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Il ruolo della SSPA nella formazione e qualificazione dei dirigenti pubblici in materia di procurement

Il ruolo del Procurement non ha solo l'obiettivo di affrontare i vincoli di bilancio e di risparmiare sulla spesa ma è uno strumento importante per una politica di crescita non solo per la PA ma anche per il Governo. Il vero effetto, forse indiretto, sulla crescita è quello di determinare l'aumento del grado di concorrenza dei mercati. La Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione intende orientarsi ad aumentare la preparazione, le competenze in questo campo per superare forme di comportamento non virtuose nella gestione della domanda pubblica.

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Il rafforzamento delle responsabilità datoriali dei pubblici dirigenti

Antonio Naddeo conduce il confronto tra esperti di dottrina, dirigenti, rappresentanti politici ed esponenti sindacali sui rapporti tra legge e contrattazione dopo la riforma del pubblico impiego introdotta dal D.lgs. 150/09. La sua analisi si concentra sul ruolo della legge nell’incentivare la dirigenza a svolgere correttamente le funzioni del datore di lavoro, considerando ancora, però, la contrattazione collettiva nazionale e la contrattazione integrativa come capisaldi della gestione del rapporto di lavoro.

Le fonti normative del rapporto tra legge e contrattazione nel pubblico impiego

Gianfranco D’Alessio analizza le fonti normative riguardanti gli ambiti del rapporto di lavoro del pubblico impiego regolati dalla legge e quelle che ridefiniscono il ruolo della contrattazione. La sua conclusione è che dopo il D.lgs. 150/09 rimanga un impianto complessivamente legato alla contrattazione, ma che i suoi confini siano più limitati sia in termini di principio che in concreto attraverso una serie di specifiche disposizioni.

Intervento all'intervista di Stefano Rolando al convegno " Non sprecare la crisi. La PA come management"

Secondo Giorgio De Rita la dirigenza pubblica è una classe dirigente per l'importanza delle decisioni che si prendono e la consapevolezza che il lavoro che si svolge incide su numerosi processi. Da parte del manager pubblico è necessaria una capacità di arricchimento continuo del proprio bagaglio personale di conoscenze. Per il manager pubblico la difficoltà risiede nell'avere un metro di valutazione riguardo soprattutto la redditività sociale.

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Intervento all'intervista di Stefano Rolando al convegno " Non sprecare la crisi. La PA come management"

La responsabilità rispetto al ruolo e ala consapevolezza di essere classe dirigente è importante secondo Michele Camisasca. Nella P.A. ci sono le condizioni per essere classe dirigente con tutte le responsabilità del caso ma è necessario conquistare gli spazi giusti. Parla anche della responsabilità rispetto alla crisi: da come si fanno funzionare le macchine amministrative si può cambiare la possibilità di sopravvivere alla crisi.

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Fonti e conseguenze giuridiche della nuova responsabilizzazione del dirigente pubblico

Comparando il D.lgs. 150/09 con gli ultimi vent’anni di produzione legislativa per la riforma della PA, Simonetta Pasqua analizza nel dettaglio le fonti normative della nuove funzioni disciplinari e dirigenziali introdotte dalla riforma Brunetta, si focalizza sulla nuova configurazione della responsabilità disciplinare del dirigente, e analizza la questione dell’obbligatorietà dell’esercizio dell’azione disciplinare mettendola in relazione con i processi di valutazione del personale.

Il nuovo dirigente pubblico: un responsabile datore di lavoro

Carlo Deodato anima il convegno sulla dirigenza pubblica presentando i passaggi chiave della riforma Brunetta dedicati alla responsabilizzazione del dirigente per l’esercizio puntuale ed efficiente dei suoi poteri di governo del personale. Il mancato esercizio di questi poteri viene individuato infatti dallo staff del Ministero come uno dei fattori critici della scarsa produttività del lavoro pubblico; una criticità risolvibile solo con una riforma in senso meritocratico.

Presentazione della ricerca: La PA vista da chi la dirige

Gaetano Scognamiglio presenta il IV raporto annuale su "La P.A. vista da chi dirige" curato da Promo P.A. su iniziativa del Ministero per la pubblica amministrazione e l'innovazione.

Tale rapporto ha l'obbiettivo di contribuire al dibattito sul processo di innovazione della Pubblica Amministrazione in Italia, dando voce all’opinione dei dirigenti sullo stato di
attuazione della riforma Brunetta e dei provvedimenti adottati, attraverso una analisi evolutiva delle tendenze in atto dal 2007 ad oggi.

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Valutazione: nuove responsabilità e nuovi poteri per il dirigente nelle PA

Michel Martone analizza le innovazioni del D.lgs. 150/09 inquadrando la riforma Brunetta all’interno del processo evolutivo della privatizzazione del pubblico impiego. Finalmente – spiega Martone – ai dirigenti vengono affidati i famosi “poteri del privato datore di lavoro” in maniera che essi possano contribuire all’aumento di produttività ed emanciparsi dalla tenaglia tra potere politico e potere sindacale in cui sono stati costretti negli ultimi decenni.

Intervento all'intervista di Stefano Rolando al convegno " Non sprecare la crisi. La PA come management"

Secondo Monica Parrella la dirigenza pubblica è una classe dirigente poichè il ruolo del pubblico e dei suoi manager nel nostro Paese è estremamente rilevante. Il manager della P.A. attraverso la riforma Brunetta ha più poteri nel negoziare le risorse, maggiori poteri gestionali e più responsabilità. Il suo ruolo è essenziale e il decisore pubblico è attento alle sue proposte e alle sue opinioni.

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