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Eco-mobilità nelle città italiane. Dalla bici al car sharing alle auto a gas, a che punto siamo

Forse anche per merito della benzina alle stelle, la bicicletta sta riprendendo velocemente piede nelle città italiane, in testa Milano e Torino. Quest’ultima si classifica al primo posto nella classifica italiana delle città eco-mobili, pur mantenendo allarmanti livelli di inquinamento, seguita da Milano e Venezia. Battuta d’arresto per car sharing e mobility manager, boom di auto a gas a Ravenna, Ferrara e Bologna. Questo ed altro nel 5° Rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile nelle principali 50 città italiane, rilasciato dall’Associazione Mobility Manager in chiusura del 2011.

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Il ruolo degli enti locali per la diffusione dei principi di sostenibilità in edilizia: il Regolamento Edilizio ed il sistema di incentivazione per il risparmio energetico e la sostenibilità del Comune di Schio (VI)

 Per il perseguimento della sostenibilità di un territorio, un ente locale può utilizzare diverse strategie, e diversi strumenti a seconda dei settori in cui intende operare. Il Comune di Schio, in collaborazione con il Comune di Valdagno (VI), nel giugno del 2008 ha approvato un Regolamento Edilizio, correlato ad sistema di incentivazione volumetrica ed economica, per l’applicazione di principi di sostenibilità in edilizia.

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L’applicazione della soluzione tecnologica innovativa APA – Abbattimento Polveri Atmosferiche, per le HUMAN CITIES

Un elevato livello di tutela ambientale è uno dei presupposti fondamentali per assicurare uno sviluppo urbano sostenibile e per garantire un’adeguata qualità di vita alla popolazione. Peraltro, l’adozione di soluzioni efficaci ed efficienti che salvaguardino e preservino il futuro delle prossime generazioni non è più procrastinabile. L’80% della popolazione europea vive ormai nelle città e deve far fronte a problematiche comuni: dalla cattiva qualità dell’aria al traffico, dal consumo spropositato di energia alla produzione di rifiuti, alle emissioni di gas serra.

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L’applicazione della soluzione tecnologica innovativa APA – Abbattimento Polveri Atmosferiche, per le HUMAN CITIES

Un elevato livello di tutela ambientale è uno dei presupposti fondamentali per assicurare uno sviluppo urbano sostenibile e per garantire un’adeguata qualità di vita alla popolazione. Peraltro, l’adozione di soluzioni efficaci ed efficienti che salvaguardino e preservino il futuro delle prossime generazioni non è più procrastinabile. L’80% della popolazione europea vive ormai nelle città e deve far fronte a problematiche comuni: dalla cattiva qualità dell’aria al traffico, dal consumo spropositato di energia alla produzione di rifiuti, alle emissioni di gas serra.

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Le città al confronto con Mobilità e Logistica: due problemi, una sola soluzione

L'evoluzione della mobilità delle persone, dei mezzi e delle merci all’interno dei contesti urbani, i servizi di informazione all’utenza e la gestione dinamica del traffico sono i problemi che gli amministratori pubblici devono affrontare per rispondere  al desiderio di libertà di spostarsi e fruire delle opportunità offerte dai centri urbani.

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Provincia 2020: progetti per una comunità più felice

 

Matteo Ricci presenta il programma lanciato dalla Provincia di Pesaro e Urbino per raggiungere, o almeno avvicinarsi, all’obbiettivo di essere la Provincia leader per la qualità della vita e il benessere delle persone che ci vivono. Due sono le leve – dice Ricci - su cui gli enti locali possono agire per orientare un nuovo modello di sviluppo: la leva urbanistica e la leva dei servizi. Proprio per questo l’architrave di tutto il Programma è il PTC, ovvero piano urbanistico provinciale a cui si devono attenere tutti i piani regolatori comunali. 

Responsabilità politica e misurazione del benessere

 La dr.ssa Salvemini concentra il suo intervento sui processi di individuazione del set delle opzioni da far rientrare nel concetto di benessere. Compito del CNEL e del gruppo di ricerca di cui l’ente fa parte insieme all’ISTAT e a molte associazioni ambientalistiche, di consumatori e di categoria, è quello di provare a capire che cosa in questo momento la nostra società pensa che sia il progresso. Raccogliere questa percezione è fondamentale per offrire alla classe politica una visione che rispecchi il mandato degli elettori.

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Nuovi indicatori di benessere

 Dopo aver offerto una ricostruzione storica del perché il PIL sia stato per molto tempo l’unico indicatore del benessere delle società, Giovannini illustra le iniziative internazionali che negli ultimi anni si sono concentrate sula ricerca di indicatori più completi per misurare il progresso. Dal Programma OCSE del 2007 agli esiti della Commissione Stiglitz-Sen-Fitoussi voluta da Sarkozy, l’indicazione è quella di analizzare i livelli di quattro forme di capitale: economico, umano, sociale, naturale.

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Indicatori di Corporate Social Responsibility: un terreno d’incontro tra imprese e Sistema statistico nazionale

 Il Prof. Molteni analizza i rapporti tra il benessere sociale e la responsabilità sociale d’impresa, ovvero l’integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche nelle attività aziendali e nei rapporti con gli stakeholder. Da circa dieci anni molte imprese comunicano i propri risultati anche con un bilancio di sostenibilità che contiene informazioni economiche, ma anche sociali e ambientali. Lo scopo è che nel giro di qualche anno si arrivi all’obbligatorietà di un bilancio integrato certificato.

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Si può cambiare questo mondo? L’innovazione sociale come metodo

Alzi la mano chi, almeno una volta, non ha pensato che la risposta fosse si. Nonostante suoni come il sogno lontano di bambini, come la domanda retorica a cui tanti in tutta onestà credono di non dover più rispondere, gli innovatori sociali lavorano per cambiare questo mondo. Non necessariamente perché inguaribili sognatori ma perché convinti che l’innovazione di cui le nostre economie hanno vitale bisogno o sarà sociale o non sarà sostenibile. Così partono piccoli-grandi progetti, in cui ciascuno mette i propri sogni e la propria professionalità in relazione con quelli degli altri, secondo il modello della rete. E non succede nel Terzo settore né sotto altre epiche etichette  ... Allora dove? E come? Ne parliamo  con Alberto Masetti Zannini, co-fondatore di the HUB Milano. A seguire l'intervista video e gli approfondimenti...da una lunga chiacchierata via skype.

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