Cerca: Corsivo, PA digitale

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Quando il vino non è questione di gomito alzato, ma piuttosto di messa all’indice

Le recenti polemiche sul divieto dell’uso dei telefono esterni da parte dei dipendenti della pubblica amministrazione mi ha fatto tornare alla mente, per assonanza e similitudine in termini di “proibizione”, un episodio che mi è stato raccontato qualche tempo fa. Il palcoscenico è quello della Regione Lazio, istituzione che non per la prima volta prende decisioni discutibili rispetto al bisogno ineludibile di una comunicazione pubblica che deve mostrarsi moderna e al passo con i tempi: concetti che la PA nostrana - anche localmente - tarda e ritarda a metabolizzare.

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Trasparenza dal basso. E se imparassimo dall’India?

Si chiama ipaidabribe.com, letteralmente “ho pagato una mazzetta”, ed è un sistema inventato da un funzionario dell’amministrazione locale indiana in pensione che, a suo dire, “ne aveva viste troppe”. Nell’India campione di opacità ci pensa la rete, dunque, ad imporre trasparenza e lotta alla corruzione. Che possa essere d’esempio anche qui da noi?

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Roma 2012, Odissea nelle iscrizioni all’asilo nido on line

Storia di una madre alle prese con la burocrazia della Capitale in occasione “dell’anno educativo 2012-2013”, quello che doveva essere di svolta per le semplificazioni offerte dalla rete. Invece - fra confusione di date, username, password e pin spedito a metà via posta e per il resto via email – a essere protagonisti sembrano essere ancora (e sempre) improvvisazione e impreparazione. Oltre che il “piuommenismo”, neologismo perfetto nell’occasione.

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L’Istat, il censimento e i bambini piazzisti

Viaggio alle prese con la compilazione della radiografia nazionale decennale fra tentativi di assolvimento del compito via internet (falliti), certificazione di esistenza in vita e di possesso di alloggio stanziale, pericolose digressioni personali sulla privacy, sforzi titanici di memoria e infanti impegnati nel rispondere a quesiti improbabili. Un obbligo di legge che riconcilia con la vita passata, presente e futura. E che ci fa sentire, una volta di più, felici di essere italiani

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Il Consiglio di Stato contro la Pec, ovvero: quando ti remo contro dal cortile di casa

Il Miur aveva deciso che le prossime domande per diventare pre-professori universitari dovevano essere presentate attraverso posta certificata, ma il Consiglio di Stato ha deciso che ciò è da considerarsi impossibile perché, fra l’altro, “è troppo difficile leggere le mail con allegati”. Così, almeno 25mila candidati dovranno spedire la documentazione in forma cartacea, con tutte le immaginabili conseguenze negative che ne conseguono, fra l’altro alla faccia di ogni volontà di innovazione e cambiamento, soprattutto in funzione dei bisogni del cittadino e della necessaria modernizzazione dei rapporti con la PA. Una mail di una nostra lettrice inquadra bene il problema, con tanto di pratica proposta risolutiva possibile.

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Internet in Comune non è per niente…in comune

Un recente studio di Confartigianato mette in luce le evidenti manchevolezze e arretratezze delle nostre amministrazioni locali, ma anche una vera e propria “resistenza culturale” da parte dei cittadini nell’accostarsi all’uso delle pratiche on line. Risultano essere invece oltremodo in eccesso le richieste di pratiche inutili da parte di diversi soggetti della PA. Anche in questo caso rappresentiamo una sorta di Cenerentola continentale, ma per il futuro forse può esserci d’aiuto Mago Merlino e la sua filosofia, spicciola ma saggia. Forse.

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Lotta fra media: tv e radio francesi mettono al bando i social network. Ma i veri "nemici" siamo tutti noi

Il Conseil Supérieur de l’Audiovisuel ha stabilito che nelle trasmissioni non si possono più pronunciare le parole “Facebook” e “Twitter”: utilizzare questi termini equivale a fare pubblicità tout court a quei marchi a scapito della concorrenza, quindi delle stesse emittenti. Una presa di posizione dura in difesa della categoria dell’informazione, che però testimonia la sempre più crescente influenza della comunicazione in rete. Con queste iniziative si certifica di fatto la crescita di un fenomeno i cui contorni futuri, nella loro imponenza, sono ancora tutti da definire.

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La Polizia compie 159 anni: in "regalo" anche la chiusura del commissariato on line

Voluto dal ministro Pisanu solo cinque anni fa, rappresentava uno dei fiori all’occhiello del nostro corpo di Ps, riconosciuto come innovativo anche a livello internazionale. Secondo i sindacati del settore si tratta di una diretta conseguenza – e non sarà l’unica - degli ultimi tagli al comparto decisi dal ministro dell’economia. La fine del positivo esperimento è stata annunciata quasi contemporaneamente alla diffusione del documento “Obiettivi strategici del ministero dell’Interno” che invece pareva ne prevedesse la moltiplicazione. E in una lettera al Corriere un poliziotto scrive…

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Per una volta Report si è persa fra le “nuvole”

L’ultima puntata della trasmissione di Milena Gabanelli è stata dedicata ad alcuni aspetti delle probabili insidie connesse all’uso della rete, con risultati francamente deludenti. Troppo allarmismo, che si può tradurre in eccessiva diffidenza per coloro (nel nostro Paese sono ancora molti) che devono ancora accostarsi a Internet. È  necessaria una conoscenza più approfondita delle peculiarità che può offrire la “cloud”, e l’ormai imminente appuntamento con FORUM PA può rappresentare un ottima occasione per saperne di più e capire meglio i meccanismi che ne contraddistinguono il funzionamento.

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Fare la fila? Stanca! Alla faccia del "click"

La settimana scorsa il Corriere del Mezzogiorno ha pubblicato sul suo sito internet un’inchiesta sui disagi vissuti dai cittadini napoletani conseguenti ai rinnovi delle esenzioni sanitarie. La notizia più clamorosa è che la coda dei cittadini-utenti inizia la notte precedente all’apertura degli sportelli, e i fortunati poi all’apertura saranno solo 100 al giorno! Eppure, come promesso dall’allora ministro Stanca, il passaggio “Dalle code ai click” era un obiettivo che ormai risale a quasi dieci anni fa.

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