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Competenze digitali e professioni del web

Il digital divide non è solo mancanza di possibilità di connessione, ma anche, e soprattutto, mancanza della conoscenza diffusa della Rete Internet e del suo uso consapevole e critico.
E' necessario il consolidamento e lo sviluppo delle competenze digitali dei cittadini e dei professionisti.
I profili di competenze sviluppati da IWA Italy con il suo Gruppo Web Skills Profiles rappresentano uno standard aperto e condiviso utile alla definizione di programmi formativi e di certificazione.

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I 25 profili professionali digitali: ve li presenta IWA Italy il 27 maggio in Academy #FPA2015

Il digital divide, in Italia, non è solo mancanza di possibilità di connessione, ma anche, e soprattutto, mancanza della conoscenza diffusa della Rete Internet e del suo uso consapevole e critico. Dal report “Cittadini e nuove tecnologie” pubblicato dall’ISTAT il 18 dicembre del 2014, si evince che in Italia, il dato, in percentuale, dei cittadini che non hanno mai usato Internet è il 38,3 (in Basilicata il 46,8, in Campania il 46,5).

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#Labuonascuola la fanno gli insegnanti: formazione gratuita su didattica digitale a #FPA2015

Con la “Buona Scuola” la scuola digitale e le competenze digitali sono diventate elementi centrali per la scuola di ogni ordine e grado, sia in termini di dotazione per la didattica sia in termini di nuova alfabetizzazione. Questo si scontra con un divario digitale grave.

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Perché è strategico lo sviluppo di competenze digitali per l'innovazione delle PMI. A #FPA2015 il 26 maggio

Il tema dell’arretratezza delle Pmi nel percorso dell’innovazione è sempre più cruciale per la crescita europea. In Italia la situazione è peggiore della media europea e sono necessari interventi urgenti e di grande impatto, a partire dallo sviluppo delle competenze digitali e di e-leadership. Condizione strategica per la crescita. A #FPA2015 il 26 maggio un evento in collaborazione con Stati Generali dell'Innovazione farà il punto sulle urgenze e le prospettive.

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Call Competenze digitali: l’AgiD cerca progetti per la Coalizione nazionale

Fino al 18 maggio prossimo l’AgID accoglierà le candidature di progetti che vogliono entrare a far parte della Coalizione nazionale per le Competenze digitali. Chi ritiene di avere un progetto aderente agli obiettivi della Coalizione (ovvero promuovere l’alfabetizzazione digitale di cittadini, imprese e PA), può inviare una breve descrizione, specificando la categoria alla quale si rivolge, l’età dei destinatari, le tempistiche di attuazione e le risorse complessive. I progetti più interessanti verranno presentati il 28 maggio prossimo a FORUM PA 2015. 

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Formazione in Italia tra presente e futuro

Il mondo richiede sempre più spesso professionalità che l’Italia è raramente capace di offrire. I giovani emigrano per adeguare le proprie conoscenze ed esperienze alle richieste del mondo del lavoro, il quale ricerca più strette connessioni tra teoria e pratica. Nell’articolo si delinea, in sintesi, lo stato della formazione in Italia, offrendo dei punti di vista operativi e funzionali per adeguarla ai tempi. Continuiamo il nostro viaggio tra i modelli più adatti a formare le nuove generazioni di "cittadini digitali". Questa volta lo spunto ci viene da Pasquale Stefanizzi dell'Università del Salento e tra i responsabili dell'iniziativa "A scuola di impresa".

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Il pensiero computazionale tra i banchi di scuola: il progetto che ha coinvolto più di 200mila studenti

Programma il Futuro nasce a giugno 2014 come iniziativa di due docenti universitari, Enrico Nardelli dell'Università di Roma Tor Vergata e Giorgio Ventre dell'Università di Napoli Federico II, per fare entrare il coding in Italia nella Scuola dalla porta principale, ossia facendolo inserire nella normale pianificazione didattica delle classi. Il progetto è stato adottato dal MIUR nell’ambito del programma #labuonascuola e vede come partner ufficiale del Ministero il Consorzio Interuniversitario Nazionale per l’Informatica, che unisce i docenti di Informatica di 39 università italiane.

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Nativi digitali, cittadini di domani. Scuola, competenze e responsabilità

La scuola e, in generale, le politiche e i programmi formativi sono sempre stati dei temi caldi nel nostro Paese. Un calderone in cui rientrava un po' tutto, ma che ora rischia di rovesciarsi rovinosamente davanti alle nuove sfide del mercato del lavoro, della società e dell'economia. Sfide che il sistema sembra non recepire. Come ha testimoniato il Direttore di FORUM PA Gianni Dominici, nell'editoriale che apre questo dossier, la scuola oggi non è pronta nel formare gli adulti di domani, non parliamo di aule senza PC - anche se pure non è un buon punto di partenza - ma di un modello di insegnamento e di programmi non al passo con i nuovi strumenti. In questa sede intendiamo aprire una discussione, a cui speriamo che partecipino tutti coloro che ritengano di poter portare un contributo interessante, uno spunto di riflessione in più volto a innovare l'attuale modello didattico. Il presente dossier è solo l'inizio di un lavoro il cui work out avrà luogo in occasione di un evento dedicato a FORUM PA 2015.

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L'Italia al contrario, come allontanare i ragazzi dall'informatica

Il tema delle competenze nella scuola, e di quelle tecnologiche in particolare, è uno degli argomenti ricorrenti nel nostro paese tanto da sfiorare la logica del tormentone: dalla politica delle famose tre i ai ricorrenti proclami dell’importanza di una scuola più moderna e tecnologica. Purtroppo i risultati non si vedono, rapporti ed indici internazionali non fanno che confermare la marginalità delle nostre politiche su questo tema e il ritardo operativo su tutti i fronti. Due casi personali che si inseriscono in questo contesto purtroppo noto.

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PA Digitale 2020: tra campioni digitali ed esigenze concrete di cambiamento

La Presidenza del Consiglio, insieme al Ministero dello Sviluppo Economico, all’Agenzia per l’Italia Digitale e all’Agenzia per la Coesione ha aperto alla consultazione pubblica, fino al 20 dicembre 2014, i piani nazionali "Banda Ultra Larga" e "Crescita Digitale", predisposti per il perseguimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale, come previsto dagli Orientamenti Comunitari. Ed è sul secondo documento in particolare che il contributo dello Studio Legale Lisi, che vi proponiamo questa settimana, si sofferma. Illustrandone i punti salienti, avvia una riflessione critica su come l'innovazione digitale, intesa quale investimento pubblico, possa realizzare la riforma strutturale del paese che stiamo aspettando.

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