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Smart L@bor, servizi innovativi per l'orientamento e il lavoro

La PA deve farsi trovare pronta a valutare in maniera corretta e, quando necessario, in maniera "coraggiosa" le idee innovative e a farle proprie. Il Dipartimento Formazione e Lavoro della Città Metropolitana di Roma Capitale, a partire dalla seconda metà del 2013, ha voluto tradurre tale impegno nell’ambito pratico dei Servizi per il Lavoro, l’orientamento e la Formazione ed ha quindi perseguito l’obiettivo di creare ed offrire, ai cittadini, servizi gratuiti ed innovativi basati su web e ICT.

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La cultura del dato aperto

Anche nel contesto italiano sta ormai maturando una cultura del dato aperto, tuttavia sono ancora molte le sfide da affrontare. Lo scorso maggio a FORUM PA è stata lanciata la seconda fase degli Open Data che mette al centro della discussione l'utilizzo sociale dei dati piuttosto che la semplice liberazione: un nuovo modello per andare oltre la trasparenza.

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Capacità di previsione dei Comuni: il mare tra il dire e il fare

Con questo articolo inauguriamo una collaborazione con openblog, la nuova iniziativa editoriale di openpolis dedicata ai temi della trasparenza e all'analisi delle attività della politica e delle amministrazioni, a partire dai dati. In particolare, dopo la presentazione avvenuta al FORUM PA 2014, ogni settimana ospiteremo in questo spazio contributi ed analisi elaborati da openpolis con dati openbilanci.it*.

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San Francisco: l'innovazione civica al Governo

Occhi aperti su San Francisco. Non è (solo) la città degli Open Data, ma quella che ha “istituzionalizzato” l’innovazione sociale, creando un ufficio comunale ad hoc e un team di otto giovani esperti per trasformare la città nella più Responsabile, Accessibile e Reattiva d’America.

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Comuni nella rete. Come la vedono ad Ascoli Piceno

Secondo Guido Castelli, sindaco di Ascoli Piceno “l’irruzione” della PA nella rete è "un fatto di democrazia", non solo per render conto delle cose che si fanno ma anche per rendere possibile il farne di più a costi contenuti.  In questa breve intervista, rilasciata a margine della conferenza stampa di presentazione dell’"Operazione Open government Italia", lo scorso 18 ottobre a Roma, ci parla degli effetti della presenza in rete dell’amministrazione pubblica, con una riflessione particolare su quella comunale, che rimane, dati alla mano, la “più amata dagli italiani”.

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I civic entrepreneurs e l'open government in formato local

Per una strana sindrome delle parole può succedere che un’espressione, proprio quando prende piede, inizi ad aleggiare nei discorsi fino quasi a rarefarsi...con il risultato che, pur usata da tanti, non si capisce bene dove  e come diventi pratica. Mentre l’”open government” comincia a correre il rischio, dalla Gran Bretagna della Big Society arriva un modello che sembra far "atterrare" nei territori questo approccio di governo, sostenendo una figura chiave che per definizione " non è  pubblica né privata né sociale". Parliamo dei civic entrepreneurs, dei “Bill Gates e Steve Jobs della Big society”, di quelli che creano interfacce attraverso cui i cittadini possono partecipare, innovare e co-creare con facilità. Ne ha parlato Nat Wei, UK Government Chief Adviser on Big Society, recentemente a Roma.

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