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La necessità di un governo dell'innovazione in sanità

Tonino Pedicini porta l’esperienza di un IRCCS, un ospedale tematico in cui l’innovazione è portata avanti anche sul lato clinico da strutture di ricerca interne. L’ICT obbliga al cambiamento dei processi organizzativi, per realizzare il quale però è necessaria una struttura di governo dell’ente a cui sia riconosciuto il proprio ruolo di governo. Il vero nodo per un direttore generale diviene, dunque, armonizzare l’innovazione organizzativa con quella clinica. Per questo Pedicini promuove la creazione di un tavolo di coordinamento in ANCI che si occupi specificatamente di questo tema.

L'impoverimento della figura del direttore generale delle aziende sanitarie

Mauro Barabino interviene su alcuni aspetti centrali relativi alla figura del Direttore Generale: la retribuzione, la mobilità, e l’esigenza di un albo. Per Barabino gli interventi normativi che negli ultimi anni hanno inciso sulla figura del Direttore Generale hanno causato un deciso impoverimento del ruolo ed un abbassamento della qualificazione.

Il ruolo di innovazione del manager in sanità

Enrico Bollero ripercorre nel suo intervento la storia del ventennio di riforme che ha caratterizzato il sistema sanitario italiano lodandone gli intenti iniziali e la forza innovatrice, che però – a suo dire – si sono andati perdendo negli ultimi anni. Per Bollero il Manager dell’azienda sanitaria deve essere un innovatore, capace di immaginare scenari futuri di qualità e di trovare gli strumenti per realizzarli.

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La normativa relativa alla dirigenza strategica delle aziende sanitarie

Giorgio Spadaro focalizza il suo intervento sulla normativa legata alla direzione strategica delle aziende sanitarie. Dopo un approfondito excursus storico sulla nascita della figura del direttore generale Spadaro si concentra sulle responsabilità giuridiche contabili, civili e penali sostenendo che l’attuale normativa, i ritardi da parte degli organi politici regionali nella definizione degli obiettivi, e il meccanismo dello spoil system pongono il direttore generale in una posizione estremamente debole.

La professionalità nella Sanità pubblica: il punto di vista di ANAAO ASSOMED - Associazione Medici Dirigenti

Sì al riconoscimento della centralità del tema della valorizzazione dello sviluppo professionale. No alla tendenza, più o meno manifesta, a rinchiudere la professione medica in una sorta di cittadella fortificata di competenze cliniche, mentre tutto il resto è competenza della dirigenza. Questo il punto di vista di Domenico Iscaro, il quale sottolinea come quando si affronta il problema della mancanza di medici, che già nel 2020 sarà clamorosa, si risponde con modelli organizzativi che lasciano molte perplessità come, ad esempio, il modello dell’ospedale di intensità di cura.

La dirigenza in sanità: il punto di vista della FASSID

L’organizzazione sindacale FASSID ha creduto nel concetto di dirigenza, anche perché serviva per fare un salto di qualità sia economico che normativo, ma l'attuazione si è poi rivelata monca, a causa della scarsità delle risorse economiche e a causa dell'assenza di una cultura adeguata sia da parte della dirigenza delle aziende,sia da parte degli stessi professionisti.

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La riforma Brunetta e la sanità: il punto di vista del CIMO-ASMD

“Se da dieci anni un sistema non funziona, evidentemente c'è qualcosa di sbagliato alla base”. Esordisce così Riccardo Cassi, Presidente nazionale di CIMO - ASMD (Coordinamento Italiano dei Medici Ospedalieri - Associazione Sindacale dei Medici Dirigenti), il quale mette l’accento sul meccanismo degli incarichi che, secondo lui, non è adatto a riconoscere il lavoro del professionista nel settore medico, perché una volta affidato un incarico questo diviene un ruolo organizzativo e non più professionale.

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