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A ciascuno il suo Open data. Quello italiano viaggia in bottom up

A ciascuno il suo Open data, verrebbe da dire. Infatti, se da un lato assistiamo ad una spinta diffusa per la messa on line di dati pubblici in formato aperto, dall’altro rileviamo che di contesto in contesto mutano gli output e i modelli adottati. Nel momento in cui l’Italia sembra allinearsi “ufficialmente” all’ondata open data già dilagante in Europa, ci siamo chiesti se c’è e quale è il modello italiano. Ne parliamo qui con Anna Cavallo, CSI Piemonte. Non solo perché Regione Piemonte è stata la prima amministrazione a mettere on line dati in formato aperto, ma anche e soprattutto perché dati.piemonte.it si è rivelato, ad oggi, il centro nevralgico di un importante percorso di avanzamento dell’open data sui territori italiani (ed è proprio il caso di usare il plurale). 

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#opengovitalia. Oggi alle 12 la conferenza stampa su "Operazione Open Government: dati aperti e App"

Oggi alle ore 12, si terrà a Palazzo Vidoni una conferenza stampa dal titolo: “Operazione Open Government: dati aperti e App”.
Tra gli interventi, segnaliamo i Ministri Renato Brunetta, Michela Vittoria Brambilla e Mariastella Gelmini nonché i Presidenti di INPS Antonio Mastrapasqua, di INAIL Marco Fabio Sartori, di Istat Enrico Giovannini, di Formez Pa Carlo Flamment e il Direttore generale di INPDAP Massimo Pianese.

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Open Government e Open Data, la prospettiva e la speranza italiana

La diffusione dell'Open Data in Italia sta riproducendo dinamiche simili a quelle che hanno portato alla nascita della telematica pubblica. Un primo nucleo di sperimentatori, di innovatori, di associazioni e di volontari insieme, spesso, alla lungimiranza di alcuni enti locali, permise allora la realizzazione delle prime reti civiche creando la cultura e la prassi necessaria che poi hanno permesso la nascita e la diffusione della telematica pubblica nella forma che oggi conosciamo. Un analogo processo, seppur dai ritmi più sostenuti, sta finalmente portando anche l'Italia ad allinearsi con le esperienze internazionali volte a rendere accessibili e riutilizzabili i dati raccolti e prodotti dalle pubbliche amministrazioni.

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Apps for Italy: al via il primo contest italiano per applicazioni create dai dati pubblici aperti

20.000 euro in palio per la migliore applicazione per smartphone o web realizzata da privati (cittadini o imprese) a partire dai dati pubblici messi a disposizione dalle amministrazioni. È il “contest” AppsforItaly lanciato dal basso da una serie di associazioni che si battono per la cultura dell’open data e “sponsorizzato” dal Ministero per la PA e l’Innovazione.

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È on line il portale degli open data dell’Emilia-Romagna

Su dati.emilia-romagna.it è disponibile da oggi una prima serie di dati aperti, che verranno incrementati in maniera costante.

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Dati aperti, politica e democrazia: il caso dei bocciati del MIUR

Se i dati dei bocciati nella scuola statale forniti dal Ministero dell’Istruzione sono taroccati come dice Repubblica o sono solo “parziali” come dice il Ministero è senz’altro importante, ma non modifica di una virgola il mio ragionamento. Ad oggi l’opinione pubblica non ha dati certi su un elemento così importante per un Paese come il risultato scolastico, non della tornata di scrutini appena finita, ma di quella dell’anno scorso, del 2010. I dati pubblici non sono del Ministero che li dà a chi vuole e come vuole, sono dei cittadini...

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Enel si converte all'open data e pubblica tutti i suoi dati in formato aperto

Tutti i dati economico-finanziari del gruppo e quelli relativi alla sostenibilità resi disponibili dall'Enel in formato open data, scaricabili in diversi formati senza vincoli di elaborazione né di utilizzo commerciale. Si tratta del primo caso di un'azienda privata in Italia.

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Legge 104, open data e controllo sociale

La legge 104, quella che prevede permessi per assistere familiari affetti da handicap o da malattie invalidanti, accende da sempre gli animi. Il tema ha totalizzato sul nostro sito già oltre 300.000 lettori, più di 3.000 commenti e un’attenzione sempre costante da quando tre anni fa Brunetta cominciò ad occuparsene. È una testimonianza certa che lì c’è un nervo scoperto: basta leggere  i vostri interventi per aver chiara la forte polemica che sussiste tra chi difende i propri diritti e rivendica un’attenzione dello Stato alla propria condizione di fragilità e bisogno e chi denuncia abusi e soprusi in nome di un’assistenza a volte solo evocata, più che effettivamente svolta. Di fronte a questo stato di cose vederci chiaro era difficile: i dati che c’erano erano nebulosi e aggregati in macro categorie di enti, i confronti erano impossibili. Ora la nebbia in buona parte si dirada e possiamo esaminare il fenomeno in ogni dettaglio. Il cosiddetto "collegato lavoro"della fine del 2010 ha, infatti, introdotto l'obbligo della comunicazione al Dipartimento della Funzione Pubblica dei dati relativi ai permessi fruiti dai dipendenti pubblici in base alla legge 104.

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Una strategia per diffondere l'open data

Open data come misura per il rilancio dell’economia. Una ricerca realizzata dalla Scuola sant’Anna di Pisa propone sette linee di azione per impostare correttamente un “governo” dei dati aperti. Ne abbiamo discusso con Marco Fioretti, curatore della ricerca.

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Opendata.eu si avvicina. Pubblicato il bando di gara per la sua realizzazione

All’indomani del rilascio del Piano di azione europeo per l'eGovernment 2011 – 2015  quello sui dati pubblici (PSI) era stato indicato tra i capitoli più innovativi da analisti e attivisti della rete. Tra le azioni previste, l’apertura di un portale europeo Open data che permettesse l’acquisizione e il riuso dei dati “in possesso” della Commissione. Ci siamo? Quasi. Ieri è stato pubblicato il Call for tenders per la realizzazione (e non solo) del portale europeo degli Open data. E se riuscissimo a superare l’antesignano data.gov?

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