Cerca: progettazione partecipata

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Rigenerazione urbana - un percorso partecipato

Cluadio Gnessi presenta CantiereImpero, un progetto del Comitato di Quartiere Tor Pignattara di Roma. Il Comitato di ha elaborato un modello di percorso partecipato per la rigenerazione urbana indipendentemente dalla proprietà del bene oggetto di progettazione. La proposta prevede un approccio che fonde la progettazione partecipata classica con le pratiche di democrazia diretta e approda alla creazione di un contratto di rete fra i protagonisti dell’azione.

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Disegnare le politiche pubbliche con la città come bene comune

Cio che appare stridente è la distanza tra ciò che è guidato dall'amministrazione e ciò che è guidato dalle comunità: i cittadini prendono parte alla governance, ma non hanno fiducia nel governo.Anche grazie alla rivoluzione ITC, i movimenti cooperativi hanno nuove forme: dal campo sanitario alla gestione dei disastri naturali, molti servizi sono garantiti grazie soprattutto all'attivismo di migliaia di cittadini con progetti collaborativi dalle forme inaspettate. 

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A che serve la PA? La Riforma non basta, vogliamo la vera rivoluzione*

Dalla rilettura dei 44 punti della riforma Renzi/Madia cresce la sensazione che manchi qualcosa e che le azioni proposte potrebbero non essere sufficienti. La PA che ne uscirebbe, infatti, è una PA rinnovata ma anche incredibilmente uguale a se stessa, soggetto diverso e lontano dalle dinamiche sociali e culturali in atto in questo paese. La riforma elude una domanda: la PA che abbiamo è quella che ci serve?

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Puglia Smart Lab: i cittadini progettano la città

Nella definizione di politiche volte alla progettazione di territori smart, non possono mancare spazi di innovazione in cui cittadini, Pubblica Amministrazione e imprese collaborano in modo paritario per l'individuazione di bisogni concreti del territorio. Come abbiamo potuto osservare in diverse esperienze, che ci giungono dall'estero, ma anche dal nostro Paese, è su tale interazione che poggia la trasformazione verso la smart city, dove ogni cittadino può divenire parte attiva nei processi di user driven innovation, contribuendo al cambiamento della propria città.

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Per progettare una città a misura d'uomo occorre saper ascoltare

La progettazione partecipata di abitazioni, spazi e servizi è un grande esercizio di cittadinanza, in cui entrano in relazione persone, competenze e professioni. Una piccola rivoluzione, in cui alle idee dei cittadini si attribuisce legittimazione, importanza e interesse. Richiede tempo e ascolto, doti che in una comunità intelligente non possono mancare per guardare ad uno sviluppo urbano sostenibile. Nell'Emilia Romagna c'è chi già ci sta lavorando e la mia casa la decido io.

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Verranno presentate a Bologna le nuove regole per un'amministrazione condivisa

Sarà presentato il 22 febbraio nel corso dell’incontro “Regole nuove in comune, per un’amministrazione condivisa”, che si tiene a Bologna presso l’Auditorium Enzo Biagi, il regolamento nato dal progetto Le città come beni comuni, che ha inteso fare dell'amministrazione condivisa il tratto distintivo del Comune di Bologna, mostrando con i fatti che l'alleanza tra cittadini e istituzioni è non solo auspicabile, ma anche possibile.

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Top-down o Bottom-up? Le due facce della Smart City

Approccio dall’alto (top-down) e approccio dal basso (bottom-up) vengono spesso percepiti come due diverse modalità di intraprendere il percorso verso la definizione di un’iniziativa smart city. In realtà, è impossibile immaginare lo sviluppo di una strategia di successo senza il corretto bilanciamento di entrambi, dato che stiamo parlando delle due facce di una stessa medaglia. Due approcci che sono rispettivamente legati alle azioni di due diversi attori ugualmente fondamentali: la pubblica amministrazione e la comunità locale. Soggetti che il processo di sviluppo della strategia smart city deve riuscire ad avvicinare, consolidando la loro capacità collaborativa. Purtroppo però, sono molte le città che faticano a tradurre questa interpretazione in termini operativi, proprio come nel caso di Rio de Janeiro.

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Torino SMILE detta il passo: ecco il primo piano strategico condiviso italiano

Segna un percorso di trasformazione e ha la dote di poter essere replicato in altre realtà urbane, è il Masterplan di Torino Smart City il primo progetto strategico chiaro e condiviso elaborato da una città italiana.  SMILE racchiude 45 azioni per rendere la città più vivibile, sostenibile e trasparente, ma soprattutto permette di capire dove sta andando la città, di prendere il proprio posto e partecipare al cambiamento. Quali sono questi esempi concreti di idee innovative? Vediamone alcuni e cerchiamo di essere ottimisti: la città ci sorride.

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Regione Toscana: il Dibattito Pubblico è d'obbligo

La Toscana dà l’esempio e rinnova la sua (già attenta) legislazione in materia di partecipazione pubblica alle politiche locali. Con una nuova legge introduce delle importanti novità, a cominciare dal titolo “Dibattito Pubblico regionale e promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche locali e regionali”, fino a quella che si spera possa dare il buon esempio: l’obbligatorietà. Da oggi infatti gli Enti locali sono tenuti ad attivare il confronto con i cittadini.

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Chicago non aspetta: a lavoro con i Civic hacker

Chicago ha rapidamente ampliato la propria attività di dati aperti negli ultimi anni e ha visto aumentare per dimensioni e sperimentazioni la propria comunità di civic hacker. Una coincidenza? No, negli USA hanno verificato che le persone se fornite degli strumenti usano le proprie competenze tecniche per contribuire a migliorare le città in cui vivono. Perché non dovrebbero? Non è più solo questione di trasparenza, ma di civic innovation. Aprire e aspettare non basta, siamo alla fase di gioco successiva e l’Italia non se ne è accorta.

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