA sono ben gestite, ben motivate, ben valutate e valorizzate. Eppure le esperienze positive in cui una pubblica amministrazione è riuscita ad auto-organizzare le proprie strutture e a darsi degli obiettivi misurabili, raggiungendo risultati di miglioramento riconosciuti in maniera oggettiva, sono diverse, sia per quanto riguarda gli enti locali, uno su tutti il Comune di Bolzano di cui ci siamo occupati diverse volte, sia per quanto riguarda le amministrazioni centrali. Proprio su una di queste vorremo concentrare la nostra attenzione oggi: l’Ufficio Responsabile dei Sistemi Informativi Automatizzati della Corte dei Conti, protagonista di un’esperienza interessante condotta con estrema serietà e competenza di cui siamo venuti a conoscenza partendo da una segnalazione sul nostro sito.

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La (non)comunicazione nell’era dei fannulloni

speech

by Tim Morgan

Rovesciamo la prospettiva dell’editoriale: se chiarezza, tempestività e trasparenza di informazione sono fondamentali per i cittadini, quanto più – e prima - devono esserlo per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni? Il campanello d’allarme, ancora una volta, arriva dai commenti dei nostri lettori che aprono un altro fronte sul tema PA: per una volta non rapporto PA/cittadini, ma PA/impiegati, l’asse si sposta dalla customer satisfaction alla employee satisfaction.

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Misurare e connettere: due esigenze imprescindibili per la Pubblica Amministrazione

Reading at Seattle Library on Tetris Chairs

by Christopher Patterson

Dal 12 al 14 giugno scorso a Milano si è tenuta, sotto il coordinamento dell’Università Bocconi  la 4° conferenza Transatlantic Dialogue, che ha raccolto 145 studiosi europei e americani di pubbliche amministrazioni, chiamandoli a confrontarsi sui temi del management pubblico.Su “Via Sarvatti25.it”, il notiziario web dell’Università Bocconi, qualche giorno fa è stato pubblicato un resoconto interessante: uno scambio di battute tra Marc Holzer, della Rutgers school of public affairs and administration di Newark (USA) ed Elio Borgonovi, docente di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche alla Bocconi.

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Non solo Brunetta: mille modi di parlare di valutazione nella PA

Teddy Bear Manager

by Will Pate

La valutazione, oggi, è il tema centrale: valutazione come esigenza organizzativa, come bisogno individuale di riconoscimento, come attribuzione di responsabilità al management pubblico. L’editoriale pone interrogativi importanti a partire dalle due diverse proposte di emendamento al Disegno di Legge AS 847 – presentate dal Ministro Brunetta e dal Prof. Ichino – per la costituzione di un organo più o meno indipendente che agisca da “garante” della corretta valutazione all’interno delle pubbliche amministrazioni. Le due proposte giungono a compimento di una riflessione più ampia, cominciata proprio nei giorni e sui tavoli di lavoro di FORUM PA 2008, dove per la prima volta il Ministro Brunetta ha lanciato la sua campagna di rinnovamento del pubblico impiego, a partire dai suoi vertici,  quella che in modo semplicistico continuiamo a chiamare “lotta ai fannulloni” e che tanto ha animato il dibattito pubblico in questi ultimi mesi.

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Politiche retributive e lo stile “Maradona”. Appunti di conversazione con un Direttore del Personale.

the stairs

by midori.no.kerochan

La segnalazione ci è arrivata attraverso un commento sul nostro sito: a proposito di buoni esempi, perché nessuno parla dell’Agenzia del Territorio? Non sembrava il solito “a caccia di visibilità”, ma la voce di chi conosce la propria struttura e la vive quotidianamente negli aspetti di servizio e in quelli organizzativi. Siamo andati a verificare con il Direttore centrale per le Risorse umane, Giovanni Imbucci, che ci ha parlato di trasparenza, produttività, coinvolgimento, clima organizzativo e di stile “Maradona”. Scusi, ma che c’entra Maradona?

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