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Il Cerimoniale dello Stato e degli Enti Territoriali

Con la riforma del Titolo Quinto della Costituzione gli enti sono stati pariordinati e con l’articolo 114 le regioni hanno cominciato a rivendicare una revisione dei criteri delle precedenze, soprattutto in riferimento ai rappresentanti delle istituzioni territoriali, che erano abbastanza retrocessi rispetto ai rappresentati dello stato sul territorio. Le giunte regionali sono state le protagoniste della trasformazione del cerimoniale dello stato in cerimoniale dello stato e degli enti territoriali.

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La storia di ANCEP e la riforma della Costituzione

L’idea dell’associazione nasce circa 10 anni fa, anche se poi ufficialmente è stata costituita solo tre anni fa. La prima idea di formare questa associazione inizia a presentarsi dopo la riforma della costituzione, in cui regioni ed autonomie locali assumono un maggior peso all’interno della struttura istituzionale italiana. Nasce per questo l’esigenza di capire cosa sarebbe cambiato e quale sarebbe stata la nuova fotografia dei rapporti istituzionali.

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L’ANCEP come strumento di divulgazione e formazione

L’ANCEP è indirizzata a coloro che operano all’interno della PA. Bisogna rafforzare l’associazione per far sentire la nostra voce a livello nazionale e conoscersi fra colleghi, scambiandosi esperienze e competenze. Occorre che tutte le amministrazioni abbiano un ufficio del cerimoniale proporzionato alla struttura che devono rappresentare, per divulgare su tutto il territorio la conoscenza del cerimoniale.

Il riconoscimento della figura del cerimonialista

L’obiettivo è il riconoscimento della figura del cerimonialista attraverso una serie di punti cardine come la formazione e l’accesso alla professione tramite concorsi ad hoc. C’è bisogno di cerimoniali sia nel pubblico che nel privato. È significativa per l’istituzione  la comunicazione non verbale e la figura del cerimonialista come consigliere. L’associazione è importante per cercare di rafforzare la posizione di coloro che si occupano di questo ambito all’interno delle pubbliche amministrazioni

Presenta e introduce il convegno “Direttiva ricorsi e processi rapidi per gli appalti”

Bernardo Primiani presenta e introduce il convegno “Direttiva ricorsi e processi rapidi per gli appalti”, sottolineando come il decreto legislativo 53/2010 sia un decreto fortemente impattante sul ruolo e le responsabilità del responsabile di procedimento. Il decreto prevede infatti dei tempi di reazione piuttosto brevi per procedure che devono essere condotte con doverosa e dovuta diligenza per evitare il rischio di rimanere intrappolati in una maglia di responsabilità e sanzioni capaci di incidere e condizionare gli appalti futuri.

Le nuove incombenze dal punto di vista del responsabile del procedimento: profili di responsabilità civile, amministrativa e contabile

Il decreto legislativo 53/2010 impatta fortemente sulle incombenze del responsabile di procedimento. Leonardo Miconi espone le innovazione apportate dal decreto legislativo 53/2010 al codice dei contratti pubblici sottolineando gli aspetti più critici ai quali il responsabile del procedimento è maggiormente esposto. Sulla base di dati qualitativi, individua le fattispecie più ricorrenti, descrive le anomalie e i vizi che caratterizzano in modo particolare la fase di aggiudicazione e gli effetti di questi sulla responsabilità dell’RP.

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L’informativa ed il termine per proporre ricorso: l’inefficacia del contratto, la tutela in forza specifica e per equivalente

Il decreto legislativo 53/2010 deve essere inteso come il tentativo del legislatore di normare la buona fede nei rapporti contrattuali. Questa necessità nasce da casi in cui le amministrazioni, in sede di stipula del contratto, non sono state in grado di rispettare i termini di stipula accelerandoli o prolungandoli, recando di fatto una distorsione del mercato e un danno all’interesse pubblico.

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