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  • Cod. co.48
  • 27/05/2015
  • 15:00 - 17:30

Politici e burocrati: quasi amici?

in collaborazione Associazione degli allievi della Scuola Nazionale dell’Amministrazione

Quale dirigenza pubblica locale per accrescere la produttività del sistema paese

Continua la discussione attorno al tema del rapporto tra politica e dirigenza. Dopo l'editoriale di Carlo Mochi Sismondi, e la risposta della settimana scorsa da parte di Mauro Bonaretti, ecco un bell'intervento di Maria Angela Danzì, Segretario Generale del Comune di Novara che si sofferma sul rapporto tra funzioni di controllo del Governo centrale gestione dell'ente locale.

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Politica e dirigenza, lo spoil system selvaggio non è la soluzione

Continua la discussione attorno al tema del rapporto tra politica e dirigenza. Dopo l'editoriale di Carlo Mochi Sismondi, e la risposta della settimana scorsa da parte di Mauro Bonaretti, ecco questa settimana due altri interessanti interventi. Il primo - che leggete in questa pagina per gentile concessione dell'autore - è un editoriale pubblicato da Alberto Stancanelli su Italia Futura. L'altro, di Maria Angela Danzì, lo potete leggere a questo indirizzo. Buona lettura.

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La normativa relativa alla dirigenza strategica delle aziende sanitarie

Giorgio Spadaro focalizza il suo intervento sulla normativa legata alla direzione strategica delle aziende sanitarie. Dopo un approfondito excursus storico sulla nascita della figura del direttore generale Spadaro si concentra sulle responsabilità giuridiche contabili, civili e penali sostenendo che l’attuale normativa, i ritardi da parte degli organi politici regionali nella definizione degli obiettivi, e il meccanismo dello spoil system pongono il direttore generale in una posizione estremamente debole.

L’amministrazione come professione: i dirigenti pubblici tra spoil system e servizio ai cittadini

Copio per questo editoriale il titolo del bel libro di Astrid[1] a cura di Gianfranco D’Alessio che riprende uno dei temi chiave delle “riforme mancate”: quello del riassetto della dirigenza pubblica. Ne abbiamo parlato più volte, ma proprio la presentazione di questo volume, avvenuta alla Terza Università di Roma lo scorso 23 settembre, mi dà l’occasione per una riflessione aggiornata.
Tutto sommato mi sembra che i nodi principali della questione sono ancora tutti lì e che anche i commenti che si dipanano numerosi intorno ai nostri articoli (guardate soprattutto quelli che hanno seguito la presentazione di un dirigente pubblico sui generis come Luca Attias e che sono un caso nel caso) indichino nello sfascio della dirigenza “il problema” delle amministrazioni pubbliche.

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Percorsi virtuosi di accesso alla dirigenza pubblica

Dopo aver aspramente criticato i fenomeni distorti di attuazione dell’art.19 comma 6 Gianfranco D’Alessio riaffronta la questione dell’eliminazione del ruolo unico della dirigenza e ribadisce che l’art.97 deve valere sempre di più per riqualificare le modalità di accesso ed i percorsi interni alle carriere amministrative. D’Alessio affronta poi la questione del precariato e dopo aver valutato positivamente l’esperienza del corso/concorso della SSPA conclude il suo intervento esprimendosi a favore del reclutamento in forma unitaria.

La portata innovativa dei corsi/concorso della SSPA

Stefano Sepe conduce un bilancio di quel tentativo di innovazione che sono stati i corsi/concorso sottolineando come essi siano stati un elemento dirompente come pochi altri nella storia amministrativa italiana. Essi hanno contribuito notevolmente ad abbassare l’età media della dirigenza di seconda fascia, hanno permesso un ingresso non dal basso e hanno valorizzato la carriera amministrativa.

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Il principio di responsabilità come chiave di volta per le PA che funzionano

Rino Tarelli rifiuta le formulazioni che nell’ultimo anno hanno costruito l’immagine dei fannulloni perché le considera incapaci di offrire una valutazione seria dei problemi. Bisogna invece a suo avviso ripartire dalle professionalità dei manager pubblici per costruire un sistema fondato sulla responsabilità e la competenza invece che sull’appartenenza politica.

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Politiche del personale nella Pa: ruolo e funzione dei dirigenti

Restituire alla dirigenza della Pa un reale potere disciplinare e gestionale nei confronti del resto del personale. Evitare lo spoil system, mettendo in primo piano la valutazione dei dirigenti, prima garanzia rispetto a decisioni ispirate da logiche di appartenenza politica o di altro genere. Infine, riconoscere il giusto valore ai quadri direttivi, che svolgono un ruolo fondamentale nella gestione del personale, con una funzione gestionale, di coordinamento e disciplinare che va ad affiancare quella dei dirigenti.

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Il ruolo dello Spoil System alla luce delle recenti sentenze della Corte Costituzionale

Le sentenze 103/104 confermano in maniera netta il ruolo primario dell’impianto costituzionale, perché dimostrano quanto la Costituzione sia adatta a governare il rapporto tra politica ed amministrazione. La Pubblica Amministrazione è un apparato servente dello Stato e non della politica del momento. Il rapporto che esiste tra la gestione, l’amministrazione e la politica va sempre visto e declinato nella ricerca dell’interesse superiore del paese.

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