Cerca: Sanità, dirigenza pubblica

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Il tema della retribuzione incentivante nella dirigenza pubblica

Antonio Naddeo, intervenendo al convegno “La posizione apicale nelle aziende sanitarie ed ospedaliere: la responsabilità della direzione strategica aziendale tra professionalità e propensione all’innovazione” allarga la visione del convegno portando il discorso al di fuori del solo ambito sanitario e introducendo una riflessione sulla contrattazione della dirigenza pubblica in generale. L’intervento di Antonio Naddeo si concentra sulla necessità della valutazione, come una prassi diffusa nel sentire comune, ma ancora osteggiata nell’abito del lavoro pubblico.

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La normativa relativa alla dirigenza strategica delle aziende sanitarie

Giorgio Spadaro focalizza il suo intervento sulla normativa legata alla direzione strategica delle aziende sanitarie. Dopo un approfondito excursus storico sulla nascita della figura del direttore generale Spadaro si concentra sulle responsabilità giuridiche contabili, civili e penali sostenendo che l’attuale normativa, i ritardi da parte degli organi politici regionali nella definizione degli obiettivi, e il meccanismo dello spoil system pongono il direttore generale in una posizione estremamente debole.

La figura del direttore generale nelle aziende sanitarie

Angelo Lino del Favero introduce il convegno facendo il punto sulla figura del direttore generale nelle aziende sanitarie,  sui suoi compiti e sulla sua evoluzione nel corso degli anni a partire dalla sua introduzione del 1991. In sintesi si può dire che la macro-sfida dell’aziendalizzazione sia stata vinta, con una forte trasformazione del Servizio Sanitario Nazionale,  passato da una gestione “politca” ad una realmente manageriale, e lo sviluppo di una serie di casi di eccellenza diffusi a macchia di leopardo su tutto il territorio nazionale.

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L'impoverimento della figura del direttore generale delle aziende sanitarie

Mauro Barabino interviene su alcuni aspetti centrali relativi alla figura del Direttore Generale: la retribuzione, la mobilità, e l’esigenza di un albo. Per Barabino gli interventi normativi che negli ultimi anni hanno inciso sulla figura del Direttore Generale hanno causato un deciso impoverimento del ruolo ed un abbassamento della qualificazione.

  • Cod. S.01
  • 18/05/2010
  • 10:00 - 13:30

Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in sanità. Analisi di stato e prospettive sulle figure chiave di top e middle management aziendale

  • Promosso da: F.I.A.S.O. - Age.Na.S.

Condivisione strategica di obiettivi e politiche per la formazione di una nuova classe dirigente in sanità. Tavola rotonda

Cesare Fassari modera la Tavola Rotonda in cui si discutono due punti, emersi dalla Ricerca Agenas – FIASO “Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in sanità” Il primo è un dato: in Italia si è formata una classe dirigente che, tra top e middle managemente, contra tra le 7000 e le 8000 unità. Il secondo è una domanda: è possibile che ad unificare la sanità italiana dei modelli regionali sia la centralizzazione della formazione manageriale, in quanto elemento strategico per il SSN?

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Condivisione strategica di obiettivi e politiche per la formazione di una nuova classe dirigente in sanità. Tavola rotonda

Walter Ricciardi interviene nella Tavola Rotonda in cui si discutono due punti, emersi dalla Ricerca Agenas – FIASO “Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in sanità” Il primo è un dato: in Italia si è formata una classe dirigente che, tra top e middle managemente, contra tra le 7000 e le 8000 unità. Il secondo è una domanda: è possibile che ad unificare la sanità italiana dei modelli regionali sia la centralizzazione della formazione manageriale, in quanto elemento strategico per il SSN?

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Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in Sanità. Offerta formativa privato accreditato e internazionale

Francesco Saverio  Mennini articola il suo intervento in due parti. Nella prima affronta  l’offerta formativa del privato accreditato, attraverso i casi studio del Policlinico Universitario “Agostino Gemelli”‐ Università Cattolica del sacro Cuore, il Policlinico Universitario Campus‐Biomedico e il Network di Cliniche Salute Sicilia. Nella seconda propone un’analisi della formazione manageriale nei contesti europei, identificando tre modelli di percorso di formazione nelle realtà di Francia, Gran Bretagna e Norvegia.

Condivisione strategica di obiettivi e politiche per la formazione di una nuova classe dirigente in sanità. Tavola rotonda

Massimo Russo interviene nella Tavola Rotonda in cui si discutono due punti, emersi dalla Ricerca Agenas – FIASO “Competenze e fabbisogni per la formazione manageriale in sanità” Il primo è un dato: in Italia si è formata una classe dirigente che, tra top e middle managemente, contra tra le 7000 e le 8000 unità. Il secondo è una domanda: è possibile che ad unificare la sanità italiana dei modelli regionali sia la centralizzazione della formazione manageriale, in quanto elemento strategico per il SSN?

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Competenze e fabbisogni formativi del middle management nelle aziende SSN. La centralità del middle management

Il cd middle management conta tra le 4000‐6000 persone, con una media di 15 – 20 per azienda. Ma cosa intendiamo quando parliamo di middle management in sanità? Quali sono le competenze? Attraverso l’analisi di 8 funzioni aziendali, Francesco Longo presenta una fotografia del middle management  sanitario in Italia, avanzando proposte di policy per costituire i più idonei percorsi formativi.