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Pratiche partecipative e governo del territorio

Le pratiche partecipative nascono dal carattere discutibile dei modelli di assetto futuro e dalla loro debole capacità di legittimazione. Nel caso del progetto urbanistico, come nella progettazione delle infrastrutture, mettono in causa il carattere astratto della razionalità tecnica economica delle pratiche tradizionali. Mettono in crisi globalmente i tradizionali dispositivi tecnico politici con cui si esprime l'urbanistica.Leggi tutto

Il governo dell'ente locale tra efficienza e trasparenza

Può suscitare perplessità che dopo 18 anni dall’ingresso della L 142/1990 che ha inaugurato la Riforma delle Autonomie Locali, vi sia ancora la necessità di dibattere sul tema della trasparenza e dell’efficienza a garanzia del buon governo dell’ente locale. Per chi vive la quotidianità dell’ente locale questa considerazione ha un valore relativo: il nostro Paese è lungo, ha storie diverse che lo arricchiscono, ma anche lo differenziano da regione a regione da provincia a provincia, da comune a comune.Leggi tutto

La forza delle reti sociali al servizio delle città digitali

Quando sento parlare di città digitali mi vengono in mente le Città invisibili di Calvino, ed in effetti la frase più citata di questa opera spiega perfettamente il legame: “Anche le città credono d'essere opera della mente o del caso, ma né l'una né l'altro bastano a tener su le loro mura. D'una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda”. Calvino non si riferiva ai servizi per i cittadini ma alcuni dei suoi scritti (penso alle Lezioni americane per la scrittura online) sono ancora straordinariamente attuali. Leggi tutto

Cambio di paradigma: dalle città digitali agli amministratori digitali

Comuni, Province, Comunità Montane e Regioni sono nate in un periodo storico in cui il loro ruolo era chiaro e ben definito. Oggi le tecnologie (che non chiamerei più nuove anche perché cambiano ed evolvono tutti i giorni) hanno rivoluzionato e continueranno a rivoluzionare il "modo di essere" delle persone (cittadini, politici e amministratori inclusi).Leggi tutto

La realizzazione delle infrastrutture passa per processi decisionali partecipati

La situazione critica che in termini di sistema sta vivendo il nostro Paese, rende molto più caldi i temi legati alle infrastrutture, alla loro realizzazione ed eventuali ritardi. Riguardo alla capacità dell’amministrazione di dialogare e confrontarsi sulle sue decisioni manca una cultura dell’accountability, cioè del render conto. È necessario stabilire un assetto del territorio su scala nazionale, perché solo nell’ambito di un piano nazionale è possibile intervenire localmente.

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Progettare insieme, per decidere lo sviluppo urbano.

Partendo dall’articolata esperienza di trasformazione urbana della città di Torino Ilda Curti propone una serie di riflessioni sulla progettazione partecipata sottolineando come spesso essa venga mistificata spacciando per partecipazione solo una buona informazione pubblica e come al suo interno la politica non possa delegare la propria funzione di ricomposizione degli interessi e di catalisi di azioni inclusive.Leggi tutto

La chiamata di ANCI IDEALI per il Patto sull’efficienza energetica delle città

Marta Vincenzi presenta l’iniziativa della Fondazione ANCI IDEALI per lo sviluppo – sull’esempio di esperienze di successo in altri Paesi europei – di un Patto dei Sindaci capace di portare da subito avanti l’azione per il raggiungimento degli obbiettivi di efficienza energetica che l’Unione Europea ha stabilito nel pacchetto approvato il 9 marzo del 2007.Leggi tutto

Sostenibilità e partecipazione: esperienze in America e in Europa

Per diversi soggetti la partecipazione non è tenuta in considerazione, quando invece invece è una necessità. Molti amministratori e poteri forti (principal stakeholders) devono ancora convincersi delle ragioni della partecipazione, così come molti cittadini confondono la partecipazione con la protesta, e dovranno rendersi conto che costruire solo il “fronte del no” non produce vantaggi.Leggi tutto

Contrastare l’incapacità di assumere decisioni impopolari costruendo un processo partecipativo

La neonata associazione Pimby tra i suoi obiettivi primari propone fondamentalmente un cambiamento culturale. Una delle prime riflessioni è incentrata sulle infrastrutture e sull’importanza del coinvolgimento di tutti nei processi decisionali. Pimby si vuole contrapporre alla Sindrome Nimby, e di questo fenomeno socio-culturale si analizzano cause ed effetti. L’associazione interviene su due livelli: la rivisitazione delle procedure a livello nazionale (Manifesto Pimby) e la promozione delle buone pratiche a livello locale, per cui è stato istituito il Premio Annuale Pimby.Leggi tutto

Comunicazione di cittadinanza ed educazione alla sostenibilità

A partire dall'esperienza di promozione e coordinamento di reti di Agende 21 locali e Centri di educazione ambientale sul territorio, una analisi critica dei punti forti e dei punti deboli dei processi in corso, evidenziazione condizioni, strumenti e azioni di miglioramento, esemplificazione di buone pratiche comunicative e partecipative a tutela e presidio dei beni comuni e della sostenibilità ambientale, sociale ed economica