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Cagliari, un sistema integrato di controllo della mobilità

La mobilità urbana è una delle principali criticità con cui le amministrazioni territoriali si trovano spesso a fare i conti. Un problema complesso dalle molteplici cause, che richiede una pianificazione strategica e un centro operativo che coordini i soggetti interessati e sviluppi soluzioni integrate volte al suo miglioramento. Un interessante progetto di gestione della mobilità urbana è stato realizzato nell'ambito dell'area vasta Cagliaritana, dove già dal 2005 si sono impegnati nel realizzare un sistema coordinato d’infomobilità che consenta un governo manageriale ed integrato della mobilità.

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Guerra aperta al degrado urbano: il caso Milano

Ci sono gli ex cinema De Amicis, Splendor, Luce, Maestoso e Adriano, l'ex palazzo Inps di via Toffetti e l'ex Grand hotel Brun, senza contare diverse villette, nell’elenco delle aree ed edifici privati che versano in stato di abbandono stilato dal Comune di Milano e per cui l’amministrazione richiede l’immediato intervento da parte dei proprietari. Gli immobili, distribuiti in tutte le nove zone della città e dalle tipologie più varie, sono stati individuati grazie alla collaborazione delle associazioni di quartiere con l’obiettivo di portarle a nuova vita, nel rispetto del decoro urbano e dell’interesse generale.

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A Roma c’è lo SCEC: lo sconto che cammina al fianco dell’Euro

Contrastare la crisi, trovare soluzioni intelligenti ed alternative alla grande distribuzione e rivitalizzare il commercio di vicinato. A Roma, nel quartiere San Lorenzo, da qualche tempo è cominciata una sperimentazione completamente dal basso ed un “po’ folle”: lo SCEC è una moneta complementare che fa bene all’economia e all’identità locale. L’obiettivo non è dichiarare guerra alle distribuzione organizzata, ma arricchire di significato l’esperienza di abitare una città.

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Open Data, nuovi strumenti di progettazione urbanistica: l'esperimento su Torino

La città moderna, sistema complesso e dinamico, oggi può beneficiare dell’immenso supporto della tecnologia atomizzata che stravolge il modo in cui questa ci parla di sé e noi possiamo vivere in essa. Nella la sua tesi di Laurea Magistrale, Andrea Galli (Politecnico di Torino) ha esplorato come, tramite la progettazione urbanistica parametrica, open data geo-referenziati sul territorio cittadino possano essere elaborati da algoritmi con l’intento di ottimizzare le performance e ottenere una maggiore qualità del progetto urbano. In accordo con i temi che definiscono l’immaginario della smart city, la sperimentazione che Galli ha effettuato su Torino, applica simili strategie per generare uno scenario futuro di città policentrica dove, minimizzando la necessità di spostamenti veicolari, i cittadini riscoprano e vivano in modo nuovo lo spazio pubblico in cui risiedono e lavorano. Assecondando la storica indole produttiva della città, questa vuol esser incoraggiata a divenire protagonista della "terza rivoluzione industriale" tramite la diffusione di spazi per la digital fabrication e di ambienti di lavoro flessibili e condivisi, dove agevolare la contaminazione e l’interazione tra diverse competenze professionali.

Redazione FORUM PA

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Sharing-lab: un laboratorio per la condivisione

Mercoledì 28 mattina a FORUM PA, in occasione dell’evento "Soluzioni per la Smart City a confronto: pratiche di trasferimento e riuso", si è parlato di soluzioni concrete e progetti specifici per le smart cities in un contesto di lavoro diverso dal solito. La sala creativity ha ospitato uno sharing-lab: sette tavoli suddivisi per tema si sono animati per discutere e approfondire la replicabilità di prassi virtuose in ambito smart.

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L'innovazione sociale al servizio della smart city: uno sguardo al mediterraneo

In Italia grazie alla linea di intervento sostenuta dal MIUR, centinaia di giovani innovatori si sono messi al lavoro su progetti spesso molto articolati e, nonostante le risorse economiche decisamente limitate, si sono poi rilevati di grande interesse. E' l'esempio di City Roaming, un progetto che intervenendo sulla mobilità ha convinto non solo l’amministrazione di Napoli, ma anche importanti aziende come Vodafone, Renault e ABB.

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Kazan Smart City: il modello russo è un hub d'affari internazionale

Non siamo rimasti indifferenti all'attenzione mediatica riservata alla Russia in quest'ultima edizione dei giochi olimpici, ma dal nostro punto di vista, ci siamo interrogati se vi potesse essere un "modello russo" di smart city da raccontare. E così, un po' per caso, scopriamo Kazan smart city, il primo progetto di sviluppo urbano in chiave smart dell'intera Russia. La sostenibilità c'è, la partecipazione dei cittadini un po' meno, perché la smart city russa è un hub d'affari internazionale.

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A scuola di partecipazione: Reggio Emilia città delle persone

Sono poche le città che sono riuscite ad avviare una solida politica della partecipazione in ambito smart city. Un esempio interessante arriva dall'amministrazione comunale di Reggio Emilia con il progetto Open Urbe. Definita la città delle persone, Reggio Emilia nel tempo ha investito molto nell’ambito dei processi partecipativi e oggi può applicare la conoscenza e l’esperienza acquisita per capire cosa la comunità chiede alla tecnologia. Una domanda a cui tutte le città dovranno riuscire a dare una risposta.

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Washington DC, dai social arriva il voto in pagella

Il nuovo Alcoholic Beverage Regulation Administration si prende una bella F; raggiungono appena la sufficienza il Department of Motor Vehicles e il Department of Public Works. E la libreria pubblica? Si merita una A. Ricordate le vostre pagelle scolastiche? Un difficile banco di prova per i meno diligenti, alzi la mano chi ne avrebbe fatto volentieri a meno. L’amministrazione di Washington D.C. lancia Grade.DC.Gov, piattaforma che monitorando le lamentele e i commenti postati dai cittadini sui social trae suggerimenti, ma anche giudizi. E così se a luglio 2013 la media era bassa, oggi le cose vanno meglio perché nel Distretto di Columbia la pagella non fa più paura, anche se i voti li danno i cittadini.

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Notizie da Seoul: parola d’ordine condividere

Pensate se si potesse vivere così: uscire la mattina dalla propria casa, in condivisione, guidare un’auto presa al servizio sharing fino all’ufficio, uno spazio di coworking in cui lavorare in sinergia con i professionisti con i quali si condivide la scrivania e, neanche a dirlo, le proprie competenze e a pranzo? Un pasto condiviso, ovvio. Fantasia? Non per Seoul, che con un Act for Promoting Sharing si candida a diventare la capitale della sharing economy. Per riscoprire l’economia, ma soprattutto le relazioni.

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