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Life 2.0: gli anziani digitali di Joensuu, Finlandia

Solo in un approccio pienamente smart la fascia più anziana della popolazione viene intesa come risorsa intorno cui progettare nuovi servizi per il welfare. Co-progettare una serie di prodotti digitali avanzati che rispondano alle esigenze specifiche degli anziani, come accesso ai servizi commerciali, organizzazione delle uscite o  costruzione di rapporti di reciproco aiuto con il proprio vicinato, è stato l’obiettivo del programma europeo Life 2.0.

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"Puntare sul welfare aziendale per dare risposte concrete ai cittadini"

A sottolinearlo Teresa Marzocchi, assessore regionale alle Politiche Sociali dell’Emilia Romagna. L’Emilia Romagna ha avviato un progetto che si propone di accompagnare l’evoluzione delle esperienze regionali di welfare aziendale, con l’intento di realizzare una piattaforma informativa che possa svilupparsi su scala nazionale. L’iniziativa, assunta d’intesa con l’Amministrazione regionale che da tempo ha avviato un’indagine sul rinnovamento dei modelli di welfare nella chiave dell’ “economia sociale”, è stata presentata oggi in un convegno a FORUM PA 2013.

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Life 2.0, Danimarca: anziani e social, per una maggiore autonomia

Social innovation, on line service, anziani: il programma europeo Life 2.0 li mette insieme nella convinzione che le nuove tecnologie possano aiutare le fasce più deboli della popolazione, come quella anziana, a raggiungere una maggiore autonomia e una migliore qualità della vita.  Nel progetto pilota sviluppato a Aalborg (Danimarca) da Anelia Ivanova Mitseva l’obiettivo è stato quello di creare un network tra la popolazione anziana, insegnando loro come pubblicare annunci sulla piattaforma on line.

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Welfare e benessere di comunità nella prospettiva della cittadinanza attiva

Annalisa Mandorino presenta l'analisi e le raccomandazioni emerse dal lavoro di gruppo su Welfare e benessere di comunità, nell'ambito della Giornata della Cittadinanza Attiva.

L’implementazione del Compact all’interno della pubblica amministrazione centrale

"Approvato nel novembre del 1998, il Compact rappresenta la realizzazione dell’impegno assunto da Tony Blair nel corso della campagna elettorale dell’anno precedente: coinvolgere attivamente il terzo settore nella realizzazione delle politiche sociali del Regno Unito. Per diversi anni, infatti, pur ricoprendo un ruolo socialmente ed economicamente importante, le organizzazioni del terzo settore (OTS) non hanno goduto di alcun riconoscimento formale da parte delle istituzioni pubbliche, rimanendo quasi sempre escluse dai tavoli decisionali legati allo sviluppo e implementazione delle public policies del Paese. Proviamo a comprendere come gli apparati del governo centraleabbiano progressivamente fatto propri i principi del Compact, sviluppando misure capaci di migliorare i rapporti istituzionali con le OTS e atti a sviluppare forme di collaborazione sempre più intense con tali realtà".
Continua l'approfondimento sul modello britannico a cura di Lorenzo Bandera, ricercatore dell'Osservatorio Secondo Welfare.

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Il Compact inglese: obiettivi e principi dell'Accordo tra PA e terzo settore

Il Compact è un accordo che regola i rapporti tra pubbliche amministrazioni e organizzazioni del terzo settore (OTS) inglesi in tema di politiche sociali. Negli ultimi quindici anni, grazie alla sua natura flessibile e al pragmatismo degli attori coinvolti, ha contribuito ad un sostanziale miglioramento delle relazioni tra PA e OTS, favorendone la collaborazione in diversi ambiti e condizioni. Vediamo quali sono i principi stabiliti in questo documento e quali gli strumenti operativi predisposti per implementarli e farli rispettare.

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Il Compact britannico, un esempio positivo di secondo welfare

Come in molti altri Paesi europei, anche in Italia il sistema di welfare si trova oggi soggetto a due grosse pressioni. Da un lato i vincoli di bilancio impediscono incrementi di spesa e impongono importanti misure di contenimento dei costi. Dall’altro lato la continua trasformazione dei bisogni socialirichiede risposte molto complesse e diversificate. In questo senso appare particolarmente interessante un accordo che nel Regno Unito, da oltre 15 anni, regola i rapporti intercorrenti tra la pubblica amministrazione inglese e il terzo settore: il progetto Compact. In questo Dossier a più "puntate", Lorenzo Bandera, junior researcher presso Percorsi di secondo welfare ci guiderà in un’analisi sulla trasferibilità del modello nella realtà italiana.

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Londra: prime Olimpiadi a salario minimo garantito. I successi del community organizing

 “Le prossime olimpiadi di Londra saranno le prime olimpiadi al mondo in cui tutti i lavoratori coinvolti abbiano assicurato un salario minimo vitale. E' uno dei successi ottenuti da Citizens UK, un gruppo appartenente alla tradizione di attivismo civico nota in America con il nome di “community organizing”. Il gruppo è affiliato a all’'organizzazione americana, l'Industrial Areas Foundation, dove transitò anche un giovanissimo Barack Obama”.  Così Diego Galli, di Radio Radicale, ci introduce all’interessante intervista a Michael Gecan - tra i direttori dell'Industrial Areas Foundation e Community organizer di grande esperienza  - che riceviamo e con piacere pubblichiamo.

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Innovazione sociale made in Italy. Report dal Tavolo Welfare

Daniela Bucci presenta le indicazioni e gli spunti emersi dal Tavolo Welfare, in cui i relatori intervenuti hanno lavorato attorno al tema “Welfare e innovazione sociale”, posizionato come segue: "Partendo dalla definizione di innovazione sociale quale “attività e servizi innovativi che hanno come scopo quello di rispondere a un bisogno sociale”, l’impronta che si è inteso dare al tavolo welfare mira a superare l’approccio categoriale che contraddistingue le politiche sociali nel nostro Paese ed estendere il concetto di innovazione sociale nel welfare a quelle idee, p

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