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La Provincia di Trento mette on line i primi open data geografici

La Provincia autonoma di Trento compie un importante passo in avanti per trasformarsi in una pubblica amministrazione aperta: da venerdì scorso, 17 febbraio, sono disponibili on line – liberi e riutilizzabili in tempo reale – una serie di dati geografici, in particolare in ambito urbanistico, prima accessibili solo dopo la procedura di autentificazione. La decisione è stata presa dalla giunta provinciale che ha approvato la delibera proposta dal presidente Lorenzo Dellai.

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Una strategia europea per l'open data

Con una nota stampa rilasciata ieri, 12 dicembre, la Commissione Europea ha presentato, tramite la commissaria Neelie Kroes (guarda il video) una comunicazione ufficiale finalizzata a valorizzare gli Open Data tra i paesi europei.

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Agenda digitale: i progressi compiuti sono in open data

La Commissione europea ha pubblicato un quadro di valutazione che illustra i progressi compiuti dall’Unione e dagli Stati membri verso la realizzazione degli obiettivi convenuti nell’ambito Agenda digitale europea a un anno dal suo avvio. Tenendo fede all’impegno assunto per una strategia aperta sui dati, la Commissione europea ha reso pubbliche in linea le proprie raccolte di dati e le statistiche, permettendo a chiunque di analizzarle e di trarne conclusioni.

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L'open data dalle parole ai fatti. Ma cosa dice la norma?

Se un’amministrazione volesse aprire i propri dati, secondo le norme vigenti potrebbe farlo? Quali potrebbero essere limiti e tranelli da cui guardarsi bene? A queste domande risponde Elio Guarnaccia che chiarisce subito che sebbene la normativa in materia privacy sia spesso indicata come un ostacolo alla realizzazione dell’open data, nei fatti non è così. “Quella sulla privacy – sostiene – è una normativa a tutela  del cittadino e in questo senso va applicata. Dunque non si riferisce a quei dati aggregati per cui non c’è riferimento a un soggetto individuato o individuabile”.

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APPSFORITALY, il commitment di Consorzio Top IX

Lorenzo Benussi  spiega il commitment del Consorzio Top IX nell’iniziativa APPSFORITALY, il contest lanciato nel corso del convegno per lo sviluppo di applicazioni a partire dai set di dati liberati dalle pubbliche amministrazioni italiane. “A partire dagli esperimenti già fatti su Torino – spiega – siamo convinti che da questo contest verranno idee, applicazioni e nuove partnership interessantissime”. E apre l’invito per amministrazioni, aziende e singoli sviluppatori a partecipare.

Perché IWA Italy partecipa al contest APPSFORITALY

Roberto Scano spiega quale è il ruolo di IWA Italy nel contest APPSFORITALY, presentato nel corso del convegno. “Il contributo di IWA  - spiega - è importante perché parlando di open government data non si può prescindere dalla definizione internazionale degli standard, a cui IWA partecipa”. In particolare sottolinea il lavoro intrapreso dal gruppo di lavoro, in ambito W3C, dedicato al Government linked data, con l’obiettivo di produrre un dizionario comune a Paesi diversi, con  la possibilità di avere a disposizione una repository internazionale.

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APPSFORITALY, il contest sui dati liberati dalle amministrazioni italiane

L’Associazione Italiana per l’Open Government, dalla sua nascita, si è impegnata principalmente nell’”apostolato” dal basso dell’open data pubblico, in mancanza di una strategia nazionale.  Ernesto Belisario lancia ora la prossima iniziativa: un vero e proprio contest, un APPSFORITALY per vedere, seguendo la linea adottata dal sindaco di Toronto “cosa succede se metti i dati on line”. Per fare questo, però, spiega è necessario dare un tempo alle amministrazioni per mettere on line i dati, perché in Italia sono ancora pochi.

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Come si fa la pubblica amministrazione open by default? Regione Piemonte, istruzioni per l'uso

Lorenzo Benussi sostiene che il principale argomento a sostegno dell’amministrazione open by default è quello della razionalizzazione del patrimonio informativo che già esiste e che spesso è già on line. La domanda piuttosto è “come si razionalizza senza creare ulteriori complicazioni in termini di information management?" Regione Piemonte – spiega Benussi – ha seguito quattro semplici indicazioni, ovvero: non complicare le cose più del necessario, non rimandare a tempi migliori, uscire in versione beta, lavorare a budget zero.

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IODL - Italian Open Data License, un licenza per i dati pubblici italiani

Salvatore Marras presenta la IODL, Italian Open Data License , messa a punto da un gruppo di lavoro coordinato dal Formez. La IODL è uno strumento importante per le pubbliche amministrazioni che volessero aprire i propri dati - precisa - mettendo in chiaro come i dati possono essere riusati.  Va avanti, raccontando la genesi e i punti di maggiore criticità che si sono affrontati nel percorso di lavoro e confronto che ha portato alla versione attuale della Licenza.

Open data pubblici. Verso la Carta di identità del dato

Quanto è complicato dal punto di vista tecnico fare open data? Risponde Gianluigi Cogo, spiegando che “in realtà  l’open data elimina la complessità applicativa dalle strutture dell’amministrazione pubblica perché lascia che sia il mercato ad occuparsene”. In altri termini, la pubblica amministrazione ha il compito di raccogliere i dati, renderli disponibili in un formato che sia direttamente leggibile dall’uomo e dalla macchina e di definire la “carta di identità del dato”, ovvero quali sono le caratteristiche del dato che lo rendono relazionabile con altri dati.