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Openparlamento: quando i dati non sono aperti

Guglielmo Celata descrive gli sviluppi di OpenPolis e Openparlamento, due progetti che hanno come obiettivo il monitoraggio dei dati e delle attività dei politici nazionali e locali.

Per la realizzazione di OpenPolis e Openparlamento sono state utilizzate tre fonti: la sezione elettorale del sito del Ministero dell'Interno, il sito della Camera dei Deputati e quello del Senato della Repubblica. Essendo pubblici ma non del tutto "aperti", spiega come e perchè questi dati sono stati "crackati".

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Quanto è social l’open? La comunità "unica" nella prospettiva OpenLabs

Al centro dell'open cè la comunità. Ma come si crea? Risponde via skype Tommaso Ravaglioli - presidente OpenLabs: "La comunità si è aggregata molto più velocemente dal lato di chi produce il software ma il nostro obiettivo è creare una solida comunità anche degli utenti. In questo la pubblica amministrazione può avere un ruolo importantissimo". Iniziamo a riflettere sulle questioni sociali dell'open e sul ruolo centrale della PA nella prospettiva dell'amministrare 2.0.

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Come arrivare in Fiera. Segui la mappa "fatta" con gli open data

Prendiamo una informazione geografica che serve a noi tutti, per fare un esempio di open data. Cerchiamo di capire meglio, "vedendo" in cosa differiscono dai dati non aperti.

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Goverment 2.0: perché non in Italia? Risposte e proposte a FORUM PA 2010 con David OSIMO

Il web 2.0 sta entrando di prepotenza nella gestione della cosa pubblica: il government 2.0 ha ormai un ruolo centrale nelle politiche di innovazione. Negli Stati Uniti, Obama ha fatto della trasparenza la sua bandiera, ed i cittadini sembrano rispondere.

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L'amministrare 2.0 e l'open data. Come e perché si può fare

Come e perché una pubblica amministrazione dovrebbe rendere i propri dati in formato aperto? In una chiacchierata via skype, Simone Cortesi, esperto di open source e rappresentante della OpenStreetMap Foundation, apre ad un approccio molto operativo, da sviluppare insieme il 18 maggio alla non-Conferenza Amministrare 2.0.  “Il dato liberato diventa base per il lavoro creativo di sviluppatori ed utenti e porta un vantaggio alla stessa PA che lo ha generato. E’ forse una perdita  di possesso, ma è un po’ come mettere al mondo un figlio: non è una tua proprietà, lo metti al mondo e gioisci dei suoi successi”. Dunque, come si libera il dato pubblico? Iniziamo a ragionarci su.

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David Osimo e l'innovation without permission. Il government 2.0 a FORUM PA 2010

"Il modello del government 2.0 è quello dell'innovation without permission, innovazione senza permesso. Il government 2.0 permette agli innovatori di realizzare le cose senza dover aspettare e bypassando i filtri della burocrazia. (...) La crisi è una grande occasione per liberare le energie delle persone che in Italia fanno la differenza. (...) Il punto è incontrare non tifosi del gov 2.0 ma persone interessate a migliorare la pubblica amministrazione". David Osimo, via skype da Bruxelles, presenta l’evento sul government 2.0 del 18 maggio a FORUM PA 2010, aperto al co-design in rete. Raccogliamo domande su “tutto quello che vorreste sapere sul government 2.0 e non avete mai osato chiedere”. Su Google moderator fino al 30 aprile.

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La via italiana all'open data. Tra CAD, trasparenza e privacy

Esiste una via italiana all'open data? Mentre Tim Berners Lee al TED 2010 afferma che nel mondo è nato l’open data movement, iniziamo a progettarne lo sbarco in Italia. Cosa troviamo? Un Codice dell'Amministrazione Digitale non abbastanza esplicito, una normativa sulla trasparenza da rivedere e un concetto di privacy da far evolvere. C'è da lavorare, ma la strada non è affatto sbarrata. Ernesto Belisario, via skype, ci propone una tesi interpretativa del nostro ordinamento a favore dell'open data e un percorso di riforma delle norme interessate.

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Il nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale? Io l'ho letto.

 Il Consiglio dei Ministri scorso (quello del 28 gennaio a Reggio Calabria), assieme ai provvedimenti contro la mafia, ha anche dato l’avvio all’esame del nuovo Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) che deriva dall’esercizio della delega che il Governo aveva ricevuto con la legge 69/09. Ho letto la bozza che circola in rete e devo dire che si tratta di un lavoro serio ed impegnativo. Sarà necessario attendere certamente il testo definitivo ma alcune cose già si possono dire.

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Government 2.0: come è andata a MALMO?

L’appuntamento di Malmo, in occasione della Conferenza interministeriale sull’e-gov, era stato annunciato come un importante palcoscenico per i fautori del “2.0 spinto”, ovvero quanti caldeggiano non una maggiore apertura della PA, ma “L”apertura della PA attraverso  le potenzialità ICT. Con un processo creativo 2.0 era nata sul web la Dichiarazione aperta sui servizi pubblici europei che, sottoscritta da 2000 persone, è stata presentata a Malmo.
Allora, come è andata?

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Il vento caldo del Nord Est

Si sono da poco conclusi due eventi in Veneto che ci hanno visto tra i promotori e dai quali sono scaturiti interessanti spunti sul tema dell'Amministrare 2.0 e per la costruzione del Manifesto. Fino a qualche mese fa, seguendo una logica basata sull'innovazione incrementale e sull'ottimizzazione dei processi avviati avrei detto che è necessario uno sforzo maggiore di coordinamento, per valorizzare le esperienze in corso, ma i nuovi approcci che si stanno imponendo nei confronti dei dati pubblici proposti in ambito internazionale ci impongono di riflettere se la strada fino ad oggi intrapresa sia quella giusta.

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